mercoledì 6 giugno 2012

Sensi di colpa


Brutta bestia.  
Arrivano quando meno te li aspetti e ti colpiscono da tutti i lati.

Ci sono sensi di colpa verso la bimba grande, quando concedi qualche attenzione in più alla piccola e vedi l’altra che ti guarda corucciata.
Ci sono sensi di colpa verso la bimba piccola, quando dai un bacetto o un abbraccio in più alla grande e la piccola ti allunga la mani per venire in braccio pure lei.
Ci sono sensi di colpa verso il marito, quando vedi che non ha più tempo per dedicargli le giuste attenzioni.
Ci sono sensi di colpa verso te stessa, quando hai l’impressione che il lavoro e il resto ti tolgono il respiro e non hai più tempo per te.
Ci sono sensi di colpa verso il lavoro, quando pensi di togliere tempo alla famiglia per portare a casa qualche soldo.

Questi maledetti sensi di colpa!


mercoledì 23 maggio 2012

Quando il mangiare con la mamma diventa un problema.


Svezzamenti diversi e allattamento

 Diana, non so per quale motivo, ma con me non hai mai voluto mangiare. E purtroppo, anche se la situazione è leggermente migliorata, ancora oggi è così.Sono rari i casi in cui la vedo seduta a tavola che si gusta qualcosa e lo mangia volentieri. Forse l’unica eccezione la fa con la minestra con la sottiletta, ma anche con quella dipende.

Diana è assolutamente in grado di mangiare da sola in autonomia, sa pure tagliare la carne.  Con gli altri mangia seduta a tavola, senza fare capriccio alcuno (così mi confermano sia la baby sitter che alla materna), l’ho vista pure io quando a volte la vado a prendere la sera: è seduta composta dalla tata e la vedo spazzolare il piatto felice.

Ma come sempre e per tutte le cose, con la mamma è un’altra cosa.

Fin da piccola ho mostrato ostilità verso il cibo e rifiuto ad assaggiare cose nuove.
L’ho allattata fino a 13 mesi (e dovuto smettere da un giorno all’altro per motivi di forza maggiore), ma devo dire che nonostante fosse tetta-dipendente, aveva reagito abbastanza bene alla fine improvvisa. Non ha mai voluto latte artificiale o ciucci. Solo il biberon aveva iniziato a prenderlo perché , per necessità di bere, andando al nido a 7 mesi e mezzo, aveva dovuto imparare. Per lei l’unico alimento che le faceva davvero piacere era sempre e solo il latte della mamma.
Mi ricordo quando andava al nido, non mangiava tutto il giorno e aspettava me la sera per rifarsi della giornata.
E in quel modo si saziava e si rilassava.

Quando poi ho dovuto smettere l’allattamento, fortunatamente ha iniziato a bere il latte vaccino, le piace proprio.  Le preparavo (e le preparo tutt’ora) mattino e sera un biberon di latte tiepido, lei si siede sulle mia gambe, con una mano si tiene il suo biberon e con l’altra si accarezza il codino. E’ come un Koala aggrappato alla sua mamma e ci coccoliamo a vicenda.
Ormai è un rito.

Per il resto, pranzo e cena sono sempre incognite. Ho provato di tutto, a imboccarla, a farla mangiare in sala, a sgridarla,ad affrontarla con le buone o con le cattive, con il gioco…nulla!
E nonostante questo, con me la bimba non mangiava e non mangia.

Ma ripeto,  solo con me!
Beh, a prescindere dal motivo, ormai ho deciso che non mi preoccupo più in quanto la piccola cresce bene e se non vuole mangiare quello che facciamo noi per cena, non c’è problema, non mangia. La lascio stare e non ho intenzione di assecondare i suoi capricci.
Tanto non è patita, anzi  è una bella bimbotta di circa 16kg per quasi 1 metro di altezza e il lattuccio prima di dormire la sazia comunque.

Però è ovvio che mi  chiedo perché fa così.
Mi deve forse far pagare il fatto che durante il giorno non la vedo e quindi è una ricerca di attenzione? Sapeste quante volte ho pianto non vedendola mangiare!
Forse ho sbagliato qualcosa durante lo svezzamento? Forse ha avuto qualche interazione l’allattamento e la sua brusca interruzione?
Con Diana ho seguito alla lettera le direttive della pediatra, ho inserito i cibi gradualmente dando inizialmente i liofilizzati e poi omogeneizzati, le farine, non ho dato l’uovo e il pomodoro fino a x mesi, etc.
Forse avrei dovuto seguire un po’ di più il mio istinto?

Con Eva, la piccolina, l’ho fatto e ho notato delle differenze enormi. Ok, la piccolina l’ho allatta solo due mesi (purtroppo anche in questo caso ho dovuto sospenderlo per forza maggiore, ma in ogni caso a lei sembrava non gradire troppo il latte di mamma). Da quando ho smesso l’allattamento ha iniziato a dormire tutta la notte (a soli 2 mesi!!! Un miracolo, vista l’esperienza che avuto con la prima!) e relativamente allo svezzamento ,  ho fatto uno po’ un ‘fai da te’ , non ho seguito tabelle o periodi, non le ho dato praticamente omogeneizzati o ‘roba per bambini’, le ho sempre fatto assaggiare tutto quando la piccolina mostrava interesse e adesso mangia qualsiasi cosa.

Dove ho sbagliato con Diana?  

martedì 15 maggio 2012

La tortura del sonno


Una delle tecniche di torture ancora usate per estorcere una confessione è la privazione del sonno.
Questa tecnica, usata frequentemente anche nel purtroppo famoso carcere di Guantanamo, consiste nell’impedire al torturato di dormire.
La privazione del sonno è una condizione che può essere cronica o acuta e consiste nel dormire pochissimo; in laboratorio si è osservata addirittura la morte su alcuni animali. Durante l'insonnia prolungata si osservano disturbi psichici (allucinazioni sono frequenti) e somatici, anche se la privazione non può essere mai totale.”

A questo punto immagino che vi stiate chiedendo come mai ne sto parlano, è uno strano accostamento parlare di tortura in un blog di una mamma, non vi pare?

Ma vi garantisco che un nesso c’è ed io sono la vittima prescelta.

E chi è il carnefice? Diana, la mia principessa, il mio tenero angioletto.

Infatti la notte inizia il martirio.

E’ molto, molto, molto raro che Diana passi una notte intera dormendo senza svegliarsi almeno una volta.

E quando si sveglia, inizia la mia tortura.

Mi alzo e vado da lei, provo a calmarla e spesso ci riesco sdraiandomi con lei.
Spesso però questo non è sufficiente.
Potrebbe avere sete!
Oppure alle 4.00 del mattino... potrebbe scapparle la cacca!!! (Ma perché non le scappa il mattino???)
Oppure la pipì!
Oppure la febbre, o la tosse, o gli incubi, oppure, oppiure …aiuto! C’è sempre un motivo!

La mia piccola ha bisogno della mamma di notte (e già, non vuole il papà! Solo la mamma!!!) e io che devo fare?
Nulla, cerco di soddisfare i suoi bisogni facendo spola tra la mia camera, la sua camera, il bagno. Cerco di fare tutto in fretta in modo da soddisfarli al più presto sperando che si riaddormenti e che non svegli la sorellina (che fortunatamente, a parte rari casi, ha un buon sonno! Come il papà…).
 
E dopo una notte serena come quella appena descritta, ovvio che la mattina dopo si va a lavorare!
Un po’ di trucco per nascondere le occhiaie e si inizia …

Ma che impatti ha la carenza di sonno?
Mah in generale non saprei, ma sicuramente vedo gli impatti su di me: stanchezza, difficoltà di concentrazione, mal di testa, sono spesso nervosa con chiunque e ho schiena e collo a pezzi.

Ma che ci posso fare, per la mia Diana sono disposta anche a subire questa tortura, sperando che crescendo migliori e le sue notti inizino a trascorre serene (e anche le mie!)



martedì 8 maggio 2012

Le paure e gli incubi dei bambini



La mia Diana è sempre stata una bambina fifona e paurosa. Ha paura di tutto, del rumore del trapano, del suono del citofono, del camioncino che lava le strade e di mille altre cose. (ok, ok, avrà preso sicuramente dalla mamma!!!).

E anche con il sonno è sempre stata piuttosto turbolenta.
Qualche notte fa però è successa una cosa di difficile gestione, credo abbia avuto un incubo bello e buono!

Era già capitato in passato una volta ma era in una fase molto particolare (era nata la sorellina da due mesi, io ero stata in ospedale per operarmi, al nido le avevano cambiato la maestra), infatti all’epoca pensavo fosse legato al periodo di particolare stress che stava passando.

Ma in questi giorni, non ci sono condizioni particolari o eventi straordinari, quindi la reazione che avuto la notte scorsa non me l’aspettavo proprio e gestirla non è stata facile.

Ma andiamo per passi.
Che cosa è successo.
Come sempre, lei fa la nanna nella sua cameretta, nel letto ‘alto’. Ci si sale con una scaletta. E solitamente, da un po’ di tempo, ha inziato a dormire tutta la notte serena.
Era notte fonda e stavamo dormendo tutti: Diana nella sua cameretta, Eva nel lettino in camera nostra.
All'improvviso ho sentito un urlo terrorizzato.

Mi sono buttata giù dal letto e in un attimo ero nell’altra stanza: lei, in preda al panico, stava per buttarsi giù dalla scaletta, piangendo e urlando. Appena mi ha visto mi si è stretta al collo, tremante.
Ho provato a parlarle ma non si calmava. Tremava e mi stringeva fortissimo, gli occhi chiusi e nascondeva la testa.
La porto in camera nostra, la piccola si sveglia, Diana non si calma.
Allora butto giù dal letto il papà e decidiamo di accendere la luce. ‘Forse sta ancora sognando!’ – pensiamo.
Anche a luce accesa non si calma.
All'improvviso mi dice: ‘ Non lo voglio quello, mandalo via!’ e ancora ‘Ho paura, mandalo via!’.
Ok, cerco di darle corda e inizio a far finta di scacciare qualcosa di non ben definito ‘Vai via! Scio, via dalla nostra casa’.
‘Diana, hai visto? La mamma l’ha mandato via!’ le sussurro. ‘ Non c’è più’.
Finalmente inizia a calmarsi, ma non si era ancora staccata da me e continuava a tremare.

La piccola nel frattempo si divertiva un sacco! Continuava a ridere.

Ok, anche se contro ai nostri principi, proviamo ad accendere la TV su Ray YoYo per calmarla.
…alle 3 di notte non ci sono cartoni, lo sapevate? Ci sono soltanto i protagonisti dei vari cartoni che fanno la nanna!

Iniziamo a rilassarci, si stacca e inizia a guardasi intorno. Vede la sorella e il papà, e si tranquillizza un po’. Però mi vieta categoricamente di spengere la luce. E questo è un problema, perché la piccolina se la luce è accesa non dorme!

Insomma, verso le 4 e mezza  la situazione torna normale. Diana si addormenta nel lettone con noi, anche se ogni tanto continua ad avere tremoni di paura e mi strizza tutta. La piccolina, una volta spenta la luce è crollata. …il papà è crollato mooolto prima!

La mattina dopo proviamo a parlagliene e, anche se preferisce evitare il discorso, ci dice che c’era un serpente nel suo letto.
Allora siamo andati insieme in camera – lei aggrappata a me, quando ormai era giorno, e le ho fatto vedere che non c’era nulla e che l’avevamo mandato via.

Ma cosa ha avuto? Un incubo?

Leggendo qua e lo ho trovato diversi articoli che trattano il tema degli incubi nei bambini.
Il fenomeno viene chiamato pavor nocturnus

Gli incubi sono sogni spaventosi che in genere provocano il risveglio e vengono ricordati come una esperienza intensa. Spesso contengono sentimenti forti che il bambino ha dentro di sé. L’incubo, in quanto versione spaventosa del sogno, può essere un’opportunità di esprimere ed elaborare i conflitti e le ansie della vita quotidiana.

Sono frequenti nella prima infanzia e si possono acutizzare nei periodi di stress e nei passaggi evolutivi. È importante che i genitori ascoltino il racconto di un sogno brutto” aiutando il bambino a sostenere le emozioni da esso provocate, evitando di banalizzarne il contenuto.

Ho trovato questo articoli molto interessanti

Buona lettura!

martedì 1 maggio 2012

Le massime di Massimo



..ovvero le linee guida dell’educazione secondo il papà.

Ok, il tema educazione e contrasti in famiglia l’ho già trattato, lo so.
Ma questa volta vorrei provare a parlare di quale regole/principi proviamo a passare alle piccole. Più il papà che la mamma, ovviamente.
Si sa, io sono quella che cede e che concede, l’educatore serio è il papà!

Ma cominciamo dal dire che fortunatamente, siamo entrambi d’accordo: niente violenza, neppure uno sculaccione. Mai dato! Punizioni, si..tante, ma sculaccioni o altro (schiaffi, etc.) no, assolutamente no!
E pensare che da bambina…oh mamma quante ne ho prese!!! (Non vi preoccupate, era solo sculaccioni normali, non ho mai subito violenza alcuna!).

Il suo papà vorrebbe provare ad insegnare alle piccole le cose, mandandole dei messaggi che possano rimanere impresse nelle loro menti.
Ad esempio. Quando una delle due piange,ecco la massima del caso “Si piange solo per forti dolori e grandi emozioni”.
Cioè, non è che nella vita non si debba piangere, ma ci deve essere un buon motivo che può essere una cosa negativa, come un forte dolore appunto o una cosa meravigliosa, come una grande emozione.

O ancora, quando provano con la forza a tirare un gioco o aprire qualcosa che non riescono, la massima è “Con la forza si rompe, con la calma si risolve”, spiegando o dimostrando che a tutto (o quasi) c’è rimedio se sulle cose ci si ragiona e non si usa solo la forza, se non abbinata ad un corretto pensiero che la guidi.

Quindi, sulle nostre esperienze, questa è lista di Massime che il papà (Massimo) usa più frequentemente:
  •        Con la forza si rompe, con la calma si risolve
  •        Si piange solo per forti dolori e grandi emozioni
  •        Il troppo è troppo, il poco è poco, il giusto …è giusto!
  •        Ogni cosa che riesci a fare da sola è una conquista!
  •        Se guardi indietro vedi da dove vieni, se ti guardi i piedi vedi dove sei, solo se guardi avanti vedi dove vai!
  •        La fortuna è la ricompensa per l’impegno
  •        L’importante non è né vincere né partecipare, ma divertirsi
  •        L’importante è il contenuto, non il contenitore
  •        Il cibo si mangia, non si spreca
  •     Quando la bocca mangia e il culo rende, mandi in culo alle medicine e a chi le vende (gentile concessione della suocera Viareggina J )



mercoledì 25 aprile 2012

Forse aveva fame …


Ieri, 24/04/2012


Giornata pesante, il lavoro, un temporale improvviso su Milano che ti blocca nel traffico e ci metti oltre un’ora per arrivare dalle piccole, tanti capricci, la cena, un po’ di pazienza e finalmente, dopo mille trucchi e tante fatiche, si addormentano entrambe e mi illudo che la giornata sia finita.

Sono sfinita. Le piccole però ormai dormono. Ok, ne approfitto per finire due cosette ma sono già le 11 e gli occhi si rifiutano di stare aperti.
Sono proprio stanca.
Va beh, finisco domani, mi lavo, preparo il latte per la piccola da portare in camera, e finalmente me ne vado a letto.
Che bello, il mio cuscino morbido! Me lo adagio con calma e chiudo gli occhi! Finalmente posso dormire… almeno mi illudo!

Dopo meno d’un ora la piccola si sveglia e inizia a piangere. Ma a piangere forte.
La prendo e me la metto nel letto, di solito funziona.
Una carezza, il ciuccietto e di solito il gioco è fatto! Vero Eva? …macchè!

Si gira, guarda lo scalda biberon e inizia a strillare, lacrimoni e urla a squarciagola!
‘No, non può aver fame!’ – penso . L’ho messa a letto un’ora fa e ha mangiato nell’ordine: biberon di latte alle 18.00, 3 fette di crudo, 2 grissini, cena con salsicce e patate, un pezzo di pera, e ancora un altro mezzo biberon di latte! E questo solo a cena – ‘No, non può essere fame!’ – ne sono convinta. Devo solo capire cos’ha.

Ma purtroppo non si calma.

A fatica mi alzo, provo a prenderla in braccio, le offro nuovamente il ciuccio.
Mi guarda, prende il ciuccio e lo scaraventa via con violenza, poi si gira nuovamente verso lo scalda biberon e ricomincia a strillare!

‘No, non può aver fame! …Avrà mal di pancia! …non può avere fame!’

Allora via di cambio pannolino, sperando che si calmi e non mi svegli la sorella che miracolosamente dorme ancora nonostante le urla.
Nulla, non c’è verso non si calma.

Mmmm…che abbia davvero fame?

Chiamo  il papà che era ancora di sotto al computer e gli dico di scaldare in fretta il latte, lo scalda biberon ci mette troppo tempo e  in questo momento, la piccola non si calma e serve agire in fretta! E pensare che solitamente, quando si sveglia di notte (di solito verso le 5 del mattino), la metto nel letto e le dico di aspettare, attacco lo scalda biberon e solo quando suona il ‘bip’ per dire che è pronto, la piccola si alza e mi porge il suo ciuccio in cambio del biberon di latte. Ma con tutta calma.
Questa notte non sembra proprio aver intenzione di calmarsi!

Dopo pochi minuti sale finalmente il papà con il biberon, mi siedo e provo a vedere se per caso volesse davvero il latte, ma non ne sono molto convinta, con tutto quello che ha mangiato, non può avere fame!

Improvvisamente allunga la manine, prende il bibe e lo porta alla bocca e inizia a ciucciare, tenendolo stretto stretto! Finalmente si calma, le asciugo i lacrimoni che ancora le bagnano le guanciotte. La guardo: adesso è un’angioletto.
Con tutta la calma di questo mondo, adesso lei si gusta il suo lattuccio e ogni tanto mi lancia uno sguardo con i suoi occhietti umidi e mi accenna un sorriso senza mollare la tettarella del biberon.

Appena finito di bere tutto, lo allontana, cerca il suo ciuccio e crolla addormentata sul mio cuscino!

…inizio a pensare che avesse fame!

E finalmente, anch’io posso riprendere a dormire.
Buona notte.

martedì 17 aprile 2012

I bambini e la pubblicità


Cosa faranno da grande le mie bimbe? 
Mah…difficile rispondere, si vedranno quali saranno le loro inclinazioni personali e decideranno loro. Speriamo che abbiamo la fortuna di fare ciò che più gli piacerà.

Ma nel frattempo, una cosa è certa, per ora faranno solo le bambine.
Detto così può sembrare strano, in fondo cos’altro possono fare delle bambine se non quello! J

Beh, mi riferisco alla pubblicità.
Qualche tempo fa un’amica mi ha detto: “Non hai mai pensato di far fare pubblicità alle tue piccole?”.
Onestamente, ci ho pensato ma non voglio.
Premetto che per me le mie cucciole sono le bimbe più belle al mondo (beh…sono la mamma, che altro dovrei dire! ) però ogni tanto penso ai bambini che vedo nei vari spot e …non so come spiegarlo..ma non mi piacciono. Ho paura che gli venga tolta una parte d’infanzia, che passino dal gioco al lavoro troppo presto.
Spesso si vedono bambini di pochi anni già drogati dalle marche, a partire da quelle di Hello Kitty, Lelly Kelly fino a marchi più famosi.
Ho visto spesso bambini partecipare in modo assiduo a sfilate di moda per collezioni di moda bimbo e ho avuto l’impressione che fossero già troppo grandi, con atteggiamenti non adatti alla loro età, capricciosi e pretenziosi sui marchi.
Ovvio che si può essere capricciosi e viziati anche non facendo sfilate ed è vero pure che ci sono bambini che fanno sfilate e sono degli ottimi bambini educati. So che non bisogna generalizzare.
Ma purtroppo, a me, questo mondo della moda baby non mi convince, almeno a questa età. Quando sarà grande deciderà lei, ma per ora non me la sento di ‘farla lavorare’. Non mi attrae per niente.
Secondo me, un bambino non ha innatamente il desiderio di farsi conoscere e diventare famoso, questo però è il desiderio di molte mamme. E a volte si arriva pure all’eccesso, basti pensare che hanno anche fatto dei centri benessere per bambini, i così detti kid’s beauty …secondo me inconcepibili!


Per fortuna non tutti la pensano come me, diciamo che vi lascio il posto per i vostri bambini J

mercoledì 4 aprile 2012

I messaggi nella favola di Cenerentola


Da qualche periodo, per addormentare la mia bimba grande, le leggiamo una favola.
Purtroppo lei vuole ascoltare solo Cenerentola, sempre la stessa favola letta più e più volte. Raramente riesco a leggergliene qualcuna altra.
 
E leggendo leggendo, inizio a riflettere sul messaggio che questa favola vuole passare.
E inizio a pensare … e  i messaggi che recepisco io non sono molto positivi!

Mi spiego meglio.

La favola credo che voglia dire che tutte abbiamo un’occasione di essere felici, e che prima o poi arriva ovunque tu sia. (Credo).

Quello che non capisco io e che quindi non mi trova concorde è questo:
Finche è una stracciona, nessuno la nota.  Sei una stracciona e resti nell’ombra.
Appena arriva la fata che ti trasforma in una bellissima principessa con gioielli e abiti luccicanti, paf! Ti notano tutti!
Cioè, ti notano solo quando hai un bel vestito!
In pratica, Cenerentola è stata notata non perché ha qualche particolare capacità o intelligenza. E’ stata notata soltanto perché aveva un bel vestito!
Giusto?

E questo sarebbe il messaggio che dovrei trasmettere a mia figlia? Le dovrei insegnare che conta solo l’apparenza? Che nella vita un bel corpo e un bel viso, addobbato a festa, che rappresenta solo un involucro vuoto e senza cervello sono le cose fondamentali per avere successo?

Bel messaggio! Mah..

E poi, continuando, la felicità cos’è per questa favola?
Sposare un principe ricco e ovviamente bello? (Ed è dato per scontato che questa è la massima aspirazione della vita di cenerentola!!)
Quindi, uno brutto e senza soldi non può renderti felice? E soprattutto, se non trovi qualcuno che ti mantiene e che ti compra i vestiti, sei senza speranza e non sarai mai felice?
Resterai per sempre nell’ombra?

Altro bel messaggio!

A questo punto mi pongo il dubbio che forse non ho colto bene i vari significati, ma qui gli unici valori che questa favola porta in superficie sono valori per me superficiali, quali la bellezza e i soldi.
Non si parla di amore, bontà o altro. Anzi! Si parla di cattiveria e invidia delle sorellastre, di povertà e di differenze sociali.

Insomma, si parla dei valori moderni…

giovedì 29 marzo 2012

Il sentimento dell’odio

Ieri leggevo, tanto per cambiare, un po’ di cronaca che ogni giorno occupa gran parte dei TG. Un ragazzo Gay seviziato fino alla morte, un camionista preso a bastonate perché ha sorpassato una mercedes, un marito che butta la moglie dal balcone, per non parlare delle violenze sulle donne e sui bambini e delle altre violenze di ogni tipo.
Non passa giorno che non ci sia almeno una notizia di questo tipo.
Ma come è possibile che ci sia tanto odio nell’essere umano? Perché arriviamo a questi livelli?

Purtoppo, anche nella vita comune, spesso si vedono esempi di ‘odio’ verso la collega o un’ex amica per i motivi più futili. Ma perché questo? Perché l’uomo non riesce a fregarsene e vivere felice senza essere invidioso necessariamente di qualcun altro?
A volte mi sembra quasi che ne abbia bisogno e si ricerchi qualsiasi scusa pur di avercela con qualcuno.

Sono convinta che l’odio derivi da un’insoddisfazione personale. Non siamo contenti di noi stessi, quindi cerchiamo di incolpare qualcun altro.

E ovviamente, poi penso alle mie bimbe.
Come farò a trasmettere a loro dei ‘sani valori’ e a farle crescere ‘sane’?
Riuscirò a fare in modo che loro siano felici di quello che hanno o al limite, di sapersi costruire la loro felicità senza necessariamente distruggere qualcun altro?

Spero tanto di si, ma solo il tempo risponderà…

venerdì 23 marzo 2012

Bugie


Non è un concetto semplice da spiegare a una bambina di 3 anni.
Come si fa a farle capire cos’è una bugia?
Già, perché da qualche giorno, non so se consapevolmente o meno, ma inizia a dire qualche bugietta!

Ieri sera ad esempio, la vedo a prendere e la baby sitter mi dice che ha mangiato un sacco, gnocchi, carne e mela.
In macchina le chiedo:
‘Diana, hai mangiato dalla Tata?’. Lei mi risponde no.
‘Neppure la mela?’. ‘No’.
‘E la carne?’. ‘Nooo!!!’.
‘Diana la Tata mi ha detto che hai mangiato gli gnocchi’.  ‘No mamma, la tata non me li ha dati gli gnocchi!’.

Allora ho provato a spiegarle che mi ha detto una bugia. E lei mi ha chiesto cos’è.
Beh..una bugia, è quando non dici la verità. Se hai mangiato e mi dici che non l’hai fatto, allora è una bugia.

Lei mi guarda un po’ sorpresa e mi sorride, ma non sono convinta che abbia capito.

Ma perché i bambini dicono le bugie? E in base a cosa decidono di dire bugie o verità?
Ho letto che sotto i 3 anni le bugie sono libere interpretazione della fantasia (beh, ieri sera infatti mi ha detto di stare attenta perché c’era una tigre in sala!), quindi più che normali nel loro sviluppo.
Ho trovato anche questa definizione che mi è piaciuta tantissimo
Le bugie sono una tipica espressione dell'animo infantile, cioè di un'energia creativa e magica cui sta stretta la realtà degli adulti, fatta invece spesso di luoghi comuni e di un modo limitato di vedere le cose.”…
Le bugie dei bambini sono figlie di questo mondo fantastico dove tutto può avvenire. Quando negano di aver mangiato la merendina, nascondono un oggetto che hanno rotto o inventano di aver finito i compiti, vorrebbero, come per magia,  accontentare contemporaneamente se stessi e i genitori. Il "far finta", la dissimulazione e le bugie sono quindi indispensabili. Si tratta di un adattamento alla vita, un modo per comunicare e per apprendere.”

Le bugie fanno parte del bambino e finchè lo vediamo sereno, non c’è nulla da preoccuparsi.
Il problema delle bugie sorge solo quando l'alterazione della realtà presente nei loro racconti nasce da traumi, ansia, forte paura di non essere accettati. In questo caso, e solo in questo caso, occorre indagare più a fondo. Anche in questi casi, non sono le bugie in sé il problema, anzi essa è un campanello d'allarme prezioso per un problema che sta a monte
Molto interessante e ricco di spunti ho trovato questo articolo: