lunedì 12 novembre 2012

Un’altra notte qualunque.



Ma non miglioravano le cose crescendo?
Tutti mi dicevano, vedrai che crescendo il sonno si regolarizza.
E’ solo quando sono piccini che si svegliano la notte.


Ma siamo così sicuri? Mah! non ne sono mica così convinta.
La piccola non ha mai avuto problemi di sonno, dorme tutta la notte, anche se sta male. Da quando ha due mesi!
Ma il sonno della grande è ancora piuttosto ‘complicato’ e turbolento.
 
Ecco una serata tipica (per la precisone quella appena trascorsa!)

Ore 21.30:
Porto a letto Eva, le do il ciuccio. Bacino a papà, bacino alla sorella, la metto nel suo lettino, qualche coccola, spengo la luce e scendo. Il mio terremotino si addormenta da sola, nella sua cameretta!

Ore 21.40:
‘Diana è ora di dormire, basta giocare con il ditino (il tablet!! – lei lo chiama il gioca del ditino)’. 
‘No mamma, ancora! Non ho per niente sonno’.
‘Su Diana basta’. Spegno il giochino, le do il suo tigrotto di nome Alice, mi metto il suo cuscino preferito sulle gambe, lei si sdraia, le metto la coperta e le diamo il bacio della buona notte.

Tutto sul divano in sala davanti alla TV.

Non c’è verso di portarla in camera sua sveglia. Ci abbiamo provato in mille modi, ma a parte qualche sporadico caso di successo, nulla. (Ditemi pure che è colpa mia, probabilmente è vero, ma vederla piangere fino a farsi venire il vomito in camera sua non mi va, non ce la faccio proprio).

Ore 22.30:
Diana dorme sulle mie gambe, finalmente. Aspetto ancora un po’ prima di portarla su per non rischiare di svegliarla.

Ore 23.00
Prendo la mia principessa che dorme e la porto in camera con la sorella, nel suo letto.

Finalmente ho un po’ di tempo per sistemare alcune cose e verso la mezzanotte o poco dopo, me ne vado a letto anch’io.


Ma la notte non è tutta tranquilla. Difficilmente riesco a dormire da mezzanotte alle sette senza interruzioni.

Infatti, ieri notte…

Diana mi chiama una prima volta e vuole che mi fermo un po’ con lei. Si riaddormenta.
Torno nel mio letto.
Eva si agita e sta per cadere dal letto per ben due volte – senza svegliarsi nonostante una testata sul muro! -, quindi mi alzo e le aggiungo qualche cuscino per proteggerla dalla botte contro il muro e il pavimento.
Torno  nel mio letto.
Dopo poco sento ‘Mammaaaaaa..’
Mi rialzo e mi  trascino verso la cameretta ‘Dimmi Diana’.
‘Posso venire nel lettone con voi?’
Stremata e assonnata, come potrei dirle di no? ‘Certo amore, vieni’.
La prendo e con noi finalmente dopo un po’ dorme serena.

E alle 7.00 sveglia!!!
Si va al lavoro, freschi e riposati, dopo una notte di sonno mooolto riposante!!!

Sempre sul sonno di Diana, avevo già scritto

giovedì 8 novembre 2012

Le catene del lavoro...


Avere un lavoro è una fortuna.
Avere un lavoro è un diritto.
Avere un lavoro è una libertà.

Eppure io lo vivo come se avessi delle catene che ti si stringono alla caviglie e non ti fanno respirare.
So che in questo periodo non dovrei proprio lamentarmi di avere un lavoro.
So che dovrei sentirmi strafortunata di avere un contratto a tempo indeterminato.
So che in molti vorrebbero essere al mio posto.

Lo so. 
Ma quando vai a prendere le tue bimbe dalla tata, dopo un'intera giornata che non le vedi, e nessuna di loro vuol tornare a casa con te...pensi!

Quando Diana ti dice 'Mamma, vai via. Io mi fermo qui. Oppure vado con papà, ma te non ti voglio. Sto dalla tata'...pensi!
Quando la piccola piange se la prendo per venire a casa...pensi!

E devi fare finta di niente e ingoiare. 

Quelle parole sono come lame che ti feriscono.

Puoi provare a spiegare alle tue bimbe che tu sei uscita per andare a lavorare e che non ho scelta.
Puoi provare a spiegare che se potessi starei con loro tutto il giorno.

Ma a due bambine di poco più di tre anni, cosa interesserà mai?

Loro vedono solo che la loro mamma non c'è. E la tata si.
E so anche di avere una tata che le ama davvero (e di questo sono ovviamente felice e la ringrazio).

Ma dentro..dentro.. mi rattrista questa situazione.

E quando penso al lavoro, quando penso al licenziamento improvviso di mio marito.....a volte vorrei che fosse capitato a me. 

Le catene si sarebbero spezzate e chissà se mi sarei messa alla ricerca di nuovo lavoro o avrei colto l'occasione per fare la mamma.

Ma adesso, forse proprio per questa incresciosa situazione successa a mio marito, quelle catene invece di allentarsi, si sono strette. 

E stingono le caviglie e fanno male. Insieme alle lame.

mercoledì 7 novembre 2012

Il tepore di casa nostra


Quando sono entrata con la lucetta del cellulare a controllarvi nella vostra cameretta prima di andare a dormire, ho avuto una piacevole sensazione di calore.
Quella cameretta, fino a qualche anno fa completamente vuota, ora completamente arredata con due lettini occupati dai miei due tesori.

Mi ricordo di quando, nel 2007 con papà siamo venuti per la prima volta a vedere quella casa vuota ed enorme. Ci sembrava un castello. Non pensavamo neppure di potercela permettere. E invece abbiamo fatto la proposta d’acquisto abbassando un po’ il prezzo ed è stata accettata.

E quella casa è diventata la nostra casa. La vostra casetta.

E mai avremmo pensato di riempirla così tanto e tanto in fretta.
E invece, dopo poco è arrivata Diana e dopo meno di due anni è arrivata anche Eva.

Quella casa vuota e silenziosa è diventata piena, rumorosa e disordinata. Con i giochi sparsi ovunque, con le vostra urla e i vostri sorrisi a qualsiasi ora.

E quella cameretta spoglia con il solo parquet a terra, adesso è arredata da un mobile color betulla e arancio e due lettini abbinati: uno alto con la scaletta e uno basso per la sua sorellina.
Ogni lettino con la sua spondina per proteggervi, qualche cuscino in terra per una maggiore precauzione, un lampadario fatto a sole e una lucina notturna fatta a gattino per tenervi compagnia nei vostri numerosi risvegli notturni.

E quella casetta spoglia, adesso è la nostra casetta calda! 

mercoledì 31 ottobre 2012

Confronti


Lo so, lo so che non si fanno confronti.

Ma questo non vuole essere un confronto su chi è più brava e chi è più buona.


 E’ solo un confronto oggettivo di come, pur essendo sorelle, pur essendo cresciute nello stesso ambiente e dagli stessi genitori, dalla stessa tata, circondate dagli stessi amici, siano così estremamente diverse, ognuna con proprie caratteristiche, con peculiarità  e con  un carattere completamente diverso l'una dall'altra.


Ovviamente sto parlando delle mie bambine, del mio angioletto Diana e della mia teppista Eva.


Proviamo.

Diana è come fiore candido bagnato dalla rugiada mattutina, con l’alba sullo sfondo, in mezzo ad un prato erboso. Esprime tranquillità, calma e serenità.
Eva è come un uragano, un terremoto, una forza della natura inarrestabile. Una tempesta ciclonica carica di energia che passa e travolge qualsiasi cosa.


Diana adora le coccole, stare in braccio alla mamma, adora le carezze.

Eva non ama le smacerie, ti manda via se l’abbracci troppo e non gradisce affatto coccole prolungate.

Diana subisce, difficilmente risponde se qualcuno le fa un torto. Appena si fa male, anche in modo superficiale, piange e viene a cercare protezione dalla mamma.
Eva non subisce affatto. E’ manesca e aggressiva, non piange mai  - o quasi -se cade o se si fa male.

Diana è molto attenta alle regole.
Eva non ha regole.

Diana fin da piccola ha avuto un brutto rapporto sia con il cibo che con il sonno.
Eva ha sempre mangiato qualsiasi cosa e ha sempre dormito tutta la notte, da sola.

Diana ha iniziato a parlare prestissimo (prima dei due anni), a 5 mesi esatti stava seduta da sola, a 7 gattonava e a 11 mesi ha camminato in modo autonomo.
Eva tutt’ora non parla in modo comprensibile (si capisce solo qualche parolina), ha gattonato non prima dei 9 mesi e ha camminato intorno ai 13 mesi.
 
Diana è sensibile e timorosa.
Eva è impulsiva e avventurosa.

Diana è solitaria.
Eva sta con tutti e adora stare con altri bambini.


Insomma, non si può proprio dire che siano ‘uguali’.

Però è bello così, sono felice che abbiamo la loro identità e che non siano l'una la copia dell'altra.
Sono contenta che abbiamo le loro sfumature e il loro pensiero.
Sono contenta che siano le mie bambine: il mio angioletto e la mia teppista!

venerdì 19 ottobre 2012

Solo cinque minuti...


Avete presente ‘quelle’ giornate?
Quelle in cui si ha solo voglia di urlare!
Di chiudersi in una stanza da soli e urlare.
Urale senza motivo, solo per liberarsi e sfogarsi.
Urlare a squarciagola

Voi avete mai giornate così?

Per poi uscire dalla stanza belle rilassate con un sorriso. Come se nulla fosse successo.
Solo un piccolo sfogo innocuo e liberatorio.

Quanto ne avrei bisogno!

Solo questo, vorrei solo poter uralare 5/10 minuti!
Un piccolissimo sfogo.

Esci dall’ufficio dopo una giornata snervante.
Non vedi l’ora di vedere le tue bimbe per rilassarti un po’, e loro che fanno???  Capricci!

Ma non capricci capricetti! Capricci seri!!!
E soprattutto Diana!
Inizia a piangere da quando siamo a casa della tata.
Piange per non mettersi il giubottino.
Piange per non scendere le scale da sola. “In braccio mamma!!!” –dice. Ma avete presente quanto pesa??? E con i tacchi? E con la piccola che vuole venire in braccio anche lei?

Piange perché non vuole andare in macchina!
Piange perché non vuole scendere dalla macchina!
Piange perché non vuole mangiare a tavola!
Piange perché non vuole mangiare da sola!

E  in tutto questo io che faccio?
Ovvio, cerco di assecondarla per farla smettere di piangere.
E il papà? Il papà che mi urla di non assecondare ogni capriccio (e forse ha ragione), ma io non ce la faccio più a sentirla piangere. Ho solo bisogno di un po’ di silenzio.

La piccola che appena mi distraggo picchia la sorellina più grande e scappa ridendo.
Diana che piange.
Il papà che mi sgrida che sto sbagliando.
Eva che mi rovescia un intero biberon di latte sul divano.
Diana che piange!

Basta!!!!

Ho bisogno di cinque minuti tutti miei! Ho bisogno di cinque minuti di silenzio!

Ssssshhhh….solo cinque minuti.

E poi, dopo un’oretta, passata la tempesta, siamo tutti insieme a ridere e a giocare sul quel divano sporcato poco fa dalla teppista, con Diana ed Eva sorridenti, io che me le guardo compiaciuta e il papà che mi accenna un sorriso anche lui.



martedì 9 ottobre 2012

Di notte



Quante poesie o canzoni, o anche solo riflessioni, ha ispirato la notte.
Quanto mistero e magia si porta dietro la notte.
Quel buio che ti avvolge e che ti costringe a cercare un po’ di protezione.
Quel buio che non piace neppure ai bambini.
Quel buio rilassante e minaccioso allo stesso tempo.

La notte dovrebbe essere il momento giusto per riposarsi.
La notte dovrebbe essere fatta per dormire.
La notte dovrebbe farti fare sogni fantastici e far navigare la mente in posti meravigliosi.

Invece, spesso, quando la testa scoppia e mille pensieri si attanagliano per farsi sentire in modo confuso, si allineano e si materializzano solo di notte.

E ti tengono sveglia.

Sdraiata sul letto, avvolta dal silenzio della casa e dal respiro della tua famiglia che dorme lì poco distante.  Tu sei sveglia a riflettere.

A cercare di organizzare la giornata successiva, a cercare di capire come rimediare agli errori e a trovare soluzioni a problemi impossibili.
Tutto questo di notte.

Quando invece basterebbe chiudere gli occhi, staccare un attimo la mente e lasciarsi andare.

Il nuovo giorno arriverà comunque e il sole sorgerà lo stesso, i problemi troveranno una soluzione e il tutto andrà al suo posto.




lunedì 8 ottobre 2012

La lettera sgradita


La giornata non era iniziata nel migliore dei modi, quel sogno mi aveva profondamente turbato e l’ansia stava prendendo il sopravvento.


Avevo sognato la mia piccola Eva avvolta in un foglio di giornale ricoperta di terra, anche in bocca.
Sono andata al lavoro cercando di scacciare quell'incubo, ma nulla.
Alla fine decido di chiamare mio marito e gli chiedo si viene a casa, non ce la facevo.
‘Non ti preoccupare, arrivo’.

Arriviamo a casa, avevo bisogno di rilassarmi in qualche modo, ma prima passiamo dalle poste a ritirare una raccomandata.

Il dramma. Decisamente una lettera non gradita. Improvvisamente la terra da sotto i piedi è come se si fosse tolta e non trovavo appigli.

E’ la lettera di licenziamento di mio marito.
Senza preavviso, senza nessuna avvisaglia: soppressione del ruolo.


Mi è crollato il mondo. Come è possibile? Noi siamo una famiglia tranquilla, due lavori a tempo indeterminato, due bambine, non sta succedendo a me. Non è possibile.

Ho iniziato a piangere.

E sapete l’assurdo? Mio marito ha consolato me.

‘Atty è la vita che ci sta dicendo che dobbiamo cambiare, vedilo come un’opportunità’.

Ho iniziato a riapprezzare i veri valori, alle cose più importanti della mia vita: le mie figlie, mio marito e la mia famiglia.

Sono fortunata ad aver incontrato lui 17 anni fa, sono fortunata che lui abbia scelto me, sono fortunata che lui mi abbia dato due splendide bambine.

E adesso iniziamo una nuova avventura!


lunedì 17 settembre 2012

Week end al parco, la ricerca della tigre e ‘cosa ti è piaciuto di più?’




Week end settembrino, previsto sole, clima mite e non troppo caldo.
Cosa c’è di meglio se non organizzare un fine settimana fuori porta e portare le bimbe a vedere un bel parco? Nulla, quindi si fa!

Perfetto. Posto per dormire? Trovato.
Partiamo il sabato e arriviamo in tarda mattina, un pasto in una pizzeria locale e decidiamo di passare il pomeriggio a rilassarci nel prato dell’agriturismo che abbiamo prenotato un paio di giorni prima.
La temperatura è ottimale.
Un bel sole, un prato grande, un’amaca tra due alberi e un cestone di giochi per i bambini con una casetta giocattolo grandezza bambino.
Apriamo il cestone e alle piccole si materializza un sorrisone in faccia: bocce di plastica colorate, racchette e palline, 2 palle di gomma della Disney e altri giochi.
Mentre Eva punta la sua concentrazione sulla palla e sul telefono finto presente nella casetta, continuando a chiamare ‘Nonno! Nonno!’, Diana vuol provare le racchette.
Così con il suo papà inizia i primi approcci al gioco del tennis e devo ammettere che è già più brava della mamma! (Beh, io non sono proprio capace!).
Cena ad una sagra locale e poi a nanna, il giorno dopo di va al Parco Natura Viva, con tantissimi animali e il Safari!!!

Dopo un’abbondante colazione, tutti in macchina.
Arriviamo al parco, e si inizia dal parco faunistico.
Diana vuol vedere l’elefante! ..veloce controllo sulla mappa. L’elefante non c’è!
Ok, ‘Diana, piccola’ – inizio ‘L’elefante non c’è. E’ dal dottore’.
‘Uffa!!!’ – ‘allora voglio vedere la tigre!’
Per fortuna non se l’è presa troppo e allora iniziamo la ricerca!
Prima tappa: una comunità di scimpanzé enormi in libertà all’interno di un grosso recinto  si esibiscono in una mega litigata: due piccoli stanno litigandosi un pezzo di un frutto, alla fine uno dei due riesce a rubarlo e scappa; la scimpanzé dominante vede la scena, si infuria e sale in fretta su un’impalcatura di legno inseguendo il piccolo ladruncolo. Una volta raggiunto gli dà un forte sculaccione e lo butta letteralmente di sotto ristabilendo improvvisamente la calma.
Ma niente tigre.
Proseguiamo e vediamo il leone su una struttura di pietra bello sdraiato al sole con le leonesse a contorno. Animali molto eleganti e bellissimi.
Ma niente tigre.
Camminando ancora si vedono due enormi rinoceronti e due grossi ippopotami che stanno mangiando.
Anzi no, gli ippopotami sono tre!!! C’è n’è uno piccolissimo! (Oddio, piccolissimo ma pur sempre più grande delle mie bimbe!)
Era nascosto in un enorme ammasso d’erba, dev’essere proprio un cucciolo! Che tenerezza!
Ma niente tigre.
Andiamo ancora avanti a vedere altri animali fino a pranzo, tra cui il leone, scimmie e volatili vari.
..e ancora niente tigre.
Diana inizia ad essere insofferente, vuole vedere la tigre!
Finalmente ci riposiamo un po’ per pranzo e per i bambini c’è un grande parco giochi con scivoli, altalene e altri giochi.
E con cosa giocano le mie??? …con la sabbia per terra, facendo finta di essere al mare!

E va beh! Belle impolverate, dopo pranzo proseguiamo al giardino delle farfalle, bellissime, grandi e di mille colori. Poi le testuggini giganti e i cani delle praterei.
Finalmente vediamo la zona dove dovrebbe essere la tigre. Ma non si vede.
Oh mamma, la devo trovare altrimenti oggi non si torna a casa!
Miracolosamente il papà vede qualcosa in lontananza. E lei! E’ la tigre!!!
Prende Diana in braccio e indica un punto semi nascosto, purtroppo non si vede benissimo ma alla fine Diana riesce a vederla (anche se parzialmente) ed è felice!

Iniziamo ad essere stanchini, Eva si addormenta sul passeggino.
E allora decidiamo di fare il percorso Safari in macchina: saliamo tutti e quattro e a passo d’uomo iniziamo il percorso.
Appena entriamo vediamo Giraffe che mangiano da una cassa appesa, antilopi che attraversano la strada, Leopardi (o “Leonadri”, come li chiama Diana!).
Eva si risveglia incuriosita e inizia a battere sul vetro ogni volta che vede un animale. Diana tutta felice si guarda intorno!
Ecco, adesso c’è anche la Iena Maculata!  E la leonessa è vicina alla macchina! E più avanti anche l’asino! E i cervi!
Insomma alla fine giornata rientriamo stanchissimi e sporchissimi a casa, ma felici di aver passato un fine settimane diverso e tutti insieme.

Appena arriviamo a casa ci facciamo un bel bagno per tutti, Eva e Diana mi allagano casa, ma ne escono pulitissime! (finalmente!).
Poi un bel biberon di latte ed Eva alle 8 è già a letto senza neppure cenare (troppo stanca).

 Noi tre quindi (io Diana e il papà) ci sediamo a tavola davanti ad un piatto di pasta e poco prima di dormire chiedo a Diana.
‘Cosa ti è piaciuto di più di questi due giorni?’ – ‘Guidare con il leone? Vedere le giraffe? Le farfalle?’.
Lei ci pensa un po’ ma non risponde subito.
Poi mi guarda e accenna un sorrisetto leggero e indovinate un po’ cosa mi risponde???

Le racchette!!!

martedì 4 settembre 2012

Il ritorno alla routine e la distrazione in macchina!



Purtroppo ferie già finite, dopo tre settimane (di cui almeno l’ultima senza nessun intoppo!), oggi già secondo giorno di lavoro, già piena di impegni tra riunioni e mail, in ansia per il traffico della città e senza cinque minuti di tempo neppure per fare la spesa.
Il clima è già incredibilmente autunnale, temperatura mite e un po’ di pioggerella. E devo dire che tutto sommato, a me questo tempo non dispiace affatto!

Ma questo brusco rientro alla vita normale già mi mette alla prova.
Convincere le piccole a svegliarsi al mattino, dopo un mese che le ho convinte che la mattina potevano stare a letto fino a tardi (con molta fatica siamo riusciti a farle dormire fino alle 9.00 del mattino!), convincerle a vestirsi in fretta per non sforare gli orari, convincerle a riprendere il ritmo noioso della vita normale non è proprio facile.
E’ già la seconda mattina che è una lotta!
‘Diana sveglia!’ – ‘Nooo!!! Vattene, ancora 5 minuti! Voglio Dormire, non ci voglio andare!’
‘Dai Diana, dobbiamo andare, devo andare al lavoro’ – ‘Noooo!!! Vattene via, Spengi la luce!’
‘Nanaaaa’ – incalza Eva che tenta anche lei di buttare giù dal letto la dormigliona.

Ma nulla, non si alza.
Accendo la luce, alzo la tapparella, provo con le coccole e con le minacce, con la sorellina sul letto che le fa le pernacchie, provo anche a toglierle la coperta, ma nulla, non si vuole proprio alzare.
I minuti passano e io inizio ad aver fretta. Intanto vesto la piccola e mi trucco. E ci riprovo.
Dopo mille peripezie riesco finalmente a convincerla con un cartone alla TV, e mentre beve il lattuccio ne approfitto per vestirla e pettinarla.

In qualche modo e dopo un sacco di tempo siamo finalmente pronte ma decisamente in ritardo!
Le metto in macchina e scappiamo dalla tata.
In macchina sono abbastanza tranquille, mi metto alla guida, anche se la piccola continua a borbottare qualcosa ‘Qui, Qui, api, api’ o qualcosa di simile, e con il ditino punta il seggiolino dell’auto.
Penso che voglia giocare e comincio a fare gorgheggi simili ai suoi, d’altronde non parla ancora e non capisco cosa voleva dirmi.
Fino a quando…

…fino a quando, non faccio una curva e sento un tonfo ‘Paff!’. Nessun pianto, nessun altro rumore.
Non capisco molto, mi accosto e mi giro dietro.
Vedo un fagottino bianco che si muove in terra dietro in macchina e improvvisamente realizzo: è Eva!!!!!! Mi guarda, ride e con il ditino indica il seggiolino auto da cui è appena caduta.
In pratica, Eva è caduta dal suo seggiolino, mi sono dimenticata di legarla! Forse voleva dirmi quello!

E questo è solo il secondo giorno di rientro alla vita normale! 

mercoledì 22 agosto 2012

Vacanze? ...mah...


Dovevano essere tre settimane di ferie e relax
La prima in montagna, la seconda al mare e la terza per me.
E invece nulla, nulla di tutto questo. (O almeno non come avevo previsto).
Nonstante un'anno passato tra ospedali e pronti soccorsi, tra influenze e virus, un inverno e una primavera con malattie senza sosta, mai più di 10 giorni senza che almeno una di noi tre donnine di casa avesse febbre o vomitino o altro, un'anno stressante anche lavorativamente, finalmente arrivano le tanto sospirate ferie, finalmente una luce in fondo al tunnel.
E invece nulla.
Partiamo per la montagna il sabato, destinazione un Family Hotel in Val di Ledro. Posto molto carino, struttura accogliente. Sembrava tutto perfetto.
Ma già il lunedì sera Eva si ammala, il martedì peggiora e la sera di  a ferragosto e visitiamo il fantastico ospedale d Rovereto (TN) dove ci tengono per più di 12 ore per problemi respiratori. E l'ospedale era a più di 40 Km dal nostro Hotel, però devo dire che sono stati bravissimi e gentilissimi!
Finalmente ci rimandano a casa il mercoledì sera, Eva ancora un po' spossata e sotto terapia, la sera è molto nervosa, quindi dopo una cena veloce la portiamo in camera. Per forutna Diana non ne riesente troppo, ci sono i nostri amici e la sua amichetta del cuore Gemma che la fanno divertere.
Finalmente il venerdì Eva sembra di nuovo in forma, Diana invece inizia a fare qualche capriccio e ad avere una lieve tosse. E ...sorpresa!! Alla sera inizia a comparire sulla schiena biancastra qualche bollicina.
La mattina dopo non c'è dubbio, è varicella.
E questa era la prima settimana. In teoria poi saremmo dovuti andare al mare dai nonni, ma con la varicella ci hanno detto assoluto isolamento e si riparte dalla montagna in direzione casa.
Ora, voi avete idea di cosa vuol dire tenere due bambine di 1 e 3 anni a casa ad agosto con oltre 40 gradi isolate e rinchiuse in casa nella provincia pavese???
E in più con la varicella? Le bolle si espandono ovunque, il prurito la rende nervosa, la noia ci indispone tutte, il caldo ci rende pazzi! E non possiamo uscire. E devi spiegarlo ad una bambina di 3 anni! Un incubo!
E ammetto, che nonsostante tutto è stata fin troppo brava!
Trovare qualche modo per farla giocare senza essere sempre davanti alla tv, vai con il didò, con i pennelli, con il trenino! E svegliarla ogni 5 ore anche la notte per darle l'antivirale. E tentare di limitare il contatto con la sorella..ok, a questo ci ho rinunciato!
Unica nota positva è stata la visita dei nonni che le hanno portato un secchio di sabbia dal mare e le hanno improvvisato una spiaggia finta sul terrazzo che l'ha resa incredibilmente felice!
E questa è la seconda settimana...
E per la terza, cosa mi aspetterà? ...varicella per la piccola? Vedremo!



Buone vacanze, a chi ci è riuscito!