venerdì 17 maggio 2013

Per te, cosa vuol dire amore?



Qualche giorno fa ho visto un articolo che raccoglieva le risposte di una domanda fatte a bambini tra 4 e 10 anni.
La domanda era ‘Per te, cosa vuol dire amore?

Allora ho pensato di fare la stessa domanda a mia figlia, 4 anni.

Quindi ieri sera in macchina, tornando a casa, le ho chiesto - ‘Diana facciamo un gioco, ti faccio una domanda, ok?’.

Per te, cosa vuol dire amore?’

Lei, senza neppure pensarci mi risponde
Quando eravamo nella tua pancia. La guardo un po’ stupita e subito aggiunge –
Si, perché noi siamo due amori, no?

E ovviamente, mi sono commossa.

Allora per gioco, ho chiesto ad alcune amiche di fare la stessa domanda ai loro figli , sempre  bambini e bambine di 4 anni.

Guardate che belle risposte ne sono uscite:
·       Amore significa che una cosa e' bella
·       Amore è quando la mamma mi vuole bene, quando sono monello e ha gli occhi tristi mentre mi rimprovera. e poi mi abbraccia
·       E’ un figlio con suo papà e sua mamma!
·       Perché siamo innamorati di mamma è papà !
·       Mamma amore è amore. amore è abbracciarsi. (seguono tanti baci e abbracci).. amore è quando sono nel tuo cuore. io sono il tuo amore.
·       L’amore è quando sei triste o felice....sbatti le ali muovi le antenne dammi le tue zampine vola di qua vola di la la canzone della felicita bom bom bom...scacciare puoi la malinconia vieni con me ti insegnero a trovare l armonia bo bo bo bo.....
·       E’ quando eravamo nella tua pancia. Si, perché noi siamo due amori, no?
·       Vuol dire essere innamorati e io mamma sono innamorata di te e papà!
·       L'amore è il figlio della mamma. Io sono un amore, tutto qui
·       Che si sposa qualcuno
·       Mamma l'amore sono io questo è tutto
·       Che ti amo
·       L'amore è volersi bene.come quello che provo x te mamy,x la sorellina e x il papy
·       I bacini!!!
·       Boh! Mamma cos'è? Com'è fatto?
·       Amore vuol dire che sono innamorata di te perché sei bellissima!(bacio sul naso)e che voglio fare ciccia ciccia col succo!!!
·       'Amore e' quando ci si innamora...
·       Non ti ricordi il libro degli innamorati?
·       Amore é quando due si spogliano come nei telefilm no?
·       Amore vuol dire che io sono il tuo cuore e tu il mio
·       Cacca…
·       Bonta', essere felici e volersi tanto bene..come quando tu mamma mi dici che mi ami! che bella questa cosa ora vado a leggere!
·       L'amore è felicità gioia abbracci fare le puzzette in faccia


martedì 14 maggio 2013

Diana e la cucina di mamma


Ok, ormai lo sanno tutti: non sono io la cuoca di casa.
Di solito non cucino io e quando il papà è in viaggio mi limito a fare, spesso e volentieri, la pasta all'olio o direttamente latte e biscotti.

Già tempo fa Diana, una sera che il papà era via per lavoro, alla mia frase ‘questa sera vi faccio la carne!’ se ne era uscita con una faccia molto sorpresa chiedendomi ‘Mamma, ma tu la sai fare la carne???’

E va beh..

Ma questa sera mi ha proprio distrutto.
Come il solito il papà non c’è.
Soluzione? Pasta riscaldata avanzata la sera prima. Semplice, veloce e soprattutto, cucinata dal nostro super papà!

Eva la divora ma Diana non ne vuole sapere.
Allora le chiedo:
‘Diana cosa vuoi mangiare? Se vuoi ti faccio la carne, un uovo o i wurstel’
Mi guarda con aria sospettosa e mi dice ‘…l’uovo?’
‘ Si amore, ma non te lo faccio come papà, te lo faccio strapazzato?’ – aggiungo.  ‘Non verrà come quello che fa papà, però è buono!’

Ci pensa un po’, mi guarda e dice:
‘No mamma. Niente uovo, non lo sai fare bene.
Neppure la carne, papà la fa bene, tu non la sai fare. L’altra volta me l’hai fatta tutta a pezzi. Papà la fa bene’
Poi, aggiunge guardandomi ancora – ‘ e i wurstel, sei proprio sicura di saperli fare bene???’

Ok, che dire, io non sarò una gran cuoca, ma lei mi ha distrutto!!

A Milano, in metrò


Questa mattina, come tante altre, ho preso la metro per venire in centro a Milano.

La metro è un ambiente strano.

La struttura un po’ buia e sporca, l’aria marcia, le scritte sui muri e sui treni e odori vari che si mescolano continuamente.
Dal puzzo di sudore, all'odore del bar che vende le brioche, al forte profumo di qualche donna, ad altri a bordo muro che non elenco.

Ma la cosa belle sono le persone che ci puoi trovare: sono le più disparate!

Dalla ragazza bellissima tutta curata e profumata, probabilmente una modella nella città della moda, alla turista con sandali e zaino in spalla e cartina della città in mano.
Dal classico colletto bianco, con giacca e cravatta e al telefono tutto il tempo al ragazzino con scarpe da ginnastica più grandi di lui, jeans a mezza chiappa, occhialoni scuri e cuffie nell'orecchio.
Dalla signora di mezza età con la sua borsa carrello della spesa, alla signora seduta che si legge il suo libro.
C’è poi  il tipo con la faccia strana, che magari ti intimorisce un po’ (poi alla luce dei fatti di quello che è successo in questi giorni a Milano, il tipo con il piccone…un po’ di fobia ti prende!)
C’è invece la persona rassicurante che ti fa un sorriso (e allora pensi, ‘sicuro, non è di Milano!’).
C’è il signore sull’ottantina che esce dal metrò tutto vestito con giacca, pantalone, e cappello, la faccia segnata dall’età ma serena con in braccio il suo cane, un barbone di taglia media che sembra volerlo abbracciare.
Ci si può trovare la scolaresca in gita, il bambino nel passeggino (e qui povere mamme…lasciamo stare questo argomento con metro e passeggini!), l’adolescente, l’adulto e l’anziano.

La metro è un ambiente multi etnico. Dall’italiano al cinese, dall’africano al tedesco, dall’arabo al romeno, l’indiano, il giapponese, e così via.

La metro non ha età.
La metro non è razza.

Ah, dimenticavo!  Per concludere, ho anche visto le pubblicità affisse all’interno dei vagoni,e tra le tante,  se vi interessa adesso c’è anche l’outlet per i funerali!!! O_O


giovedì 2 maggio 2013

Un po' come Heidi


Saranno banalità, ma se penso che io in questi posti ci sono cresciuta.

Se penso che la mia infanzia è stata qui,  dove il mare e il clima mite sono una costante.
Dove i cugini e gli zii e i nonni sono sempre presenti.
Dove la distanza più lunga saranno al massimo un paio di chilometri.

Se penso che tutto questo le bimbe non ce l’hanno.

Vedo in questi giorni che siamo qui che si divertono, che stanno spesso all'aria aperta, che stanno con me e con noi.

Se piove la mattina, mezz'ora al massimo e si può uscire di nuovo.
Non c’è nebbia, non c’è afa, non ci sono le zanzare (almeno non le stesse ! ).

Da noi, d’inverno nebbia e neve o pioggia e vento.
Il sole non si vede mai. Sempre velato dietro ad un cielo grigio.
Basti pensare che le mie bimbe in questi giorni mi dicono che la luce le infastidisce e spesso si coprono gli occhi….
E se per caso, finalmente arriva la bella stagione, si passa dai cappotti alla cappa calda e umida,alle zanzare tigre che ci mangiano vive e non si può stare neppure a cenare in giardino altrimenti rischi l’attacco massiccio.

Saranno banalità, ma a me questi posti mancano.
Non mi interessa la movida Milanese o lo shopping o la città alla moda.

Voglio una città a misura di persona, che ti permetta di vivere.
Vedo le mie bimbe in questi giorni giocare in giardino, seminare i fiorellini, fare i biscotti con i nonni, andare a trovare i cuginetti e gli zii.
Vedo le bimbe giocare in spiaggia e ridere. Le vedo felici.

L’aria non puzza di smog.


Ci sono i profumi del mare, dei glicini in fiore, dell’erba tagliata.

Affacciarsi dalla finestra della camera, girarsi a destra e vedere il mare, girarsi a sinistra e vedere i monti.

Mi sento come Heidi quando l’avevano portata via dalle sue montagne.



Ma purtroppo io qui non ci vivo più. Vivo a Milano.
Il lavoro è là, e la mia vita anche.

Ma la speranza un giorno di poter tornare con la mia famiglia al completo, quella, c’è ancora..
In fondo, anche Heidi ce l’ha fatta !



lunedì 22 aprile 2013

Eccessiva timidezza


Ieri siamo stati alla festa di compleanno di due  amichetti di Diana: Davide e Michela.
Due bambini che conosce da quando sono nati, due bambini solari, allegri e vivaci.

E purtroppo, la cosa che ho notato è la differenza che c’è tra Diana e gli altri bambini.
Diana sembra non integrarsi con gli altri. Diana ha sempre uno sguardo malinconico e intimorito negli occhi. Non fa un passo se non ci sono io, la mamma.

Tutti i bambini giocavano, sorridevano, correvano.
Ovvio, chi più, chi meno, ma comunque interagivano

Ma Diana no. Non senza avere la mamma attaccata a lei.

Se io mi spostavo di qualche passo, tornava a cercarmi.

La malinconia nello sguardo è la cosa che più mi intristisce, è come se fosse un pesce fuor d’acqua.
Non so spiegarlo, ma l’ho proprio vista a disagio.

Solo verso la fine della festa ha iniziato un po’ ad integrarsi, ma sempre in seconda fila. Sempre defilata.

Ci sta la timidezza in un bambino, ma vedere tutti i bambini giocare, rincorrersi, magari piangere e litigare e vedere lei, sempre un passo indietro, sempre titubante, sempre timorosa mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca.

Perché Diana non socializza? Perché vive sempre questo disagio?

E’ davvero colpa mia? L’ho viziata troppa? L’ho protetta troppo?
Però, se è tutta colpa mia, allora perché Eva (la sorellina) non è così? Perché lei è sempre allegra e indipendente?

Anche la maestra di Diana mi ha detto che, a livello cognitivo non ha probelmi. Anzi, a volte è pure troppo. Scrive, riconosce le lettere e numeri, disegna bene, etc.
Ma a livello di socializzazione e indipendenza, siamo indietro.
E parlando d’indipenza non è che non sia capace, ma non vuole farlo.
Sa mangiare, sa vestirsi (se vuole veste anche la sorella), sa fare tutto, ma se non le va o se si annoia, non lo fa.
Diana non ama andare all’asilo. Dice che si annoia e se non le va di fare il lavoro che le viene proposto non lo fa oppure lo fa, ma con i suoi tempi. Non si alza a prendere il materiale che le serve per fare il lavoretto. Se non ne ha voglia, aspetta che qualcuno si alzi per lei e glielo porti.
E’ possibile che anche alla materna non trova gli stimoli corretti?

Cosa posso fare per aiutarla?
Si accettano consigli…

mercoledì 17 aprile 2013

L'amore dei nonni


Oggi riflettevo.
Qualche giorno io sono stata male, molto male. E purtroppo non ero in grado di prendermi cura delle mie bimbe. Mio marito non c’era.
Ma c’erano i nonni.

I nonni materni, che abitano lontano, che abitano al mare.
I nonni, che appena ho detto loro che stavo male, hanno preso la macchina e sono venuti su ‘al Nord’.
I nonni, che stavano male pure loro.
I nonni, che non sono abituati a gestire le bimbe a tempo pieno.
La nonna che non sta benissimo, il nonno diciamo …un po’ impacciato.

Eppure, l’amore dei nonni è speciale.

Io all’ospedale e le bimbe con i nonni.
Prima di farmi portare via in ambulanza ho fatto promettere ai miei di prendersi cura delle piccole, e così hanno fatto.
Hanno fatto tutto quello che potevano fare.
Hanno tirato fuori tutto l’amore che un nonno e una nonna possono dare ai loro nipoti.

E non mi scorderò mai, quando, dimessa dall’ospedale, mio marito mio viene a prendere e mi porta a casa.
Trovo mia madre ancora sveglia ad aspettarci ma non vedo le bimbe.

Salgo in camere e la piccola già dormiva nel suo letto.
E in camera mia vedo mio babbo accasciato in terra con la testa appoggiata sul mio letto che dorme tenendo la mano a Diana.

Non dimenticherò mai questa scena.

L’amore dei nonni va al di là di qualsiasi cosa. Puoi anche vedere i tuoi nipoti una volta all’anno, puoi perdere la pazienza con loro, possiamo discutere, ma  i nonni, sono un bene preziosissimo!

martedì 16 aprile 2013

Traguardi! Pannolone e Dentini



Eccoci qui, finalmente abbiamo raggiunto anche questi traguardi:
  • Eva senza pannolone
  • …e ci laviamo i dentini da sole!


Allora, per il pannolone, devo dire che Eva è stata bravissima!

Da qualche giorno/settimana,  ormai, è completamente senza pannolino

e da questa sera, proviamo a toglierlo anche la notte.
Speriamo di non trovare sorprese domani mattina!

Niente vasino o riduttore, solo gabinetto. E pochi ‘incidenti’ di percorso…al momento!

E anche i dentini, finalmente!
O meglio finalmente Diana ha imparato a lavarli con il dentifricio e a sputare l’acqua.
Fin’ora facevamo o un lavaggio ‘a secco’ oppure …se la beveva!
Si, lo ammetto, forse per i dentini ce ne abbiamo di tempo, però finalmente adesso facciamo anche questo.

La sera, dopo cena,  Diana e la sorellina salgono in bagno, prendono i loro spazzolini luccicanti, un po’ di dentifricio alla fragola, una bella spazzolata e si sciacqua! (Ok, Eva ancora se la beve!)

Però sono piccoli grandi traguardi raggiunti dalle mie topoline!

domenica 14 aprile 2013

Senza fine



Che dire. E pensavo che ad aprile pensavo fossimo fuori dai malanni di stagione.
Ma a quanto pare mi sbagliavo, oh.. quanto mi sbagliavo!

Mercoledì mi chiamano che Diana sta male, il giovedì andiamo dalla pediatra e il responso:
otite media, faringite acuta, linfodo collo infiammati.
E va beh, diamo il solito antibiotico.

Il venerdì è ovvio, è il turno di Eva. Torniamo dalla pediatra. Bronchite.
E va beh, diamo il solito antibiotico.

Il sabato sono stanca, la domenica sono a pezzi. Mi fanno male le ossa. Arriva la febbre anche a me.
E va beh, un po’ di influenza.

Il lunedì sto a letto stroncata dalla febbre. La gola inizia a gonfiarsi, fatico a deglutire, sto male.
Il martedì vado dal medico: faringite acuta.
E va beh, prendo anch’io il solito antibiotico.

Il mercoledì sera inizio ad avere dolore forte all’orecchio, un dolore ingestibile.

Il giovedì torno dal medico: otite!
E va beh, aggiungo antidolorifici!

La notte giovedì su venerdì, la situazione riesce  a peggiorare ancora (ce ne vuole, ma qui ci impegniamo).
Alle 2 di notte inizia la mia gastroententerite acuta (che mi porta due volte in ospedale con flebo per idratarmi e calmare i conati di vomito).

Insomma.  Il venerdì sera alle 23.30 finalmente mi rimandano a casa. Senza forze, distrutta.
Non posso mangiare.

Nel frattempo Massy torna da Roma, i miei genitori esausti (erano saliti per dare una mano, e per fortuna che c’erano almeno loro!!! Che ci hanno assistito nonostante fossero influenzati anche loro).

E a questo punto…uno dice, ok, peggio non può andare giusto?

Il sabato cerco di riprendere lentamente le forze, finalmente sembra che la situazioni migliori….e la notte tra sabato e domenica…Diana vomita qualsiasi cosa!! Prima sul suo letto, poi su di noi, poi sul nostro.

Ok! Adesso qualcuno mi deve dire chi mi ha fatto la Makumba! Per farvore, qualcuno me lo dica!

PS: A questo si aggiunge che da mercoledì mio suocero è ricoverato in ospedale.

Può bastare???

...no, anche il marito con la febbre!

martedì 2 aprile 2013

Un esempio per tutte?



La storia di una donna che ha fatto carriera in Xerox.
Una donna vincente.
Una donna che ha conciliato carriera e vita privata.
Una che ce l’ha fatta.

Una donna/mamma che alla domanda “Come ho fatto a conciliare gli impegni di lavoro con la famiglia?” risponde:

Duro lavoro, un timing perfetto in un gruppo flessibile per vocazione e la fortuna di avere un marito di 20 anni più grande di me che si è potuto occupare più da vicino durante il periodo dell’adolescenza dei nostri due figli».

Una donna che ci vuole dare un consiglio:
 “Un consiglio alle donne?
«Smettete di sentirvi colpevoli per il fatto di non partecipare a tutte le recite scolastiche dei vostri figli. A parte che non sono così interessanti, imparate a essere realiste e ad avere aspettative realistiche».”

Mah…
Questa è davvero una donna vincente?
Questo è la donna a cui io come donna-madre dovrei ispirarmi?

Oppure semplicemente è una donna che ha dovuto adattarsi a questa società?
Premesso che ha avuto in primis la fortuna di avere una padre che poteva seguire i figli. Fortuna non comune.
Questo al giorno d’oggi è un miraggio, visto che si lavora entrambi e con orari non proprio conciliabili con la famiglia.
Noi abbiamo solo la possibilità di affidarci alle baby sitter e farli crescere da loro…
…noi comuni mortali!
 Sempre che vogliamo mantenerci un lavoro per poterli crescere!!!

E poi?  E poi leggo il consiglio che da a noi donne…e resto basita.

Lei è una donna vincente? Siamo sicure?

Alla fine non è la società che si è adattata alle sue esigenze di mamma, ma è lei che ha si è adattata a questa società che ha rinunciato alla conciliazione con la vita famigliare.

Forse le recite dei nostri figli non saranno effettivamente così interessanti, però il sorriso che aveva mia figlia lo scorso anno quando mi ha visto arrivare non ha prezzo!
Non aveva nessuna parte fondamentale, la recita era banale, ma lei era felice di vedere la sua mamma tra il pubblico.

Non so quali siano  le aspettative realistiche di questa donna (visto che consiglia a noi donne di averle), ma anche le mie aspettative sono realistiche, o almeno lo sono per me.
Per me le miei figlie vengono prima di tutto, prima di tutto.

Boh, forse io non sarò mai una vincente.
Già riununicio a molto per tenermi il lavoro. Non le posso portare a fare sport, non le posso portare al parco con gli amici in settiman, non posso giocare con loro al pomeriggio.
Ma almeno una recita due volte all’anno, almeno quello, potrò provare ad andarci?
Io continuerò a combattere per riuscire ad andare alle recite delle mie bimbe, almeno a quelle…

lunedì 25 marzo 2013

Risparmi...in fumo?


Oggi leggevo che a Cipro hanno deciso di effettuare un prelievo forzoso del 30% sui conti sopra i 100.000. E che in ogni caso, a tutti, è permesso un prelievo massimo di 100 euro al giorno, sia mai che decidono di applicare altre percentuali anche a fasce più basse!
Questo è molto in sintesi, ma la situazione a Cipro è pesantissima.
 
Io non so voi, ma io sono sconvolta.

Primo, una persona non può più disporre liberamente del proprio denaro.
Secondo, viene derubata dalla banca, l’ente che dovrebbe garantire la sicurezza del deposito!

Ok, 100.000 non stiamo parlando di poveri.
Ma neppure di ricchi.
Non stiamo parlando di un milione di euro.
Non stiamo parlando di persone con palazzi o yacht, di persone con capitali all’estero e senza problemi di nessun tipo.
Stiamo parlando di una classe media.
(Che poi scusatemi, ma se è uno stra-ricco, ma li ha guadagnati onestamente e ha pagato tutte le tasse, non credo sia corretto farlo neppure a loro, altrimenti che lavoriamo a fare?!!!)

Ed è ovvio che con questo non voglio dire che dobbiamo colpire chi i risparmi neppure li ha!
Ovvio, che c’è chi è messo molto peggio e che la società dovrebbe cercare di aiutare queste persone, invece di ignorarle.

Ma va beh, torniamo a quello che è successo a Cipro.

Hanno colpito una classe che definirei media.

Di una classe che, ok, è riuscita a mettersi da parte 100.000. Ma ripeto, non un milione.
Di una famiglia che magari ha fatto mille sacrifici per mettersi da parte quei risparmi di una vita.
Stiamo parlando di famiglie che li hanno risparmiati e guadagnati onestamente! (Se così non fosse, allora non si dovrebbe parlare di prelievo forzoso, ma dovrebbero intervenire le autorità per punire gli evasori e altro).
Insomma, magari quella famiglia ha lavorato tanto, ha fatto tante rinunzie per poter comprare una casa al figlio e ora?

E ora, da un giorno all’altro …puff!!!

Spariti 30.000!

E si, il 30%! Stiamo parlando di 30.000, non di noccioline!
Non so voi, ma a me questa decisione lascia molto basita.

Ma parliamo di noi, di noi Italiani. Quanto siamo lontani da questa situazione???
Parliamo di quelli che in Italia hanno ancora qualche possibilità di riuscire a risparmiare qualcosa.
Mi dite che cosa dobbiamo fare con i nostri risparmi?

Se decidi di comprare una casa, hai una stangata per l’IMU.
Se decidi di metterli in un conto deposito, hanno aumentato le tasse dallo 0,10 allo 0,15 e hanno eliminato il tetto massimo di imposta e devi sperare che la banca non fallisca.
Se decidi di tenerli a casa rischi la vita.
Se deicidi di lasciarli in banca, oltre al temuto fallimento della banca, forse adesso rischiamo pure noi il prelievo forzoso? Magari anche per soglie inferiori ai 100.000??? In fondo il governo Amato l’aveva già fatto nel ’92, no? (anche se non parliamo certo del 30%...)

Insomma, ditemi che deve fare uno se per puro caso riesce a mettere da parte qualche risparmio!
No davvero, ditemelo!
Datemi una ragione per cui una persona deve cercare di risparmiare con lo spettro che lo STATO e le BANCHE glieli tolgano!!!

Quello che vedo è che stanno cercando di far confluire la classe media dentro la classe povera. Ormai queste due classi sono quelle più tartassate.

Tra poco ci saranno solo i Ricchi e Poveri.
E non mi riferisco al gruppo musicale…purtroppo.