sabato 21 dicembre 2013

Il senso del Natale

Il senso del Natale

Ormai mancano pochi giorni al Natale, festa ormai caratterizzata da regali, spese e luci brillanti.

Ma questa festa è sempre è comunque una festa carica di magia ed emozioni.
 
I bambini impazziscono di gioia, si guardano intorno meravigliati e scrivono le loro letterine per Babbo Natale.

Questa festa riesce ad ammorbidire i cuori più aridi, riesce a portare un sorriso in ogni casa.
Non si sa il motivo, ma quando il Natale si avvicina, si respira un certa magia nell'aria.

Non importa se si è credenti, se si atei, se si è cristiani, se si è mussulmani o altro..
Ovvio, per ognuno di noi ha il suo significato più profondo, ma per tutti è una festa di pace, di gioia e di riavvicinamenti.

E proprio in questi giorni ho ricevuto una mail di auguri, una delle tante che si ricevono in questo periodo, ma leggendola, conteneva un messaggio davvero diverso che mi piacerebbe condividere con voi.

Buon Natale a tutti!

Ciao,

questo è il momento dell'anno in cui molti auguri vengono spediti.
Ache da parte mia vi auguro uno splendito Natale ed un brillante nuovo anno.

Vorrei inoltre rendervi partecipi di una personale iniziativa che vi invito a replicare.
 
UN REGALO DI NATALE AD UNO SCONOCIUTO
Non serve molto. Basta un piccolo pensiero. Dopo un primo effetto di incrdulità, forse si raccogliererà un sorriso, un grazie ed un augurio di Buon Natale.

UNA BUONA AZIONE AD UNA PERSONA BISOGNOSA
Sicuramente intorno a noi ci sono persone che conosciamo e che hanno bisogno di aiuto. Anche piccolo e apparentemente insignificante. Perché non offrire il nostro aiuto? Personalmente lo farò.

Se tutti lo facessero e se è vero che le buone azioni ispirano altre buone azioni, il livello di "felicità" collettivo si alzerebbe.

Se vi piace l'iniziativa, spargete la voce.

Buona Natale





lunedì 25 novembre 2013

Un giorno da Babbo Natale, sarà quello giusto?

 Un giorno da Babbo Natale, sarà quello giusto?

Se volete passare una giornata diversa e avete dei bambini, perché non andare a trovare Babbo Natale?
Io l’ho fatto.
Le bimbe volevano vederlo, soprattutto Diana.
Abbiamo scritto insieme la letterina a casa, cerco su Internet e troviamo la Casa di Babbo Natale a Montecatini.
Perché no, è solo ad un’ora di macchina dalla casa dei nonni!
Ma si, facciamolo!
Guardo le foto, sembrano belle! E bello anche il programma, c’è anche il mago, Diana ci va matta, si andiamo!

Subito dopo pranzo ci prepariamo, arriva il papà, impostiamo il navigatore, prendiamo la letterina e siamo pronte: le bimbe sono eccitatissime!
Dopo un po’, usciamo dall’autostrada e subito troviamo le indicazioni per la casa di Babbo Natale.
‘Massy, gira, è di la!’
‘Ma sei sicura? Il navigatore dice di andare dritto..’
‘Ma no papà, sbagli tu! Non vedi le indicazioni???’
‘Strano… il navigatore dice di la…sicura?’
‘Ma su papà, tu sbagli sempre strada! Sei come Papà Pig! Seguiamo le indicazioni! Quante Case di Babbo Natale vuoi che ci siano !?!?!’

Il papà perplesso…mi da retta.

Ed ecco intravediamo un capannone, con un grosso parcheggio fuori.
Prima sorpresa. Il parcheggio non è a pagamento e non è vicino alla stazione, come indicava il sito.
Va beh, meglio!
Scendiamo e andiamo subito a fare i biglietti!
E qui la seconda sorpresa, 35 euro. Ma siamo in 5 (c’era anche la nonna). Strano, sul sito era più caro!
‘Scusi, ma è compreso tutto?’
‘Si Si’ – risponde l’elfa commessa. ‘Solo il musical è escluso’.
‘….il musical…strano’ – penso, ‘sul sito non si parlava di musical’.

Entriamo e vediamo subito un percorso: dapprima  gli Elfi ci fanno il passaporto dei bambini, poi ci mostrano la fabbrica del giocattolo e ci regalano le nutelline, poi ci truccano.
Più avanti vediamo un tavolone enorme con i lego e un altro con la pasta di mais. Ancora più avanti c’è un’area piena di giochi gonfiabili e non, un grande teatro, e finalmente una grotta con tanto di neve finta che cade che ci porta al borgo e poi, finalmente da Babbo Natale.
 
Mi fermo un attimo al teatro a chiedere a che ora c’è il mago (sul sito c’era!), ma qui…gli Elfi mi dicono che non c’è. Boh, che strano!!!

Diana nel frattempo scalpita, non vuole neppure fermarsi a giocare, prima vuole vedere Babbo Natale!

Entriamo in una stanza bellissima e le bimbe corrono da lui, l’unico e il vero Babbo Natale!
Le bimbe gli danno la letterina, lo abbracciano e si fanno la foto.
Un bacino e poi passiamo all’ufficio spedizioni di Babbo Natale per scrivere la letterina ufficiale con la carta di Babbo Natale e le imbuchiamo nella magica cassette delle lettere del Villaggio magico.

La giornata passa veloce, ma non è ancora finita!
Le bimbe vedono la pista del ghiaccio e vogliono provare, quindi io mi armo di pattini, foca da pattinaggio e due bambine che in vita loro non avevano mai messo i pattini e ci buttiamo in pista! A parte un po’ d’impiccio iniziale, ci divertiamo alla grande!

E per finire?
Usciamo all’aperto e facciamo la Baby Dance con gli Elfi!!!

Che dire, una giornata magica, perfetta e felice.
Unica cosa buffa?
A fine giornata, un’amica vede le foto e mi dice..… che non sono andata alla Casa di Babbo Natale, ma al Villaggio di Babbo Natale!!!!


E va beh!!!

venerdì 15 novembre 2013

Stanca per cosa?

Stanca per cosa?

Beh, la domanda è lecita. In fondo sono in pausa dal lavoro, quindi perché dovrei essere stanca.
Cosa faccio da stancarmi?

Beh, nulla di speciale.
Nulla che non faccia il 90% delle donne.
Gestisco due bambine, una casa e un marito.
In fondo perché dovrei essere stanca?
Solo perché la notte non si dorme perché magari una bimba ha sete o ha la tosse?
Stanca solo perché la mattina per farle vestire e uscire di casa è un’impresa epica?
Stanca solo perché devo e voglio tenere la casa in uno stato di pulizia e decoro minimo’?

Oppure stanca perché mi alzo tutte le mattine non più tardi delle 7, inclusi i fine settimana?
Stanca perché le bimbe ti saltano in braccio o sulla schiena e pensano che tu sei un cavallino?

Stanca di fare la cucina, lavatrici, pulire camice e altro?
Stanca di fare la spesa, andare alle poste, a fare le commissione, a ricordarsi tutte le scadenze?

Stanca perché mi sono fatta un hobby e anche quello mi porta via del tempo?
Stanca di non staccare mai la mente?

Beh, in fondo non faccio nulla di speciale. Nulla che una donna normale non faccia.
Però potrò essere un pochino stanca?

Stanca, ma felice.


Ci tengo a precisarlo, sono stanca, ma sono felice!

Felice come non sono mai stata!

domenica 3 novembre 2013

Poi capita che…

A volte si desidera una cosa, ma si hanno dei dubbi.
Non capisci se la vuoi davvero oppure no. Se questa cosa ti rende felice o ti spaventa.

E’ normale.
Si hanno dei dubbi.

A volte si pensa che è la cosa migliora che ti possa accadere, 
a volte pensi che forse è meglio che non accada perché così è più semplice.

E quindi ogni giorno si è in bilico sul si o sul no.
Sui vantaggi o gli svantaggi.
Sul cuore o sulla ragione.

Poi capita che…

..ti svegli un giorno e scopri che quella cosa è accaduta, c’è.

 E tutti i dubbi passano, è felicità pura, è la cosa giusta.

Ma neppure il tempo di rendertene conto e non c’è già più…


Allora capisci che quella cosa la vuoi davvero e da oggi in poi farai di tutto per raggiungerla!

martedì 8 ottobre 2013

La prima fuga di Eva...dal suo letto

‘Forza bimbe, sono già le dieci, andiamo a dormire!’

Convincerle non è mai facile, una che scappa, l’altra che si nasconde, una che corre, l’altra che ride.

‘Ancora qualche minuto mamma!!’
‘No, basta, date il bacino a papà e andiamo a nanna’

Dopo un po’ di insistenza, finalmente scelgono il loro pupazzo o bambolotto per la notte e finalmente saliamo in camera.

Diana sale le scalette del suo letto, Eva sul suo letto basso.

‘Ho sete, mamma!’
‘Mamma ci racconti la storia?’
‘Mamma ti posso dire una cosa’
‘Mamma…’

‘Basta, ora si dorme!’

Mi metto lì, in mezzo a loro, Diana si avvinghia alla mia mano e dopo poco crolla in un sonno sereno.
Il terremotino invece non dà segni di cedimento e dopo mezz'ora, appartenente un po’ calmata, decido di scendere comunque.

Finalmente le bimbe dormono, adesso ho un po’ di tempo per me.

Verso la mezzanotte, vado anch'io a dormire, ma come sempre, prima passo a controllare le bimbe.

E qui la scoperta:
…Eva non è nel suo letto!

'Massy!!! Eva non c'è!'
Anche il papà sale a cercarla.

La cerco prima di tutto nel letto in camera mia, nulla.
La cerco in terra (non sarebbe la prima volta), nulla.
E infine la troviamo...dove non avremmo mai creduto.

E’ nel letto con la sorella, ha salito le scale e si è abbracciata alla sua sorellina! 
Non voleva stare sola!




Che belle vederle abbracciata l’una all'altra!!!

martedì 24 settembre 2013

A volte vorrei fermare il tempo.

A volte vorrei fermare il tempo.

Le vedo crescere così in fretta.

Quasi non mi ricordo più di quando erano delle bombolotte rugose e con gli occhietti semichiusi che con la loro manina stringevano a mala pena il mio mignolo.
Mezze pelatine, poco meno di 3kg, e quel profumo tipico dei neonati.

Il tempo passa più velocemente di quanto non si creda.

Sembra ieri che siete nate e ormai giocate da sole a ‘Mamma e figlia’.
Sembra ieri che dormivate nella culletta e adesso ve ne andate all’asilo con il sorriso in volto e non vedete l’ora di scappare.
Dormite nella vostra cameretta, mangiate da sole … insomma siete cresciute, tanto!

A volte vorrei fermare il tempo per godermi tutti i vostri attimi.

Dal vostro sorriso al vostro capriccio.
Ogni vostro momento è unico e speciale.

A volte vorrei poter tornare a quando ero bambina, ricordare gli abbracci di mia madre, le settimane bianche con i miei genitori, mio fratello e i miei cugini.
A quando non avevamo nessun pensiero, eravamo solo bambini  e il nostro compito era divertirsi.

E ora non sono più bambina.

Sono io, siamo noi i genitori ed è loro il tempo di divertirsi.

Però è giusto che il tempo non si possa fermare.

E giusto così.

Altrimenti i nostri figli non potrebbero provare le stesse gioie che sto provando ogni volta che le vedo  correre ad abbracciare il loro papà.


O semplicemente ogni volta che le vedo.

mercoledì 18 settembre 2013

E a volte accade che…


 E a volte accade che crescono.
Che ti stupiscono, quando meno te lo aspetti.

Far dormire Diana è sempre stata un’impresa: con la mamma rigorosamente nel lettone e poi la trasportavo nel suo letto quando ormai era crollata.
Il suo letto, la sua cameretta, non ci voleva andare.

Ho provato e riprovato, alla fine ho rinunciato. 
Continuavo tutte le sere addormentando prima la piccola nel suo lettino, nella loro cameretta e poi Diana con me.

Fino a qualche sera fa…

Qualche sera fa, incredibilmente, senza nessun motivo, stesso rito, stesse azioni.
Prendo Eva, diamo la buona notte al papà a e Diana e saliamo in camera.

Diana seduta sul divano, con i capelli davanti aglio occhi a vedere la tv.
‘Mamma’ – sento una vocina che sussurra. ‘Posso venire a dormire su con voi, in cameretta?’
‘Certo amore’ – rispondo. ‘Ma dormi nel tuo lettino, ok?’
‘Si’.

Saliamo tutte su in camera, Eva nel suo letto, Diana nel suo, io in mezzo e do una mano a Diana ed una ad Eva.
Parliamo qualche minuto e aspetto che si addormentano.


E all'improvviso ti accorgi che sono cresciute ancora…

lunedì 9 settembre 2013

Il sogno nel cassetto



Tutte da noi da bambini immaginavo cosa fossimo diventati da grandi.
Chi voleva la cuoca, chi il dottore, chi l’astronauta.

Io volevo fare la maestra, la parrucchiera, la donna in carriera con la valigetta rosa, la pittrice, etc.
E anche la sarta.
Mi piaceva tanto disegnare. E disegnare vestiti.  E cucire.
(E pensare che oggi ho difficoltà anche a mettere un bottone).

Poi si cresce, i sogni cambiano, si dimenticano, si evolvono.
La vita ti travolge, ti stravolge, e diventi ..qualcosa.


Con qualche sogno nel cassetto mai realizzato.

E oggi questo sogno è riaffiorato alla mia mente.
Oggi infatti stavo pulendo la mansarda e ho ritrovato quei disegni.
I disegni che facevo da ragazzina.


Le mie collezioni che avevo disegnato.

Belle, bellissime ai miei occhi.
E quel sogno è riaffiorato alla mia mente con un senso di malinconia e felicità.
Volevo diventare una stilista di moda …

Ho deciso così di mettere qua per voi i miei disegni. Voglio condividerli con voi.
Chissà che qualcuno li veda e decide di realizzare il mio piccolo sogno!

Sarebbe fantastico.

https://www.facebook.com/attilia.pezzica/media_set?set=a.10201147438542822.1073741836.1075482915&type=3 

Se volete vederli tutti andate al link qui sopra!  















La pausa

Ebbene si, l’ho fatto.
Il mio fisico me lo chiedeva da tempo, la mia mente anche.
Ho preso una pausa da tutto, una pausa dal lavoro.
Un po’ le condizioni di salute, un po’ altre condizioni a contorno mi hanno fatto decidere.
Mi prendo una pausa fino a Gennaio.
Fino a Gennaio mi riprendo la mia vita, faccio la mamma, faccio la moglie, faccio la casalinga.
‘Ti annoierai!’ Mi dicevano - ‘Non puoi stare senza lavoro’.
‘Che cosa farai tutto il giorno?’

Mah, forse a lungo andare avranno ragione, chissà.

Per ora però sto bene.
Non ho più gastriti, non ho più fretta, non ho più ansia.

Dopo 5 anni mi sono iscritta in palestra.
Dopo 5 anni ho cucinato qualcosa.
Dopo 5 anni ho avuto tempo per mettere a posto casa come voglio io.
Dopo 5 anni ho tempo di attaccare una foto al muro.
Dopo 5 anni HO TEMPO.

E soprattutto, ho tempo per stare con le mie bimbe.
La  mattina vesto le bimbe e le porto all’asilo. Senza fretta, senza correre.
Il pomeriggio le vado a prendere io, non prendono più il pulmino (almeno per ora).
E vedere i loro sorrisi, sentire i loro abbracci, giocare con loro.
E la sera quando torna mio marito vedere la casa un pochino in ordine, magari preparare qualcosa anche a lui…
Per ora mi sembra di vivere un sogno.

Se fosse così non svegliatemi! E tutto perfetto!

giovedì 5 settembre 2013

La scuola materna


E già, anche la mia piccolina ha iniziato la scuola materna.
Pensavo di non emozionarmi più, invece vederla con il suo grembiulino rosa a giocare con gli altri bambini mi ha fatto effetto.
Il primo giorno sono rimasta con lei. Il giorno dopo da sola, tranquilla.
Devo dire che è stata bravissima, non una lacrima,  non un capriccio.
Solo oggi tentennava un po’, oggi non voleva andare.
 Ma oggi c’era anche la sua sorella che l’ha presa per mano. Le ha detto ‘ci sono anch’io’.
‘Tu vai con la tua maestra e io con la mia, ma ci sono anch’io.’


Beh, se non mi emoziono per questo…