domenica 16 febbraio 2014

A fatica si nasconde l'amore

‘Si scopra un po’ la pancia’.
Il gel è sempre freddo.
La sonda si appoggia sulla pancia e finché nello schermo non appare quel piccolo esserino e non vedi il suo cuoricino, non riesci a calmarti.
Poi all'improvviso appare e la tua ansia si trasforma in gioia pura.

Si, ok, non è la prima ecografia che faccio in vita mia, però ogni volta è sempre una magia unica e indescrivibile.
Quel profilo già accennato, quelle manine che si stropicciano sempre sulla faccia, quelle gambette in continuo movimento.
E soprattutto … quel cuoricino che batte.

Oggi è San Valentino.
Dopo l’ecografia ho passeggiato in centro a Milano. A fatica trattenevo le lacrime di gioia. Un sorriso da ebete stampato in faccia e gli occhi lucidi.
Posso dire una cosa?
Sono fortunata.
Ho un uomo meraviglioso al mio fianco, due bambine fantastiche e questo esserino in arrivo che è già parte di noi.
Non mi manca nulla.
Sono fortunata.
E felice.

A fatica si trattengono le lacrime.
A fatica si nasconde l’amore.


Buon San Valentino a tutti!

sabato 8 febbraio 2014

Migrazioni notture

…e anche questa notte, sento i passetti di un furetto veloce che arriva in camera mia, alza la coperta e si infila sotto.
Mi si schiaccia contro al mio petto, alla mia pancia.
Le sue gambine sono nude fredde, mi prende il mio braccio e se lo avvolge contro.
Senza dire una sola parola, si rilassa e si riaddormenta nel lettone.

Dopo pochi minuti o dopo una mezz’oretta, chissà - di notte non ho molto il concetto del tempo che passa - sento di nuovo rumore di passi.
Il passo questa volta era un passo felpato, silenzioso e timoroso.
Alza la coperta con delicatezza.
Una vocina sussurra ‘Mamma, posso stare qui?’
Mi sposto, lei si mette tra il papà e la sorellina, io mi metto di lato.

Le due sorelline si abbracciano tranquille.
Un sorriso si intravede nella penombra nottura.
E di nuovo il silenzio.

E va beh, il letto è un po’ affollato, ma come si fa a dire di no?

E poi, ti accorgi il mattino, che il papà si sveglia, mi guarda e mi dice ‘ma quando sono venute?’

Non si era neppure reso conto che le bimbe erano venute nel lettone con noi!!!

lunedì 27 gennaio 2014

Basta poco…




Basta poco per renderli felici.
Basta poco per deluderli.

Oggi, con mia estremo stupore, ho scoperto che per far felice Eva, e più in generale un bambino, basta davvero poco.
A lei è bastato prendere un pulmino per andare a casa della tata.
Lo stesso pulmino che tre anni prima aveva traumatizzato e spaventato la sorella, lo stesso pulmino che Diana non voleva prendere.

Beh, forse i tempi sono diversi, e anche i modi.
Diana aveva soli due anni e mezzo ed era sola. Già caratterialmente è sempre stata più timida e chiusa.
Oggi invece la sorellina Eva ha 3 anni, e con lei c’è Diana a rassicurarla.
Quindi, sicuramente non posso dire che abbiano vissuto la stessa esperienza.

Però Eva è felice come se l’avessi portata ad una festa.
Mi ha telefono (con la tata, ovviamente) e sembrava impazzita ed euforica:
‘Mamma, ho preso il pulmino! Mamma ho preso il pulmino’ – continuava a ripetere.
‘Ma lo sai che non c’è la cintura? Ma non sono caduta, sai Mamma?’
Neppure quando scarta un regalo è così eccitata!

Che dire… sentirla così felice mi messo di buon umore anche a me.

E pensare, che purtroppo basta pochissimo anche per deluderli.
Poco tempo infatti abbiamo festeggiato il suo compleanno, ma il papà era in America per lavoro.
La mattina della festa mi ha detto piangendo che lei non voleva la festa se non c’era il suo papà.
Non ho dato molto peso alla cosa. A parte un po’ di emozione, le ho detto che il papà non c’era ma che si sarebbe divertita con i suoi amichetti e che il papà era felice se lei avesse fatto la festa.
Quando qualche giorno dopo è rientrato il papà, gli è corso incontro piangendo con le manine a stropicciarsi gli occhietti umidi e chiedendogli scusa per aver fatto la festa senza di lui…


Sono davvero sensibili questi bambini!

Ce la farò?

Ok, dopo mesi di assenza dal lavoro, oggi rientro.
Sveglia, 6.45.
Colazione e poi si svegliano le bimbe. 
Nel frattempo vomito, come tutte le mattine da un mesetto a questa parte! 
Non ce la faccio più, ma mi faccio forza.

Intanto che loro sonnecchiano ancora e capiscono che è mattino, ne approfitto per truccarmi e vestirmi io.
Ora tocca a loro. Buttarle giù dal letto non è facile, ma alle fine , ce la facciamo.

Alle 8.30 sono già all'asilo.

Oggi riprendono il pulmino per andare dalla tata. 
Per  la piccola è la prima volta, è tutta eccitata. Io ovviamente invece sono preoccupata.

Salgo in macchina e mi rimetto nel traffico mattutino: lo ammetto,  non mi mancava per niente!
Entro in tangenziale e il camion davanti a me perde una ruota! Per fortuna la ruota dopo qualche minuto e dopo avere attraversato un paio di volte le corsie, si ferma senza causare nessun danno.
Arrivo al parcheggio della metro.  Prendo il pc sulle spalle.
Tra tacco, pancia e computer, la mia schiena ovviamente non ringrazia!

Scendo.
E mi ritorna quella sensazione di soffocamento che mancava da tempo. Per fortuna non è affollatissima. Appena entro mi riprende la sensazione di nausea, ma per fortuna passa presto, anche se gli odori non aiutano.

Finalmente alle 9.34 arrivo a San Babila, in ufficio, dopo 2 ore esatte da che ho lasciato la bambine!
 Due ore solo per arrivare in ufficio!!!

Non so se ce la posso fare…

Ed è solo l’inizio!

mercoledì 8 gennaio 2014

Chiamatemi pure...

Il terzo figlio?
Ma sei matta?
E’ capitato, vero?
Ma tu non ti rendi conto!
Ma sei un’egoista!
Sei pazza!
Oh poverina!!!
Ma come è potuto accadere?!?!

Queste sono alcune delle cose che mi sono state detto quando ho annunciato di essere in attesa del mio terzo figlio.
Ammetto, un po’ mi hanno lasciata imbambolata, un po’ stupita.

Poverina???
 Io sono felicissima!!!
Lo dico a tutto al mondo, ognuno dei miei figli/e è stato fortemente voluto, non sono errori, non sono capitate! Sono state desiderate! Non è potuto accadere per caso! E' stato cercato e desiderato!

Sono matta? 
Forse.

Sono egoista? 
Già metterne al mondo è un gesto egoistico, quindi anche due, e anche tre.
Se uno non è credente, e pensa che vivere non serve a nulla se non a morire prima o poi, allora mi chiedo, perché ne fate uno? Non ne fate, gli evitate inutili sofferenze.
Se invece si pensa che la vita sia una cosa semplicemente magica, un dono irripetibile, un viaggio fantastico, allora perché fermarsi ad uno?
Se  se ne fa un discorso religioso, ogni figlio è un dono di Dio (qualsiasi religione).

Fare un figlio E' una questione di egoismo. Ma già farne uno lo è .
Ma è anche  un  atto d'amore grandissimo.
Noi diamo a loro la vita, ma loro danno a noi UNA RAGIONE di vita!

Ma non mi importa cosa pensa la gente. Ho sempre desiderato tre figli, e se tutto andrà bene, presto questo sogno diventerà realtà.

Chiamatemi pure pazza. 
Chiamatemi pure egoista.
Chiamatemi pure come volete


…loro mi chiameremmo Mamma! 

PS: A tal propostito qualche giorno fa ho letto questo blog di un’altra mamma e l’ho trovato semplicemente perfetto!



sabato 21 dicembre 2013

Il senso del Natale

Il senso del Natale

Ormai mancano pochi giorni al Natale, festa ormai caratterizzata da regali, spese e luci brillanti.

Ma questa festa è sempre è comunque una festa carica di magia ed emozioni.
 
I bambini impazziscono di gioia, si guardano intorno meravigliati e scrivono le loro letterine per Babbo Natale.

Questa festa riesce ad ammorbidire i cuori più aridi, riesce a portare un sorriso in ogni casa.
Non si sa il motivo, ma quando il Natale si avvicina, si respira un certa magia nell'aria.

Non importa se si è credenti, se si atei, se si è cristiani, se si è mussulmani o altro..
Ovvio, per ognuno di noi ha il suo significato più profondo, ma per tutti è una festa di pace, di gioia e di riavvicinamenti.

E proprio in questi giorni ho ricevuto una mail di auguri, una delle tante che si ricevono in questo periodo, ma leggendola, conteneva un messaggio davvero diverso che mi piacerebbe condividere con voi.

Buon Natale a tutti!

Ciao,

questo è il momento dell'anno in cui molti auguri vengono spediti.
Ache da parte mia vi auguro uno splendito Natale ed un brillante nuovo anno.

Vorrei inoltre rendervi partecipi di una personale iniziativa che vi invito a replicare.
 
UN REGALO DI NATALE AD UNO SCONOCIUTO
Non serve molto. Basta un piccolo pensiero. Dopo un primo effetto di incrdulità, forse si raccogliererà un sorriso, un grazie ed un augurio di Buon Natale.

UNA BUONA AZIONE AD UNA PERSONA BISOGNOSA
Sicuramente intorno a noi ci sono persone che conosciamo e che hanno bisogno di aiuto. Anche piccolo e apparentemente insignificante. Perché non offrire il nostro aiuto? Personalmente lo farò.

Se tutti lo facessero e se è vero che le buone azioni ispirano altre buone azioni, il livello di "felicità" collettivo si alzerebbe.

Se vi piace l'iniziativa, spargete la voce.

Buona Natale





lunedì 25 novembre 2013

Un giorno da Babbo Natale, sarà quello giusto?

 Un giorno da Babbo Natale, sarà quello giusto?

Se volete passare una giornata diversa e avete dei bambini, perché non andare a trovare Babbo Natale?
Io l’ho fatto.
Le bimbe volevano vederlo, soprattutto Diana.
Abbiamo scritto insieme la letterina a casa, cerco su Internet e troviamo la Casa di Babbo Natale a Montecatini.
Perché no, è solo ad un’ora di macchina dalla casa dei nonni!
Ma si, facciamolo!
Guardo le foto, sembrano belle! E bello anche il programma, c’è anche il mago, Diana ci va matta, si andiamo!

Subito dopo pranzo ci prepariamo, arriva il papà, impostiamo il navigatore, prendiamo la letterina e siamo pronte: le bimbe sono eccitatissime!
Dopo un po’, usciamo dall’autostrada e subito troviamo le indicazioni per la casa di Babbo Natale.
‘Massy, gira, è di la!’
‘Ma sei sicura? Il navigatore dice di andare dritto..’
‘Ma no papà, sbagli tu! Non vedi le indicazioni???’
‘Strano… il navigatore dice di la…sicura?’
‘Ma su papà, tu sbagli sempre strada! Sei come Papà Pig! Seguiamo le indicazioni! Quante Case di Babbo Natale vuoi che ci siano !?!?!’

Il papà perplesso…mi da retta.

Ed ecco intravediamo un capannone, con un grosso parcheggio fuori.
Prima sorpresa. Il parcheggio non è a pagamento e non è vicino alla stazione, come indicava il sito.
Va beh, meglio!
Scendiamo e andiamo subito a fare i biglietti!
E qui la seconda sorpresa, 35 euro. Ma siamo in 5 (c’era anche la nonna). Strano, sul sito era più caro!
‘Scusi, ma è compreso tutto?’
‘Si Si’ – risponde l’elfa commessa. ‘Solo il musical è escluso’.
‘….il musical…strano’ – penso, ‘sul sito non si parlava di musical’.

Entriamo e vediamo subito un percorso: dapprima  gli Elfi ci fanno il passaporto dei bambini, poi ci mostrano la fabbrica del giocattolo e ci regalano le nutelline, poi ci truccano.
Più avanti vediamo un tavolone enorme con i lego e un altro con la pasta di mais. Ancora più avanti c’è un’area piena di giochi gonfiabili e non, un grande teatro, e finalmente una grotta con tanto di neve finta che cade che ci porta al borgo e poi, finalmente da Babbo Natale.
 
Mi fermo un attimo al teatro a chiedere a che ora c’è il mago (sul sito c’era!), ma qui…gli Elfi mi dicono che non c’è. Boh, che strano!!!

Diana nel frattempo scalpita, non vuole neppure fermarsi a giocare, prima vuole vedere Babbo Natale!

Entriamo in una stanza bellissima e le bimbe corrono da lui, l’unico e il vero Babbo Natale!
Le bimbe gli danno la letterina, lo abbracciano e si fanno la foto.
Un bacino e poi passiamo all’ufficio spedizioni di Babbo Natale per scrivere la letterina ufficiale con la carta di Babbo Natale e le imbuchiamo nella magica cassette delle lettere del Villaggio magico.

La giornata passa veloce, ma non è ancora finita!
Le bimbe vedono la pista del ghiaccio e vogliono provare, quindi io mi armo di pattini, foca da pattinaggio e due bambine che in vita loro non avevano mai messo i pattini e ci buttiamo in pista! A parte un po’ d’impiccio iniziale, ci divertiamo alla grande!

E per finire?
Usciamo all’aperto e facciamo la Baby Dance con gli Elfi!!!

Che dire, una giornata magica, perfetta e felice.
Unica cosa buffa?
A fine giornata, un’amica vede le foto e mi dice..… che non sono andata alla Casa di Babbo Natale, ma al Villaggio di Babbo Natale!!!!


E va beh!!!

venerdì 15 novembre 2013

Stanca per cosa?

Stanca per cosa?

Beh, la domanda è lecita. In fondo sono in pausa dal lavoro, quindi perché dovrei essere stanca.
Cosa faccio da stancarmi?

Beh, nulla di speciale.
Nulla che non faccia il 90% delle donne.
Gestisco due bambine, una casa e un marito.
In fondo perché dovrei essere stanca?
Solo perché la notte non si dorme perché magari una bimba ha sete o ha la tosse?
Stanca solo perché la mattina per farle vestire e uscire di casa è un’impresa epica?
Stanca solo perché devo e voglio tenere la casa in uno stato di pulizia e decoro minimo’?

Oppure stanca perché mi alzo tutte le mattine non più tardi delle 7, inclusi i fine settimana?
Stanca perché le bimbe ti saltano in braccio o sulla schiena e pensano che tu sei un cavallino?

Stanca di fare la cucina, lavatrici, pulire camice e altro?
Stanca di fare la spesa, andare alle poste, a fare le commissione, a ricordarsi tutte le scadenze?

Stanca perché mi sono fatta un hobby e anche quello mi porta via del tempo?
Stanca di non staccare mai la mente?

Beh, in fondo non faccio nulla di speciale. Nulla che una donna normale non faccia.
Però potrò essere un pochino stanca?

Stanca, ma felice.


Ci tengo a precisarlo, sono stanca, ma sono felice!

Felice come non sono mai stata!

domenica 3 novembre 2013

Poi capita che…

A volte si desidera una cosa, ma si hanno dei dubbi.
Non capisci se la vuoi davvero oppure no. Se questa cosa ti rende felice o ti spaventa.

E’ normale.
Si hanno dei dubbi.

A volte si pensa che è la cosa migliora che ti possa accadere, 
a volte pensi che forse è meglio che non accada perché così è più semplice.

E quindi ogni giorno si è in bilico sul si o sul no.
Sui vantaggi o gli svantaggi.
Sul cuore o sulla ragione.

Poi capita che…

..ti svegli un giorno e scopri che quella cosa è accaduta, c’è.

 E tutti i dubbi passano, è felicità pura, è la cosa giusta.

Ma neppure il tempo di rendertene conto e non c’è già più…


Allora capisci che quella cosa la vuoi davvero e da oggi in poi farai di tutto per raggiungerla!

martedì 8 ottobre 2013

La prima fuga di Eva...dal suo letto

‘Forza bimbe, sono già le dieci, andiamo a dormire!’

Convincerle non è mai facile, una che scappa, l’altra che si nasconde, una che corre, l’altra che ride.

‘Ancora qualche minuto mamma!!’
‘No, basta, date il bacino a papà e andiamo a nanna’

Dopo un po’ di insistenza, finalmente scelgono il loro pupazzo o bambolotto per la notte e finalmente saliamo in camera.

Diana sale le scalette del suo letto, Eva sul suo letto basso.

‘Ho sete, mamma!’
‘Mamma ci racconti la storia?’
‘Mamma ti posso dire una cosa’
‘Mamma…’

‘Basta, ora si dorme!’

Mi metto lì, in mezzo a loro, Diana si avvinghia alla mia mano e dopo poco crolla in un sonno sereno.
Il terremotino invece non dà segni di cedimento e dopo mezz'ora, appartenente un po’ calmata, decido di scendere comunque.

Finalmente le bimbe dormono, adesso ho un po’ di tempo per me.

Verso la mezzanotte, vado anch'io a dormire, ma come sempre, prima passo a controllare le bimbe.

E qui la scoperta:
…Eva non è nel suo letto!

'Massy!!! Eva non c'è!'
Anche il papà sale a cercarla.

La cerco prima di tutto nel letto in camera mia, nulla.
La cerco in terra (non sarebbe la prima volta), nulla.
E infine la troviamo...dove non avremmo mai creduto.

E’ nel letto con la sorella, ha salito le scale e si è abbracciata alla sua sorellina! 
Non voleva stare sola!




Che belle vederle abbracciata l’una all'altra!!!