mercoledì 11 maggio 2016

Il lato positivo!



O il pensiero positivo, come preferite.
Ultimamente, sono sempre più convinta che siamo un po' fautori della nostra fortuna, del nostro destino.

Non molto tempo fa, quando ancora lavoravo, quando ancora Ettore non era neppure nei miei pensieri, ho avuto un periodo che me ne succedevano di tutti i colori.
Passavo le giornate a lamentarmi, e ogni volta che mi lamentavo mi succedeva qualcos'altro. Al lavoro l'umore era pessimo, questo influiva sulla mia persona, non sorridevo più. Vedevo tutto assolutamente nero. E ogni giorno era sempre sempre peggio. Sono quasi arrivata alla depressione.

Poi qualcosa in me è scattato.

E da quel giorno, le cose sono iniziate a migliorare.
Da quel giorno, ogni giorno cerco sempre di trovare un motivo per sorridere. E in effetti, le cose sono migliorate parecchio.
Più io ero positiva, più vedevo le cose positive intorno a me.

Decisi quindi di reagire.
Di provare a vedere se, forse essendo io un po più positiva, qualcosa sarebbe cambiato.
E così fu davvero.

Decisi di provare a cercare sempre il lato positivo nelle cose che mi accadevano.

Mi ricordo che da bambina guardavo sempre un cartone animato, Pollyanna.
Questa bambina faceva appunto il gioco della felicità, cioè cercare sempre qualcosa di positivo in quello che le accadeva, appunto. E devo dire che non l'ho mai dimenticato. Ogni volta che ero triste ho sempre ripensato a quel cartone animate e lo faccio tutt'ora.
E devo dire che funziona!

Le giornate iniziarono a migliorare davvero. Iniziai a sorridere di più. 

E finalmente non vedevo più tutto così nero.

E provai anche a riflettere sulle cose che mi accadevano. 
Anche a quelle brutte, cercando sempre il messaggio che quella situazione voleva darmi.
Già, secondo me ogni cosa che ci accade non capita mai per caso. 

Le cose che ci accadono hanno sempre un motivo, un messaggio o un dono per noi.
E ho scoperto che, a volte, anche le situazione più cupe possono portare messaggi positivi e nascosti. 
Sta a noi approfondire e cercare la cosa buona, il famoso lato positivo.


Vi racconto solo un piccolo aneddoto.


Qualche tempo fa a Diana venne un brufoletto (se guardate nello foto a fianco si nota) sulla tempia destra. Questo brufoletto non se ne voleva andare. Passano i mesi e comincio a non capire come mai questo brufoletto resta lì insistente sul suo bel visino.
Decido di andare dalla pediatra, nonostante tutti mi dicessero che era solo un brufoletto e che se ne sarebbe andato.
La pediatra mi mandò dal dermatologo, giusto per un controllo. Ma anche per lei era poco più che un brufoletto resistente, anche se ormai erano passati mesi dalla sua comparsa.
In contemporanea notai a mio marito un neo sul torace. Un neo che ha sempre avuto, ma che ultimamente era cresciuto.
Ma lui minimizzava e onestamente era solo un neo, neppure io gli detti troppa importanza. 

Pochi giorni dopo andammo dal dermatologo per la bambina.

Alla fine quel fastidioso brufoletto si era trasformato in una cistina, nulla di grave fortunatamente e quel giorno stesso gliela tolse.

Ma, visto che eravamo lì, visto che la dottoressa era un dermatologo, gli chiesi quasi con superficialità di controllare il neo di mio marito.

Lo vide e glielo asportò il giorno stesso. E dopo qualche settimana ci arrivò l'esito dell'esame istologico sul quel neo. 
Quel neo era un Melanoma. 
Un tumore, per fortuna allo stadio iniziale.

Ecco, questa è una cosa che non è accaduta per caso.

Se Diana non avesse avuto quel brufoletto, quel fastidioso brufoletto insistente che decise di non andarsene, noi non saremmo andati a far vedere mio marito.
E quel melanoma allo stadio iniziale forse oggi non sarebbe oggi stato estirpato e rimasto solo un brutto ricordo.


Ecco, diciamo che dopo questa esperienza, sono stata ancora più motivata a cercare sempre un lato positivo.

Non dico che sono sempre di buon umore o che non mi capitino più brutte cose, ma diciamo che provo ad affrontarle in modo diverso.

Beh, spero che questo messaggio possa portare anche a voi alla ricerca del lato positivo nella vostra vita. 
Io, nel mio piccolo, ci provo ogni giorno!


giovedì 21 aprile 2016

La mia cura


I brividi che si impossessano del tuo corpo,
la sudorazione aumenta
il cuore batte forte
quel senso di disagio che cresce.

Lo senti che sta arrivando ma non riesci ad opporti
E' più forte di te
Ti porta paura
Senza motivo

Ma so che devo combatterlo
So che posso farlo
So che sono più forte di lui

E allora....
metto a letto il piccolo, me lo bacio.
E chiedo alle bimbe se vogliono dormire con me.

In due minuti ho le mi creature nel lettone.
Eva, il solito vulcano di felicità, riesce a strapparmi un sorriso.
Non le si può resistere.

Diana mi accarezza. 
La sua dolcezza è penetrante.

E il cuore inizia a rallentare, il battito si normalizza.
La sudorazione, i brividi, l'ansia...tutto scompare.

E oggi ho vinto io. 
L'attacco di panico se n'è andato.

E non ho preso nulla.
La mia cura? 

Loro. I miei figli. Nulla di chimico. Solo un abbraccio.

lunedì 4 aprile 2016

Il mio? Vale per tre!

Dedicato alle plurimamme esaurite e felici!

ATTENZIONE ATTENZIONE: Questo è un post ironico e scherzoso, non è una critica a chi ha solo un figlio o altro. Vi prego di leggerlo - se volete - solo con leggerezza e un sorriso!

Il mio? Vale per tre!

Eh..ma il mio vale per tre :)
Eh già, quante volte mi sono sentita dire questa frase. 

Quante volte per strada, impazzisco con i miei tre bimbetti, Ettore che strilla sul passeggino e che scalpita per scendere, Eva con la bici che corre da un lato, Diana che che mi trascina dall'altro e io mezza esaurita che spingo il passeggino, trascino lo zaino e cerco di avere tutto sotto controllo.

E poi vedi una mamma, tutta calma e curata, che mi guarda e mi fa... 
'Come ti capisco!!! Io ne ho uno, ma ti garantisco che vale per tre!!!'

Oppure a casa mentre gli faccio il bagno insieme, mi ritrovo sempre la casa semi allagata, mentre rincorro il piccolino per mettere il pannolone, cerco di asciugare i capelli ad una e lavare l'altra.

Il tuo vale per tre??

Io forse non ho i bambini più agitati del mondo, anche se vi sfido a passare una mezza giornata solo con Eva ed Ettore e poi ne riparliamo.
Diana, lo ammetto, lei effettivamente è tranquilla.

Ma sempre tre sono.
Un conto è uno, tre conti sono tre ! 

Quanti pannolini cambiate? Uno o tre?
Quanti bambini ammalati avete contemporaneamente? Uno o tre?
Quanti cene dovete preparare (o meglio, per quanti dovete cucinare? Quanti piatti dovete lavare? Quanti panni dovete lavare? (contate le lavatrici per un bambino o per tre..)
Quanti compiti da seguire, sport da accompagnare (e da pagare!!), quanti capricci dovete sentire?

Per uno o per TRE?

Posso capire che magari il tuo è il bambino super vivace del mondo, ma sempre uno è!

Però sapete che vi dico?

Sempre con il sorriso e il tono ironico e scherzos?

Che come sono moltiplicati per tre i capricci e le fatiche, 
Sono moltiplicati per tre anche le coccole che mi danno, 
Sono moltiplicati per tre gli abbracci, i bacetti, i loro sorrisi.

Vedo tre visini sorridenti!  E sempre Tre sono!

E quindi anche se voi ne avete uno che vale per tre, io alla sera ho tre bimbetti che mi danno i loro bacetti!!
E sono la cosa più bella del mondo!  

PS:

E io dico TRE, ma ho amiche che hanno anche più di tre figli, quindi, pensate a loro quando dite, il mio vale per TRE.

martedì 23 febbraio 2016

Il desiderio di una bambina


E ti trovo così, seduta sulla della tazza del water in bagno.
Gambe incorciate fermate dalle tue braccia mentre ti abbracci da sola.
I capelli davanti alla faccia, le lacrime che ti scendono silenziose sul tuo volto.

Diana, che hai piccola?

Mamma, questa scuola non mi piace.

Amore mio, è un tuo dovere.

Chini la testa e non rispondi. E continui silenziosamente a piangere.
E a me si stringe il cuore.
Provo a cambiare argomento..

Diana, mi dici qual'è stato il desiderio che hai espresso per il tuo compleanno?

'Vorrei passare una giornata solo con te mamma'.

E allora, così sarà amore mio. Te lo prometto.

Hai solo 7 anni e hai comportamenti da adulta. 
Non hai mai avuto la spensieratezza di una bambina.

Non avrei mai creduto di vedere tanta malinconia negli occhi di una bambina.

Ti vorrei vedere serena.

Pensavo che i desideri alla tua età fossero più semplici, un gioco o comunque dei regali.

Tu vuoi me. Vuoi il mio tempo.
Ed io sono qui.

E quindi sei tu a fare un regalo a me.

E il tuo desiderio si avvererà, questo venerdì amore mio.
Solo io e te.
Una giornata tutta per noi.

La mia principessa sensibile sarà felice.
Ed io sarò felice.

mercoledì 3 febbraio 2016

Troppa energia



E oggi parliamo di te, della mia creatura fantastica.
Della mia bimba con il temperamento incontenibile.

Sei sempre solare, allegra, non hai paura di nulla.
Hai una sensibilità eccezionale.
Sei buona ed estremamente generosa.
Sei una topolina tenerissima, anche se proprio non sai perdere.

Però sei una bomba ad orologeria!
Non sei capace di stare ferma.
Mai, in nessuna attività, neppure dormendo.
Il punto è che a volte hai difficoltà a gestire questa tua mega energia.
E ultimamente capita sempre più spesso.

Quando avevi due anni mi dicevano, non si preoccupi, è la fase dei 'terrible two'! Si calmerà.
A tre anni, 'Si calmerà..'
A quattro anni ' Si, in teoria, dovrebbe calmarsi crescendo...'
Oggi, anche le tue maestre, alzano le mani.
'Eva è una bambina sensibile, brava, gioiosa...ma..

'ma'...

Questo ma!

Ma non riesce a stare ferma! Non ha senso del pericolo. E' sempre, sempre, sempre, costantemente, in movimento!

Appena finisce il suo lavoro, si alza e passa avanti agli altri.
Se la mettiamo seduta, dondola e saltella sulla sedia.
E soffre le regole. 

Qualche giorno fa ha chiesto una bambina che le leggesse un libro, ma poi è scappata via.
Le ho chiesto: Come mai, non ti piace se ti leggono i libri?
'Si, ma era lenta e lo sai che io non riesco ad aspettare!'

Il problema è che questa iper attività ti stanca, e tu non riesci a contenere la stanchezza, che spesso si trasforma in rabbia.
Spesso quando torni dall'asilo sembri stremata, nervosa e capricciosa.
Ma questo non ti ferma.

Mi hanno detto, le faccia fare sport, almeno scarica la tensione.
Ma non è cambiato nulla.
Passata l'ora di allenamento (dove ti diverti da matti), esci e sei di nuovo ingestibile.

E quando sei così, non c'è modo di calmarti.

Se ti parlo, ti butti per terra.
Non mi rispondi, gridi, urli.
Inizia a fare capricci.

A volte riusciamo a gestirla con un abbraccio, a volte non basta. Non serve sgridarti, punirti. Vedo che anche tu non hai il controllo di queste emozioni.

Ma non ti posso sempre assecondare piccola mia.

E inizi a piangere come se ti avessi fatto chissà cosa, poi scappi in camera tua o in qualche angolino nascosto e ti butti li. E a volte ti addormenti con le lacrime.

Ormai ho capito che a volte è meglio lasciarli sfogare.

E quando magari riesci a farti il pisolino, poi torni la mia creatura fantastica di sempre.

Ti auguro amore mio di riuscire a gestire e utilizzare al meglio tutta questa tua carica!
Perché quanto ti vedo con le tue crisi, sto male anch'io.
E non so come aiutarti.


mercoledì 20 gennaio 2016

Un viaggio per SOLO mamma e papà

A: Ciao piccolo, che bello sentirti! Quando torni?
M: Domani mattina. 
A: Ci manchi. Tutto bene?
M: Si.. tutto bene... senti... dovremmo gestire una cosetta.
A: Che è successo?
M: Ecco... mi hanno premiato con un viaggio in Sudafrica, che fai?  TI va di venire? 
Senza bambini...
Non ti preoccupare se non vuoi venire ti capisco.

(silenzio)...resto qualche minuto senza parlare..

A: Ne parliamo domani, ti aspetto.

La telefonata finisce li. 
Lui ancora a Las Vegas, io qui a casa con i bimbi.

Non so se mi crederete o no, ma è stata una doccia fredda.
Felice, ovviamente. Felice per lui.
Se lo hanno premiato vuol dire che se lo merita, è un bel riconoscimento.

Ma torniamo a noi.
'Ti va di venire?'

Io viaggiare senza figli? Siamo matti?
Non li ho mai lasciati neppure una notte!
Io ho sempre detto che non farei mai un viaggio senza di loro.
No, no, non se ne parla.
Le uniche volte che hanno dormito senza era quando ho partorito la sorellina e il fratellino.
Oppure quando ero in ospedale per altri motivi.

Ma mai e poi mai li avrei lasciati per un viaggio senza di loro.

Non è da me.

Io vivo per loro. E questo mio marito lo sa e lo accetta.

E poi... Diana.. No, Diana non lo accetterebbe mai, troppo sensibile.
Ed Eva? Troppo matta, va controllata. E in ogni caso, molto sensibile anche lei. E se ne soffrisse?
E il piccolo Ettore? 
Appunto. E' piccolo.
E' troppo piccolo e lo sto ancora allattando.

No, no, non posso andare.

Eppure... 

Eppure questa volta dopo tanto tempo, sento dentro di me il desiderio che cresce.
Sento il desiderio di passare qualche giorno sola con lui, sola con mio marito!
Non so perché. E' strano. 

Da quando è nata Diana, 7 anni fa,  non siamo mai neppure andati a cena una sera da soli.

L'idea di questo viaggio inizia ad insinuarsi pesantemente nei miei pensieri, ma come faccio?
Come fanno i miei bambini?

E la mente continua a tormentarmi..
Quest'anno sono dieci anni che siamo sposati, ventuno che stiamo insieme. 
L'anno appena terminato è stato un anno molto pesante.
E questo è un riconoscimento importante per lui.
Lui sarebbe felice se andassi, ma so che non batterebbe ciglio se rinunciassi.

Ma se decicessi di partire? ...se succedesse qualcosa? 
Se i bambini si ammalano, se... , se,... 

Troppi se!  

Eppure, per la prima volta nella mia vita, questo desiderio di partire non mi lascia in pace, mi tormenta.
Sento che ho bisogno di staccare un po', sento che ho bisogno di passare qualche giorno con lui.

Decido di capire cosa ne pensano i bambini.

A: Diana, vieni un attimo.
Senti, la mamma e il papà tra qualche mese dovranno andare via qualche giorno.
E la mamma dormirà fuori con il papà.
Starò via per 6 giorni.
Mi raccomando, quando andrò, mi controlli tu i tuoi fratellini, ok?

All'inizio mi guarda un po' stupita e mi chiede perché. Le dico che Mamma e Papà hanno bisgono di stare qualche giorno insieme e devono partire.
Ma che loro non saranno soli. Ci saranno i nonni e ci sarà la tata. E poi starà con i suoi fratellini.
D: Va bene mamma. Però mi lasci qualcosa di tuo che quando mi sentirò solo posso abbracciarla? E, non ti preoccupare, controllo io i nonni e controllo io Eva ed Ettore.
Mi mancherai.

Ecco, mi aspettavo una reazione forte. Invece, come sempre, la mia piccola donnina, mi sorprende.
E' stata una reazione da adulta. Ok, non ha fatto i salti di gioia, ma neppure scenate.

Provo a sondare il terreno anche con Eva.
La sua risposta:
Noi non possiamo venire?
No amore, mi dispiace. Solo mamma e papà.
Va bene mamma, però io sto a casa con Diana ed Ettore

Caspita, questi bambini mi sorprendono.

E alla fine, dove averci pensato e ripensato, chiesto alla pediatra, agli amici e a chiunque potesse darmi un parere, c'è uno che mi ha aiutato a decidere:
"puoi chiedere a tutti gli esperti del mondo ... la convinzione deve nascere da te stessa...e valutare cosa ci perdi e quel che ci guadagni...perché i bambini non ci perdono niente...ma ci guadagnano una mamma che si è rilassata e ha tante cose da raccontargli...con un album di foto scattate e aneddoti da ricordar"

Ecco...dopo questo, ho preso la decisione.
Ho capito che bisogna vivere, senza troppi ripensamenti e troppo paure.
Ho capito che una settimana farà bene a me e farà bene a loro.
Ho capito che ... E' TUTTA VITA

Ho deciso di partire!
Quindi...SudAfrica, arrivo! :)

venerdì 18 dicembre 2015

Una sensazione unica

Mentre ti accarezzo i capelli
Mentre siamo al buio nella nostra cameretta
Mentre tu prendi ancora il mio latte dal mio seno
Mentre tu mi tieni a te con la tua manina
Mentre tu mi stringi
Mentre socchiudi gli occhietti rilassato
Mentre penso che questa è la cosa più bella del mondo
Mentre penso che questo legame solo una mamma lo può provare

Mentre penso ...

Penso che a breve tutto questo terminerà
Pensi che a breve crescerai
Penso che non provero' mai più questa sensazione dolcissima
Penso che solo una mamma possa capire di cosa parlo
Penso che sono fortunata
Molto fortunata

Ma per ora basta pensare,
 per ora continuo ad allattarti e tenerti stretto a me piccolo mio.

Ti amo cucciolo!


sabato 28 novembre 2015

Da donna in cArriera a donna in cOrriera



Da donna in cArriera a donna in cOrriera

(o come dice mio marito, da donna in giarrettiera a donna in canottiera).
Ok, dai, la corriera per ora non la uso ancora.
Ma anche la macchina la uso molto molto meno.
Ma una cosa è certa: la carriera l'ho abbandonata da un pezzo.

Mi alzavo al mattino e non potevo uscire di casa se non ero perfettamente truccata, scarpettina rigorosamente con tacco alto e sottile e tailleur rigorosamente nero (o poche variazione sul tema, al massimo qualche sfumatura dal grigio chiaro, grigio topo o blu). 
Solo in estate mi concedevo qualche pennellata di colore in più.
Comunque ero sempre perfetta.
Non andavo neppure al supermercato se non ero almeno truccata.
Mi infilavo in macchina, passavo la mia ora/ora e mezzo nel traffico di Milano ascoltando la radio o facendo qualche telefonata.
Arrivo in ufficio, pausa caffè con i colleghi, pranzo al ristorante seduta comodamente (va beh, qualche volta anche un misero panino davanti al pc lo ammetto),e la giornata passava tutta rinchiusa in quel grigio ufficio fino a tarda sera. Uscivo quando già era buio,e poi di nuovo la tortura del viaggio in macchina verso casa. 
Le giornate erano sempre tutte grigie ed uguali.
Sempre la stessa routine.

Adesso? 

La mattina faccio colazione con mio marito, metto la prima cosa che trovo, scarpe comode, felpone e porto la mia tribù a scuola.
Torno a casa con il piccolo, cerchiamo di fare le faccende domestiche e le commissioni varie, andiamo insieme a fare la spesa, a volte un caffè con le amiche al bar, mangio più o meno in piedi gli avanzi della sera prima quando sono sola e cerco di far mangiare un boccone anche al piccolo.
Poi riprendo le mie bimbe a scuola, le seguo nei compiti, le porto a danza, a fare sport, gioco con loro,a volte facciamo i biscotti, a volte ci guardiamo un film, a volte improvvisiamo, prepariamo la cena al papà.

Non ho più il trucco sul mio viso, 
Non ho i capelli perfetti e sistemati
Non pranzo più comodamente seduta al ristorante.

Ora sono un po' trasandata.
Ora mi faccio da mangiare.
Ora ... ho un sorriso nel cuore.

Non mi manca la vita di prima.

E se penso alla COrriera, penso che questa corriera fosse la corriera della mia vita.

Era la corriera che aspettavo da tempo, quella che mi serviva.

Era la mia fermata!
E l'ho presa. 
Non me la sono fatta scappare!

E sono sempre più convinta di aver fatto la scelta giusta per me, 
per noi.

Carpe diem!






lunedì 23 novembre 2015

La vera grotta di Babbo Natale, Ornavasso

Finalmente, dopo tanto averne sentito parlare, quest'anno abbiamo deciso di passare due giorni alla famosa Grotta di Babbo Natale, ad Ornavasso, sul Lago Maggiore.

I primi di Novembre prenotiamo Hotel e biglietti per la Grotta di Babbo Natale.

E già qui iniziano i primi 'intoppi'.
Il sito chiede "numero di persone"?
Rispondo "5".
Il sito chiede "bambini sotto i 3 anni"?
Rispondo "1".

Eseguo il pagamento e di fatto mi mandano la conferma per SEI (6) biglietti.
Cinque a pagamento e uno gratuito per Ettore.

Un totale di 6 biglietti??
Ma come?
Ho detto che eravamo in 5 e mi fanno 6 biglietti???

Provo a contattare la Grotta ma mi dicono che l'errore e mio e mi arrangio.

E va beh, facciamo che pago anche per Ettore per un errore che secondo me non è mio. Io, in fondo, ho detto 5 persone, non 6...ma secondo Babbo Natale "è colpa mia!!"

Va beh..

Finalmente arriva il venerdì sera, il giorno dopo si parte. Le bimbe sono molto eccitate.
Non vedono l'ora di andare da Babbo Natale!

Diana crede molto, Eva, nonostante sia più piccina è già un po' scettica. 
Ma entrambe hanno una voglia matta di fare questa gita.

Ma purtroppo qualcosa sembra remarci contro. 
La sera Diana inizia con una scarica di dissenteria dopo l'altra. Ettore vomita un paio di volte.
La notte la situazione peggiora, questa volta è il turno di Eva che vomita tutta la notte.
E la mattina dopo Eva continua...e Diana pure.

Ormai presi dallo sconforto stiamo quasi decidendo di annullare tutto.

Non possiamo partire in quello stato. 
Ma appena comunichiamo la cosa alle bimbe, il dramma. 
"Non andiamo da Babbo Natale???" 

Non piangono, ma il loro volto dice tanto, troppo. 
Ci restano malissimo.

Aspettiamo qualche ora e la cosa sembra stabilizzarsi. Eva non vomita più e Diana sembra a posto.
Dopo un breve consulto con il papà, cambiamo idea. decidiamo di provarci e partire.

In fondo l'Hotel e la grotta sono già pagati.
Male che vada, possiamo la notte in hotel e il giorno dopo torniamo.

Partiamo senza pranzare, non era il caso.

Strada libera, cielo sereno, le bimbe stranamente dormono. E pure Ettore tranquillo.
Arriviamo senza intoppi, per ora tutto tranquillo. 
Proviamo a farle mangiare un po, qualcosa di secco. Tutto bene.

Ok, sembra che le cose iniziano a migliorare.
Passiamo dall'hotel, prendiamo i biglietti e ci dirigiamo ad Ornavasso.

Arriviamo, parcheggiamo e facciamo i biglietti per il trenino (5 euro gli adulti e 3 i bambini - tutti). 
Per andare su è abbastanza necessario. 
Certo, se volete potete anche salire a piedi, ma è lunghina e ripida.
Il trenino è decisamente più comodo.

Arriviamo su e iniziamo ad incontrare i famosissimi Twergi.
Uno di questi ci indica il percorso per vedere gli animali.

Con il passeggino è un po' problematico, ma ce la facciamo.
Nella zona dove doveva esserci il cammello non c'è nulla.
Però vediamo due maialini, un Lama, una civetta, un'aquila, un asino, una mucca, dei daini e delle bellissime civette delle nevi!

Le bimbe sono felicissime.

Siamo proprio in mezzo ad un bosco, tutto naturale. 
Non fa troppo freddo.

Raggiungiamo il villaggio.
Questo un po' mi delude. Me, non loro, ovviamente.
C'è una giostra che rappresenta la slitta. In pratica il bruco mela travestito a pagamento.
L'aera del circo è molto molto ridotta.
I bambini entrano tutti accalcati e seduti a terra. Lo spettacolo...ai bimbi piace. Io, anche qui mi aspettavo di più.
Dura una venti/trenta minuti con Winnie Pooh, Super Mario ed Elsa.
I laboratori tanto pubblicizzati non li ho visti. 
I mercatini sono qualche capannetta con tipici prodotti del posto, formaggi, salumi, torte e fritelle.
E la fabbrica dei giocattoli?
Una giostra che fa rumore dove i bambini devono schiacciare i bottoni e si accendono le luci.

Ormai arriva la sera, decidiamo di tornare all'Hotel, la visita alla grotta vera e propria è pianificata per il giorno dopo.

Fortunatamente tutti i virus sembrano averci abbandonato e la mattina dopo la colazione torniamo ad Ornavasso.

Altro biglietto del trenino e saliamo.
Facciamo un ulteriore giretto e passeggiata, mangiamo qualcosa sul posto.
Ecco, a livello di bar e posti caldi attrezzati, devo dire che non manca nulla.
Sorvolerei sui bagni... consiglio? Bevete poco e resistete fino a sera :)

E finalmente arriva l'ora di andare alla vera grotta!

Saliamo un percorso fatto di scalini e sentieri nel bosco non molto lungo.
Ai lati si intravedono qualche scoiattolino che ci accompagna, lanterne colorate e disegni di gnomi, fate e folletti.
I tronchi tutti camuffati con buffi nasi e cappelli.

Arriviamo e iniziamo a metterci in coda.
La visita è prenotata alle 14.15. Alle 15.00 ancora non siamo entrati.
Prima ci danno i berretti e nell'attesa ci offrono del the.
Ettore purtroppo non ama attendere molto e inizia a strillare a più non posso.
Non c'è verso di calmarlo tant'è che alla fine il papà abbandona la fila e rinuncia alla visita con il piccolo.

Finalmente entriamo.
Una twergi ci spiega che entreremo e poi dovremmo di nuovo attendere una ventina di minuti prima di andare da Babbo Natale.
La grotta è carina. E' una cava, umida e fredda, ma molto suggestiva e carina.
Dopo neppure cinque minuti ci fermiamo e attendiamo.

Per le bimbe l'attesa è lunghissima. Il caschetto le irrita. E la coda pure.
Ma finalmente è il nostro turno.
SI apre il tendone ed entriamo nella sala grande.
Una bella sala in pietra illuminata ed addobbata ad arte.
E ...magia! Finalmente arriva Babbo Natale!

La bambine ormai hanno raggiunto il loro scopo!
Facciamo di nuovo la fila per andarlo a salutare, e dopo un attimo, una foto veloce (rigorosamente fatta da loro e vietata a noi!) e tutto è finito.

Che dire?

Bello?
Ok, lo ammetto, a me ha deluso.
Il villaggio me lo aspettavo meglio, mi aspettavo più attività per bambini, mi aspettavo qualcosa di diverso.

Dal punto di visto del bambino ha deluso?
Credo proprio di no!
Ma le bimbe si divertono un sacco. 
E pure Ettore ha passato quasi mezz'ora a schiacciare quei bottoni nella fabbrica!!




















giovedì 12 novembre 2015

Ettore e l'età della ragione

Ettore e l'età della ragione
Ebbene si, ok, non possiamo proprio parlare dell'età della ragione ad un anno, ma è indubbio che inizi a capire.

"Ettore, mi porti il pinguino? Non l'orsetto."
Si china, prende il giusto peluche e me lo porta.

"E l'orsetto invece portalo a Diana."
Mi sorride, lascia il pinguino, prende l'orsetto e lo porta alla sorella.

E già, inizia a comprendere molte istruzioni base, ma le capisce bene!!!
Comandi semplici.

Ettore mi prendi l'aspirapolvere?
E con tutta la sua forza prova ad alzarlo e ad accenderlo.

Dove sono le sorelline? 
E si dirige in camera loro.
Vieni che ti cambio il pannolino!
E inizia a toglierselo.

Insomma, pare proprio che capisca!
E questo, come dire, potrebbe essere un problema.

Già, perché il papà ha minacciato che, finché tu non capisci, ti lascia fare: tutti i tuoi capricci, i tuoi pianti, le tue urla.
Ma da quando inizierai a capire, inizieranno le regole più severe anche per te!

Ok, io non glielo dico a papà, tu intanto, con lui, fai il finto tonto!!!
MI raccomando ;)