giovedì 21 maggio 2015

Ma come è successo? Dimmi quando… non me ne sono accorta.

Come si acquista l’indipendenza?
Non lo so.
Non lo so qual è il meccanismo che ci rendi autonomi e ci rende indipendenti.
Liberi.
Non lo so.

Oggi ti ho visto salire su quel pullman con le tue amichette,  felice.

Per la prima volta da quando sei nata, quasi, ti dimenticavi di darmi il tuo bacetto.

Eri entusiasta.

Non importava se pioveva, se faceva freddo. 
Eri felice.

Hai solo sei anni e stai già diventando grande. Troppo.

E stai diventando indipendente.

Proprio tu, che non ti stacchi mai da me.
Proprio tu che sei sempre stata timida e riservata.

Ora stai tirando fuori il carattere. 
Ora stai crescendo.

E’ vero, di traguardi ne hai già raggiunti molti.
Hai imparato a gattonare, a parlare, a camminare.
Hai imparato a sorridere, a fare un sorrisetto furbo al bisogno.
Hai imparato a leggere, hai imparato a vivere.

E ora? 
E ora sei cresciuta.

Ma come è successo? Dimmi quando… non me ne sono accorta.

Brava cucciola mia.

martedì 5 maggio 2015

Non è posto per donne. O meglio, non è posto per mamme.

Febbraio 2013

Non è posto per donne
O meglio, non è posto per mamme.
Ci sforziamo ogni giorno di combattere per mantenere il lavoro, ci proviamo, leviamo tempo e affetto ai nostri figli e per cosa?
Per combattere continuamente con una società perversa, che non ti permette di conciliare le due cose.
E’ inutile.
E’ una battaglia persa.
Non puoi essere madre e lavorare in una società competitiva.
Lo scrivo oggi, quando mi viene chiesto di fare delle call di allineamento settimanale alle 20.00 di sera, quando io sono (o dovrei essere) a casa con le mie bimbe.
Lo scrivo oggi che leggo un’articolo di Mkinsey che dice che vuole rivalutare l’assunzione di madri da lei stessa cacciate per non perdere il capitale umano (http://27esimaora.corriere.it/articolo/la-corsa-a-riassumere-le-donne-lasciate-a-casa-per-la-maternita/#more-9752).
Pensarci prima, no?
Lo scrivo oggi perché la mattina le mie figlie piangono perché vado al lavoro o solo perché vorrebbero almeno che riuscissi ad avere tempo per cenare con loro o per andarle a prendere qualche volta all’asilo.
Chiedo troppo, vero?
Perché per tenermi questo stramaledetto lavoro devo sacrificare la mia vita di madre e la loro gioia di passare un po’ di tempo con me?
Perché se non si lavora 10/12/14 ore al giorno si viene considerati nullafacenti? Ci sono persone che stanno in ufficio tutto questo tempo e sono meno efficienti di altre che ci stanno solo 6 ore ma che lavorano con passione.
Questo sfogo oggi è incontenibile.
Non so quanto riuscirò a resistere ancora.
Tutti ti dicono: ‘tieniti il lavoro, i figli crescono, poi te ne pentirai’.
Siamo sicuri? I figli crescono e io mi pentirò di non aver dedicato a loro abbastanza tempo, di non essere stata una mamma presente, di aver visto la tristezza nei loro occhi.

martedì 7 aprile 2015

Solo allora capirai...

Sei sempre così isolata.

Pensavo che crescendo avresti avuto più semplicità ad integrarti e invece vedo che fatichi.

Scimmiotti le tue amichette nella speranza di farti accettare, ma tu non sei come loro.

Non copiarle, non imitarle. 
A me tu piaci come sei.

A me piace la tua timidezza, la tua discrezione, la tua sensibilità.

Non imitarle solo per essere accettata, perché loro non accetterebbero te, ma la maschera che ti stai costruendo.

Crescendo troverai le persone che ti accetteranno per come sei, per come sei tu!

E solo allora forse ti renderai conto di quanto sei speciale.
E solo allora capirai che tu non devi imitare nessuno, non devi essere la copia di nessuno.
E solo allora capirai che non conta quanti amici hai, ma quali amici hai.

Solo allora capirai che tu sei unica,

che tu sei Diana!

sabato 28 marzo 2015

Part time: un lusso che non ho.

Part time: un lusso che non ho.

Oggi sono un po’ giù.
Si sta avvicinando sempre più il momento in cui dovrò prendere una decisione:
rientrare al lavoro o licenziarsi.

Eh già, la scelta non è facile.

Tutti ovviamente mi dicono di non licenziarmi.
E ammetto che mi devo ritenere fortunata ad avere un lavoro e anche buono.

Ma purtroppo è un full time.
In pratica lascio i bimbi la mattina alle 8 e se va bene, li rivdo la sera alle 20.

Piango spesso. 
Qualsiasi decisione prenderò sarà sbagliata.

Eh, già.
Nessun aiuto. Nessuno sconto.
O tutto o niente.

Si parla tanto di conciliazione famiglia-lavoro, ma se chiedi un part time ti ridono in faccia.
“Ah, però se ti licenzi e ti metti in partita IVA possiamo parlarne…” – questo mi era stato detto dal precedente capo del personale.
E ammetto che se fosse ancora valido forse adesso lo farei.

Ma di fatto a breve la scelta si dovrà fare.
MI licenzio o full time.

Anzi, tanto perché vogliono incentivare il lavoro delle donne madri, se ti licenzio entro l’anno di età del bambino ti danno pure la disoccupazione.
Eh già, ti danno i soldi se ti licenzi!!!
Invece il part time no!

Ma dove sono le politiche di conciliazione lavoro famiglia?
MI sono persa qualcosa?

Non ti licenziare. I soldi servono.
E’ vero. I soldi servono.
Ma chi accompagna la bimba a ginnastica? O chi l’aiuta a fare i compiti?
Chi vede i primi passi di tuo figlio?
Chi li vede crescere?

Non io.
Neppure i nonni.
Non io , non mio marito.

Già, ma se smetto di lavorare forse non ci sono i soldi per le attività.
 Già ma almeno stanno con la mamma.

Dov'è la scelta giusta?
Morire dentro, rinunciare a vivere, far crescere i tuoi bambini da qualcun altro o vivere con un po’ di rinunce ma magari felici?

Tutto questo non ci sarebbe se il part time fosse un diritto…e non un lusso!


giovedì 5 marzo 2015

'Ti sei riposata un po' mamma?'


Ore 6.45, sabato mattina. 
Ettore si sveglia strillando dopo l'ennesima notte in bianco.
Il papà si alza per andare in bagno.
Le sorelline sentono il fratellino piangere, si alzano entrambe e vengono nel lettone.
Il papà, tornando in camera, nota l'affollamento e scappa a dormire nella cameretta.

Io attacco il piccolo al seno, con le occhiaie e gli occhi semi chiusi chiedo alle bimbe di dormire ancora un po'.

'Vi prego...è sabato! Vi prego...ho bisogno di dormire'!

'Mamma andiamo giù?Andiamo a giocare? dai!!'

'Diana, tu sei grande. Fate una cosa. Andate voi in sala a giocare, la mamma dorme ancora un pochino, va bene?'.

...e succede il miracolo!

Diana parla con la sorellina, in silenzio si mettono le ciabattine e la vestaglia, escono dal letto e scendono in sala.
Diana accende la tv, alza la tapparella e si mettono a giocare in silenzio.
Senza urlare, senza litigare.

Non è normale. Non mi sembra vero.

Fatico a rilassarmi, Eva da sola e senza controllo in sala, ma il sonno è troppo.
Ma c'è Diana. Ma Eva potrebbe fare qualche danno, farsi male...
Ma il sonno prende il sopravvento.

Improvvisamente alle 9 apro gli occhi e capisco che è successo.
Mi alzo velocemente e scendo in sala a controllare sperando che sia tutto a posto.

E le trovo li, che giocano tranquille.
Il papà ancora dorme in cameretta.

E Diana mi guarda e mi dice 'Ti sei riposata un po' mamma?'

Le mie bimbe ...sono grandi!
Sono diventate due splendide donnine!
Le mie angiolette!

venerdì 20 febbraio 2015

Buon Compleanno Diana!

Già, sono già 6 anni!
Sei grande grande e sei ancora la mia principessa dolcissima!
Domani finalmente faremo la festa, ma il tuo compleanno è stato ieri.
Eh già, so che ci tieni  a questa distinzione!
A te piace festeggiare il giorno del tuo compleanno, ma per esigenze logistiche e lavorative ci tocca festeggiare un altro giorno.
E a te questa cosa non va proprio giù!
Già due anni fa mi mostrasti la tua delusione sulla torta perché non era il giorno del tuo compleanno.
(http://blogprimaesperienza.blogspot.it/2013/02/diana-e-le-sue-delusioni.html)

Quest’anno non ti ho deluso. Ti ho spiegato bene la differenza e adesso per te va bene.
Però mi chiesi, almeno per il tuo compleanno di avere una torta al cioccolato per noi, per la nostra famiglia e di poter spegnere le candeline il giorno del tuo compleanno!

E così ho fatto amore mio!
Ieri ho fatto la torta e ieri sera, solo noi, solo io, te, Eva, Ettore e papà ti abbiamo festeggiato.
Abbiamo messo le candeline e spento la luce e tu prima di soffiare hai esperesso un desiderio.
E hai soffiato!

…e dopo mi hai sussurrato nell’orecchio: ‘Mamma a te te lo dico il desiderio’
‘Dimmi amore, qual è?’
‘Di stare con voi per sempre!’

E a questo punto…il regalo l’ha fatto lei a me!

Buon compleanno dolce angelo mio!

martedì 3 febbraio 2015

La prima pagella!


Tu che a breve compirai sei anni.

Tu che per la prima volta mi hai fatto diventare mamma.

Tu che mi hai fatto sperimentare nuove gioie e nuove emozioni.

Tu che mi fai ridere, mi fai piangere, mi fai impazzire e mi sconvolgi la vita.


Oggi la tua prima pagella, uno dei tuoi tanti ‘primi traguardi’.

Forse non è la pagella perfetta, non sono tutti 8, ma per è stata un’emozione unica.

Forse tu non sei perfetta, non sei come gli altri.

Tu, come ho sempre detto, sei un essere speciale

Vivi nel tuo mondo fantastico, 
che forse è meglio del mondo vero...

Però, anche se agli occhi del mondo tu non sei negli ‘standard’, 
per me…non potrebbe esserci bambina migliore di te!


Brava la mia principessa e complimenti per la tua pagella, la prima di una lunga serie!

lunedì 29 dicembre 2014

..ed io avrò cura di te, perchè sei un essere speciale!

Perché con te è così difficile?
Perché ogni cosa faccia con te, ogni linea educativa provi a seguire, ho sempre l’impressione di sbagliare e di ferirti?
Beh, lo sapevo che educare un bambino non era un compito semplice.  
Ma tu sei così sensibile e fragile!
Ma sei anche tosta e determinata.

Se ti lascio fare, vinci tu.
Se mi impunto, vinci tu.

Ieri guardavamo insieme ‘Il ritorno all’isola che non c’è di Peter Pan’.
Quando hai visto la guerra e i bambini che venivano allontanati dai genitori sei corsa da me in lacrime e tremando.
I tuoi sentimenti sono troppo accentuati. Non possiamo vedere neppure Frozen, o Paperino perché viene maltrattato e a te dispiace!

Vivi nel tuo mondo ed è difficile avvicinarti.
A pochi apri una breccia per farti capire.

Quando fai le cose hai sempre la testa tra le nuvole, anche un pulviscolo di polvere riesce ad attrarti e distrarti.
Tutto intorno a te è magico e degno della tua attenzione e del tuo studio accurato.

Se ti lascio fare ci mettiamo ore anche solo per scendere le scale o colorare un disegno.
Se vai in bagno a fare la pipì, torni giù dopo più di venti minuti e magari ti sei dimenticata di farla perché distratta da un raggio di sole.

Come devo fare con te?
Qualche giorno fa ti ho sgridata e sei scoppiata a piangere tremando. Ti ho chiesto perché piangevi e mi hai risposto che non lo sapevi. Che non eri arrabbiata con me, ma il mio approccio ti aveva comunque scosso troppo.

Quale metodo devo usare con te?
Non posso lasciarti fare tutto a modo tuo e con i tuoi tempi.
Le regole fanno parte della vita e tu vivi in questo mondo.
Purtroppo anche tu devi adattarti a questo mondo.

Ma qual è il metodo meno traumatico che posso usare con te?
Piccolo mia, con te ho sempre paura di sbagliare.

Io sono tutto per te. E tu sei tutto per me.
Abbiamo un legame speciale.

La notte mi chiami ancora anche solo per una carezza.

Prima di dormire mi chiedi sempre un bacio.
E poi un altro e un altro ancora.
Ogni sera me ne chiedi uno di più.

Ieri sera ti ho detto basta, ero stanca, Eva già dormiva, Ettore piangeva. Ti ho detto ‘Basta, uno è più che sufficiente!’
E tu di nuovo, hai detto che senza i miei baci non riuscivi a dormire e sei scoppiata ancora a piangere.
E non è un pianto da capriccio, è davvero un pianto di paura e sconforto.
Ormai capisco quando è solo un pianto di capriccio.

E quando invece piangi per paura, paura vera, non mi piace.
Non mi piace vederti piangere e soffrire.

Ma come devo fare con te?

Io farei di tutto per te, ma a volte sono senza forze, senza armi e senza difese.

E se da un lato sei timida e fragile, dall’altro sei tosta e determinata.
Non in modo irruento, ma non ti arrendi.
Come la goccia d’acqua che piano piano scava la pietra, così tu porti sempre a termine ciò che vuoi.

Se ti metti in testa qualcosa non ti smuove nessuno.
E già ne avevi dato provo nel passato fin da piccolina (http://blogprimaesperienza.blogspot.it/2011/11/adesso-io-cho-quasi-3.html)

In questi giorni volevi imparare fischiare.
Mi hai chiesto ‘Come si fa mamma?’.
‘Devi soffiare’ ti risposi.
E tu, hai iniziato a soffiare.  Un po’ come Forrest Gump ha iniziato a correre.
La mattina appena sveglia soffiavi.
Appena uscita da scuola soffiavi.
La sera soffiavi.
..e hai imparato a fischiare!

Piccola mia, sei un essere speciale! ..ed io avrò cura di te!

https://www.youtube.com/watch?v=_dVKzraWT3Y



venerdì 31 ottobre 2014

Donna al volante...

Donna al volante, pericolo costante!

Eh già questo detto lo conosco da quando sono bambina.
Quanti sono i luoghicomuni sulle donne alla guida!


Però, lo ammetto, mi capita spesso di vedere impediti al parcheggio che bloccano il traffico e se sbricio chi c'è alla guida c'è sempre una donna, aihmè!

Oppure se c'è una macchina che fa i 30 Km/H in autostrada nella corsia centrale..spesso, non sempre, ma spesso c'è una donna!

Insomma...ci batte solo l'uomo con il cappello!

Ma non mi sono mai spiegato il perchè.

Chissà, abbiamo forse qualche gene modificato oppure qual è il meccanismo misterioso che ci fa essere così impedite?

Ok, questa mattina mi sono data una risposta!
(Almeno per me!)
E sapete come me ne sono accorta?

Stavo guidando, dopo l'ennesima notte passata in bianco, dormendo si e no al massimo due ore di seguito su una poltrona mentre allattavo il piccolo.
Dopo circa due mesi che non recupero, che la notte dormo poco e male e di giorno non ho ovviamente il tempo per dormire.

Dopo che passo le giornate a ricordarmi scadenze, bollette, portare le bimbe a scuola, cucinare, fare lavatrici, a portare le bimbe a ginnastica, a portare il piccolo ai controlli e alle visite, sempre di fretta, sempre di corsa, senza mai terminare le cose nel modo giusto o senza terminarle affatto.
Con la testa piena e il fisico stanco.
E ripeto... senza mai recuperare con un un buon sonno.

Ebbene, questa mattina, dopo l'ennesima notte privata di un sonno ristoratore... entro nel parcheggio sotteraneo a Milano e all'improvviso mi sono trovata a schivare una colonna di cemento!

Ok, ok, la colonna non è che mi abbia attraversato la strada. Lei se ne stava buona buona li, sono io che non avevo i miei rifelessi al 100% e che ero come se fossi in 'trance'.
Per fortuna l'ho vista e l'ho evitata.

Ma quindi ho pensato, ovvio che dicono delle donne che sono un pericolo!
Avete mai visto un papà fare la metà delle cose che fa una mamma? (O di una donna in generale?).

Mio marito di notte non si alza neppure con le cannonate! E anche se provo a chiamarlo non mi sente.
A lui non toccategli il sonno!
Per carità, lui lavora. Ma punto.
Non cambia un pannolino, non perde mai cinque minuti di sonno, non ha altri pensieri se non il lavoro.

Mentre la mente di una mamma è un po' troppo affollata.

Va beh, non generalizziamo! Forse non tutti gli uomini sono così, ma il mio sì!

E quindi ho capito perchè io sono un pericolo al volante e lui no: LUI DORME!!!
IO NO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

:)

giovedì 16 ottobre 2014

Li ami nello stesso modo?

Li ami nello stesso modo?

Forse no. Li amo immensamente, ma ognuno a modo mio. A modo loro.
Non giudicatemi, non fraintendete.
E’ normale, credo.

Per me i miei figli sono tutti speciali e unici e provo per loro un amore infinto, immenso e indescrivibile.
Ma per ognuno di loro lo provo in modo diverso, proprio come loro sono diversi.
Ed è giusto che sia così.
Mi spiego meglio.




La mia Diana è come se fosse di un pregiato cristallo, va maneggiata con cura e delicatezza.
E’ di un fragilità incredibile.
Bellissima. Splendete. Preziosa. Estremamente delicata.

Forse è normale, sul primo figlio noi genitori riversiamo i nostri dubbi, sperimentiamo il nostro essere genitori. Abbiamo paura a fare anche le scelte più semplici per paura di sbagliare. E vediamo la nostra creatura come se fosse un dono del cielo, un angelo in terra (e lo è, almeno la mia Diana per me è proprio un angelo!). E non sappiamo come relazionarci con loro. Sperimentiamo, proviamo. Amiamo.

La mia Eva invece è come se fosse un diamante.  
Decisamente raro.  Bellissimo.  Prezioso. Ma duro, forte, non si rompe.
Vedo la mia piccola teppista come una creatura inarrestabile, pronta ad affrontare qualsiasi cosa con tenacia, come se non si potesse rompere mai.
Ovvio che ha anche lei i suoi momenti di fragilità, e in quei momenti noi genitori ci siamo sempre. Ma forse abbiamo meno dubbi,  forse sappiamo meglio come comportarci e affrontare le situazione, passiamo meno insicurezze su di lei – forse derivanti dalla pregressa esperienza - e questo le dà sicurezza.
Ovvio che nonostante la veda più forte è sempre una cucciolina indifesa che ha bisogno di me e di noi. Questo suo essere forte non fa certo diminuire l’amore che provo per lei, anche se ovviamente con lei ho un altro approccio. Ma la amo infinitamente.

E il mio Ettore? Per ora non ha ancora capito se sarà cristallo o diamante.
O come il fuoco, caldo e avvolgente o come l’oro, duro o prezioso.
Non abbiamo ancora capito il suo temperamento.

Ma siamo certi che lo ameremo come le sue sorelle.
Forse in un modo unico tutto per lui, ma non per questo avrà meno amore delle sue sorelle.

Quindi, io credo sia giusto amarli in modo diverso. O meglio, in modo UNICO.

Perché ognuno di loro è Unico, è una vita ed una creatura UNICA e preziosa.

L’importante è che abbiano il nostro amore senza distinzioni e senza parzialità.