mercoledì 1 aprile 2020

Il sole tornerà



Era più o meno la metà di febbraio quando siamo andati insieme a comprarti le scarpe nuove.
Le altre ti stavano strette.
Eri felicissima, siamo andati io e te, da sole.
Abbiamo girato tutti i negozi e poi hai voluto queste!
Le tue prime scarpe con i lacci.
Ti sono piaciute subito.
Sei arrivata a casa e le tenevi in braccio come se fossero un peluche o una cosa preziosa.
La mattina dopo te le sei voluta mettere per andare a scuola, eri tutta felice: saltellavi, correvi, era orgogliosissima delle tue scarpine nuove.
Purtroppo uscendo all'ora di pranzo pioveva molto e ti si sono bagnate .
Eri triste, avevi paura di rovinarle, a casa le hai subito tolte e le hai asciugate.
E mi hai detto, aspetto qualche giorno che torni il sole.
Ma purtroppo il sole non è più tornato.
Perché pochi giorni dopo c'è stato il primo caso di questo maledetto virus e alla fine non siamo più usciti da casa, né con il sole, né con la pioggia.
Siamo chiusi in casa da fine febbraio e le tue scarpette sono chiuse in una scatola e tu aspetti la giusta occasione per poterle mettere, anche se sono solo delle scarpe da ginnastica.
Il sole non è più tornato, ma tornerà.
Non sto parlando del sole nel cielo, quello ogni tanto appare.
Ma il sole su questo mondo..
E spero che quando tornerà ti staranno ancora quelle scarpette, perché stai crescendo in fretta.
Ma anche non dovessero più starti, le terremo come ricordo e come speranza di un sole che sta tornando!

mercoledì 11 marzo 2020

Oggi è una giornata strana.

Oggi è una giornata strana.

Un nodo alla gola, le lacrime che si accumulano intorno agli occhi, ma che devi subito coprire con un sorriso per non spaventare i tuoi figli.

L'OMS ha appena dichiarato che c'è una PANDEMIA.

Una pandemia... l'ultima risale al 1968 e non avrei mai pensato di viverne una, anche se era prevedibile in questi giorni.

Ma sopratutto non avrei mai pensato che i miei figli avrebbero dovuto viverne una.

Una mamma quando mette al mondo un bambino pensa al loro futuro, fantastica sul cosa faranno da grande, su cosa diventeranno, quali paesi vedranno.
Gli altri anni ero già a programmare le ferie estive.
Pensi alle feste, agli amici..  e ora pensi che siamo in un incubo.

Ora pensi solo a quando questo incubo finirà, a quando tornerà la tanto odiata routine che adesso vorrei tanto.
Un incubo che pensi che sia impossibile che stia davvero succedendo.
Chiusi in casa, si esce solo per fare la spesa, farmacie o per quelle categorie che purtroppo non possono fermarsi per permettere a noi di curarci, di mangiare e di fare in modo che il mondo non si fermi.

E le ringrazio davvero, tutti.
Dai medici agli infermieri, dalle forze dell'ordine, alle farmacie, ai supermercati e generi alimentari, alle aziende, tutti.

Un incubo per chi ovviamente è stato costretto a chiudere, per il bene di tutti, per fare in modo che questo contagio non si propaghi.

Oggi vedendo il video di mio fratello che annunciava la chiusura del suo salone ho pianto. E come lui, prima un'amica con una palestra e molti altri.

Ma nonostante tutto questo, devo ingoiare e tirare fuori un sorriso.
Un sorriso perché i miei figli non possono vivere questo momento come lo sto vivendo io.

Loro sanno la verità, ma io per quanto possibile, li devo tranquillizzare e rassicurare.
Come sono certa che mia madre l'avrebbe fatto con me, se ci fosse ancora.

E quindi, proviamoci e sorridiamo.

 Ettore non ha la minima idea del perché ormai siamo chiusi in casa da fine febbraio, spesso mi chiede dove sono i suoi amichetti o perché non lo porto al parco.
Diana ed Eva invece non chiedono, loro sanno e capiscono.

E quindi niente, facciamo forza e resistiamo.
In qualche modo ce la faremo!

Tutti uniti!




sabato 29 febbraio 2020

vivere un incubo

Mi sento sospesa
vorrei svegliarmi ma non è un incubo
è una realtà strana

Tutto è deserto
chi crea panico
chi sbeffegga chi ha paura
chi si lamenta per le misure prese

Ma questa cosa è strana
si diffonde velocemente
Si spera di riuscire a contenere il contagio
Si spera che il sistema sanitario sia in grado di gestire questa emergenza

Ma intanto ci chiudono le frontiere
e non solo gli stranieri,
anche gli altri italiani ci isolano.

E forse è anche giusto
far provare sulla propria pelle
cosa vuol dire essere emarginato

Perchè se ieri l'unture era il cinese
oggi è il Lombardo.

Che poi,
la colpa non è del cinese o del lombardo,
ma solo dell'uomo.

L'uomo, e solo l'uomo, è solo lui il colpevole.
Siamo noi, siete voi, siamo tutti!

#coronavirus #covid-19

Tanto.. è solo un'influenza

Tranquilli,
sta arrivando anche da voi, 
ma non vi preoccupate,
tanto è un'influenza!
Ah, no, per l'influenza il vaccino c'è, per questo no.

Ed è solo 6 volte più contagiosa,
ma tanto non vi preoccupate, 
ammazza solo gli anziani.
Che vi frega...

Forse anche gli immuno depressi, ma che vi frega a voi...erano già malati, no?

Scusate il mio sarcasmo, ma oggi sono un po' stufa.

Credo sia sbagliato creare allarmismo, ma credo sia sbagliato sottovalutare la cosa.

E sopratutto credo che sia stupido giudicare chi ha paura.

Io ce l'ho dietro casa, 
mia figlia è stata a Casalpusterlengo domenica 16 febbraio e questo fine settimana ha avuto la febbre.
Ho avuto paura? SI!
Pensate quello che volete, ma l'ho avuta.
Ora sta bene e siamo più tranquilli.

Si, sui bambini prende in forma lieve, ma questo è un virus nuovo.

Quindi chiunque ne parli ne parla per stime e supposizioni. 
E comunque, diciamolo, per un influenza non hanno mai bloccato l'economia mondiale, bloccato attività, scuole e interi paesi.
Questo virus anche se poco aggressivo è molto virulento e si rischia il collasso del sistema sanitario, per questo è necessario contenere il contagio.

Questo almeno mi è parso di capire, ma io non sono un'esperto.
Mi limito a seguire le indicazioni che lo stato mi da e cerco di stare tranquilla.Se c'è da limitare le uscite, le limito.

Un po' di moderazione e forse qualche informazione più corretta e filtrata dai media non farebbe male.
Ma neppure essere derisi e sentire tutto banalizzare con
...' è solo un'influenza'! "

#coronavirus #covid-19

mercoledì 18 settembre 2019

Il primo giorno, prima media..

Sembra ieri che ero solo una bambina.
Giocavo spensierata e felice.
E ora improvvisamente mi ritrovo qui, di fronte ad una nuova scuola, piena di bambini. Anzi, ragazzini, altrimenti si offendono!
E ti tengo la mano, ma non perché tu hai paura.
Perché ce l'ho io.
Perché oggi inizi un nuovo capitolo della tua vita:
scuola nuova, amici nuovi, paese nuovo.
Eppure tu sembri serena.
Sembra che la cosa non ti interessi.
Sei in attesa di entrate come se dovessi prendere una busta di latte al negozio di alimentari, nè più, nè meno.
Nessuna emozione traspare.
Ma forse dentro di te si combattono mille pensieri e paure, o forse sei felice.
Ma a me questo non è dato sapere.
Io questa notte non ho dormito, tu non ti volevi neppure svegliare.
Ma ecco, suona la campana, mi lasci la mano...
in bocca al lupo mia piccola donna!
Ci vediamo all'uscita!
Ora non sono più io la bambina, ma ho accompagnato la mia bambina al suo primo giorno di prima media.

lunedì 25 marzo 2019

E io resto senza fiato ad osservarti


Il tuo corpo sta cambiando.


Le tue forme si stanno leggermente arrotondando.
Stai diventando una piccola donnina.

E io ti guardo crescere e resto senza della fiato.

Non mi capacito di come sia possibile che tutto accada così velocemente.

E anche il tuo caratterino si sta evolvendo. 

Da timida e impacciata sei diventata testarda e sicura, non rinunciando alla tua riservatezza e calma.


Anche se a volte mi sembri ancora una bambina, altre ti vedo testarda, rispondermi come un'adolescente infuriata o avere i tuoi primi sbalzi d'umore.

Inizi a volere i tuoi spazi ed è giusto così.

E io resto senza fiato ad osservarti.

E non smetterò mai di amarti.


venerdì 8 febbraio 2019

La pagella non è un numero.

La pagella non è un numero.


Ma di fatto, quello è.
Un lista di numeri, e un giudizio composto con 4/5 parti di frasi uguali per tutti da mescolare a piacimento.

"No signora, la bambina non ha problemi.
La bambina è curiosa.
E' strano come ce la descriva. Lei ci descrive una bambina iperattiva, con sbalzi di rabbia, distratta.
A scuola non è così." - mi hanno detto.

"A scuola la bimba è curiosa si interessa." - mi hanno detto.
"Piangere per fare i compiti? Eva? Che strano? Qui si applica con molto interesse!" - mi hanno detto.

Alloro pensi che sbagli. 

Pensi di essere la solita mamma apprensiva.

Eppure a casa un disastro, 
pianti per i compiti, 
pianti per i capelli, 
pianti ogni volta che non riesci a fare qualcosa
.

Non riesci a stare ferma, non riesci a tenere l'attenzione più di due minuti.

Però mi dicono che a scuola..Eva non è così.

E poi arrivano le pagelle, quelle che non sono solo un numero.

Eppure quei voti bruciano.

Sopratutto bucia un 5 in pagella in terza elementare, in inglese. 
E altri 6 risicati in altre materie.

Brucia non tanto per il numero. So che mia figlia ha difficoltà.

Brucia perché forse allora... io ci avevo visto bene, mentre qualcun altro... che mi  diceva che mia figlia non ha problemi, forse... boh.

Di fatto, andiamo avanti.

Io non mi punirò mia figlia per quel 5 e per questa pagella così così.

Io e lei faremo squadra e cercheremo un modo per andare avanti.

Per migliorare e dimenticarci di questi brutti numeracci.

Perchè mia figlia è molto più di un numero. MOLTO DI PIU'

sabato 25 agosto 2018

Respira!

Devo prenotare la visita per Ettore
Devo dare l'antibiotico a Diana
Devo portare Apo dal veterinario.
Devo far fare i compiti ad Eva.

Respira...

Hai comprato il materiale per scuola per Diana? E per gli altri due?
Hai pagato la bolletta dell'acqua?
Ti sei ricordata di chiamare la banca?
Hai risolto quel problema?
Sono puliti i mie pantaloni preferiti?
Mamma mi scappa la pipì!
Mamma ho paura!
Mamma Diana mi ha rubato il posto!
Eva mi ha preso la penna!
Mamma Ettore mi picchia!!

... Respira!!

Devo prepare la cena
Hai scongelato il pollo?
Io voglio la pasta verde!
Hai telefonato alla nonna?
Ettore non Urlare!
Atty, ma i miei gemelli dove sono?
Hai preso gli abiti in lavanderia?
Dov'è la mia cravatta

Respira...

... le cose si confondono tutte nella mia testa!  
L'umore è agitato, tutto è confuso.
Troppi pensieri, mi scoppia la testa.
Sto perdendo il controllo,
le informazioni si mescolano, si fondono, di perdono.
Non ce la faccio, ma ce la devo fare.
L'ansia mi assale. L'ansia è sempre in agguato.

Respira..

Chiudo la porta alle mie spalle,
mi avvicino alla finestra,
apro le zanzariere.
L'aria è finalmente frizzante
un dolce temporale estivo ha segnato la fine dell'estate.

L'ordore di asfalto bagnato,
lo scrosciare della pioggia, 
l'unico rumore.

Un continuo picchiettare delle gocce d'acqua, sempre più forte, 
un dolce musica per le mie orecchie e per la mia mente.

Non voglio sentire altro
almeno per cinque minuti
Chiudo gli occhi...
la brezza serale, la pioggia, la pace.

giovedì 14 giugno 2018

Il destino di un blog

Oggi riflettevo sul mio blog
L'ho aperto anni fa, quando stavo maturando un cambiamento.
Il lavoro mi opprimeva e non era più compatibile con le mie esigenze di mamma.
Ho provato a resistere, a cercare un po' di flessibilità o un part time, ma non ho trovato aperture.
Ho resistito fino a due figli, sono rientrata al lavoro che la mia seconda aveva poco più di 4 mesi, piangevo quando la lasciavo alla tata al mattino e la riprendevo a cena, quando andava bene.
Con l'arrivo del terzo, dopo un lungo pensare, ho deciso di mollare tutto e di stare con i miei bimbi a tempo pieno.
Pace per lo stipendio mancante, pace per il contratto a tempo indeterminato.
I miei figli valevano molto di più. E l'ho fatto.
E questo blog mi ha aiutato spesso a sfogarmi, a raccontare di me, delle mie insicurezze, delle mie ansie.
Ho iniziato per caso, poi ho continuato parlando del più e del meno.
E spesso parlando dei miei figli.

Questo blog è un diario aperto e, non so per quale motivo, ma scriverlo e condividerlo, mi rilassa.

Con il tempo ho però anche dovuto imparare che ogni volta che scrivo qualcosa, ci sono delle conseguenze, persone che criticano, persone che giudicano, che deridono.

Oggi sono qui perché mi sto chiedendo se ha ancora senso tenere questo blog.

I miei figli stanno crescendo.

Se continuo a parlare di loro, magari qualche amichetto (già social a 9 anni!) potrebbe approfittarne per prenderli in giro.
Io qui parlo delle debolezze dei miei figli, delle loro fragilità, e se questo poi dovesse pure ritorcesi contro, non so quanto ne varrebbe la pena.

E i miei figli stanno crescendo.

Con le loro debolezze, con le loro peculiarità,
le loro piccole ali arruffate si stanno spiegando e stanno aspettando di capire quale sia il vento migliore per iniziare a volare da soli.

E allora credo che sia giunto il momento di smettere di parlare di loro qui, pubblicamente.
O magari continuerò, ma con il loro consenso, o in modo molto più discreto.

Chissà...per ora ci sto ragionando.



giovedì 12 aprile 2018

Certe notti...

Mi addormento con il piccolino, nel suo letto.

Ma all'improvviso sento "Mamma.. "

E sento la tua voce tremante e flebile che mi chiama, un po' ovattata.

Sei nascosta sotto la coperta, stai tremando, hai paura.
Vengo con te, ce ne andiamo nel lettone grande.

Ti abbraccio,ma non ti calmi.
Ti assopisci e ti risvegli di colpo urlando!
Ti abbraccio, ti avvinghi a me, ma continui ad avere paura.
Ti rassicuro ma non serve, ti accarezzo, tu mi stringi, ma piangi.

Alla fine finalmente ti calmi. 

 
 Ma poi di nuovo ti risvegli ancora.
Mi implori di andare in sala.

E' quasi mattina. 

Ti faccio ascoltare il cinguettio degli uccellini, ci mettiamo a fare le facce buffe e a giocare con le ombre, con la mani imitiamo un gattino.
Anche Diana si sveglia e viene con noi e prova a farti sorridere.

Finalmente ti calmi di nuovo e ti addormenti.

E io ti abbraccio e allungo l'altra mano per fare una carezza a Diana.

Vorrei proteggerti, vorrei aiutarti.  Ma sono impotente.
Però vi abbraccio. E finalmente ci addormentiamo insieme.
Tutti e tre, nello stesso lettone.

Ma sento una vocina arrivare dalla cameretta 'Mamma...' 
E mi alzo e mi addormento ancora cinque minuti con Ettore.

E all'improvviso 'La sveglia!!!'