martedì 25 ottobre 2016

Questa sera mi sentivo un fallimento

Questa sera mi sentivo un fallimento
MI sento un fallimento perché non sono più la donna che mio marito ha sposato.
Perché non sono più una donna un carriera, curata e truccata
Sono sempre di corsa, con jeans e capelli sbaruffati.

Mi sentivo un fallimento perché ho visto mia figlia stanca. Molto stanca.
La piccola si è addormentata a scuola durante l'intervallo.

Perché per la piccola non c'è giorno di riposo.
E neppure per gli altri.

 Perché Eva questa sera non voleva uscire ancora sotto la pioggia per accompagnare Diana a karate, ma non poteva certo stare a casa.



Questa sera mi sentivo un fallimento.
Perché domani c'è la riunione a scuola, ma non ci posso andare.
Non si possono portare i bambini e quindi non vado.

Vorrei fare tanto per loro, vorrei assecondare ogni loro desiderio,
e invece mi ritrovo spesso a urlare, a sgridarle, a reprimerle.

Siamo sempre di corsa.
Siamo sempre fuori.

Non c'è pausa per loro.

Mi sentivo in fallimento perché Ettore oggi a pranzo piangeva sotto la pioggia ad aspettare Diana.

Perché ogni mattina si deve alzare per portare le sorelle a scuola.

Perché tutti devo uscire anche per gli impegni dei fratelli e delle sorelle.

Mi sentivo un fallimento perché vedevo i miei figli stanchi perché non ho nessuno per lasciarli a casa un'ora a riposarsi.

E allora mi sono chiesta se fosse colpa mia.

Se il desiderio di avere più figli non li avesse penalizzati.

Se il mio egoismo non stesse condizionando le loro vite.

Poi, ero in palestra a vedere l'allenamento di Diana, Ettore dormiva nel passeggino, Eva aspettava con me e all'improvviso è arrivato mio marito.

Una piacevole sorpresa.

Ci è venuto a prendere a karate, i bambini erano al settimo cielo.
Io pure..

Eva è voluta tornare a casa con il papà a piedi. Io Diana ed Ettore con la sua macchina.
A casa, abbiamo giocato, abbiamo cenato tardi, ma abbiamo riso. 
Abbiamo riso tanto.

E in un attimo è passato tutto.

E tutti i dubbi e le paure sono scomparse, non potrei fare a meno dei loro sorrisi, dei loro capricci, di loro.

Non mi sento più un fallimento, ma solo una mamma ( forse un pò stanca), ma tanto tanto felice!

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