martedì 28 maggio 2013

Una mamma pasticciona! La cambiamo?



Proprio in questi giorni spopola in rete una mini fiction sulle mamma imperfette e, ammetto, che anche se non l’ho vista tutta, è proprio divertente e veritiera.

Parla di mamme,ovviamente.
E non perfette.
Quelle che non riescono a fare tutto in modo impeccabile, ma che sono felici dello loro vita.

E dopo aver visto un paio di episodi e dopo quello che mi è successo questa mattina, mi sono chiesta anch’io:
Ma io che mamma sono?
La risposta?
Una mamma pasticciona!

Beh, iniziamo con il raccontarvi cosa mi è successo questa mattina, almeno capirete meglio, tanto per cambiare.

Come al solito, sempre di fretta.
Il papà veste Eva, mentre io ci provo con Diana.
Dopo le solite maratone mattutine riusciamo a mettergli qualcosa di decente addosso.
Il papà deve andare, ci saluta e resto io con le monelline.
Inizio a preparami io e mentre mi trucco sento le bimbe ridere divertite per poi scoprire che Diana mi ha preso il pennello e si è colorata ben bene le sue guanciotte inizialmente bianco latte.
Va beh poco male, succede.
Di corsa, scegliamo i loro pupazzi ‘da compagnia’ e scappiamo in macchina.

Mentre loro salgono, io metto l’allarme e ritiro i secchi della spazzatura.
E sento Diana che continua a chiamarmi ‘Mammaaaaa………….Mamma! Mamma!’
‘Diana, basta! Cosa c’è! Arrivo!’ dico un po’ scocciata!
Entro con la testa in macchina e vedo lei con le ciabatte in mano che mi guarda un po’ perplessa e mi dice
 ‘mamma…non ci siamo messe le scapre!’

Oddio! Povera piccola, aveva ragiona a chiamarmi!!!
E io ero pure scocciata!

Che dire, sono decisamente pasticciona!

Quando vai all’asilo vedi le bambine perfette, tutte pettinate con i capelli raccolti, la scarpine sempre adatte al vestito, con il grembiulino che sembra appena uscito dalla lavanderia. Ma come fanno?

La mia Diana arriva a scuola spesso con tutti i capelli arruffati e gonfi che sempre un leoncino (ok, a volte mi dimentico anche di pettinarla, lo ammetto)  e mi ritrovo a  lasciare l’elastico alla maestra chiedendole se può farlo lei.
Le scarpe sono sempre le stesse, per andare all’asilo, sempre le scarpe da ginnastica, comode, pratiche e soprattutto la mattina non mi sbaglio!

Ma queste sono alcuni episodi.

Ammetto che qualche volta mi è anche capitato che si addormentassero vestite e la mattina, sempre complice la fretta, le ho rimandate fuori così…. Se lo sapesse la mia mamma!!!
Oppure quante volte ho dimenticato di lavargli il visino al mattino.
O ancora, è capitato che per cena era tardi, non avevo nulla di pronto e ho concesso loro di mangiare ‘schifezze’ sul divano (vedi patatine, maionese, wurstel e magari ovetto kinder o Coca cola!).

Ovvio che non è sempre così, ma capita!

Però sapete cos’è la cosa bella?

Ogni tanto, soprattutto quando sono giù, che vedo tutto il mondo intorno a me perfetto e io così distratta, esaurita, improvvisata, ecco in quei momenti quando ti vedi proprio sbagliata, il papà chiede alle bimbe:
Ma voi volete cambiare mamma? La volete una mamma diversa?

E la loro risposta che arriva immediata e con il sorriso sulle labbra è sempre
No, questa è la mia mamma! La mamma non si cambia! Vogliamo lei!

E allora, chi se ne frega se non sono perfetta!
Finché quella sarà la risposta, per loro, sarò perfetta così!

mercoledì 22 maggio 2013

Per me cosa vuol dire amore?


Questa sera non aveva nessuna intenzione di dormire.

Io sdraiata accanto a lei, con i tuoni in lontananza che si fanno sempre più prepotenti e lei che spinge la sua schiena contro il tuo petto e la sua testina sotto il tuo collo. Con una manina ti cerca e con l’altra si assicura il ciuccio in bocca.

‘Io non boio dormire! No, No Nanna io!’
‘Shhh….chiudi gli occhietti Eva’.

E nel buio della stanzetta speri che si addormenti presto, di sotto c’è Diana che aspetta la sua dose di coccole dalla mamma.

‘No boio dormire!’  - e mentre un altro tuono si fa sentire, le ti stringe forte con la sua manina.

Poi come una trottola inizia a girarsi su se stessa, a metterti i suoi piedini in faccia, a prendere la coperta, ad abbracciare la sua bambola.
Finalmente, dopo qualche minuto si calma.

Io mi sfilo dal letto come un serpente che scivola via e corro di sotto.

Diana è già mezza cotta e stordita dalla stanchezza, ma non dorme. 
Mi ha aspettato.

Mi siedo sul divano, lei prende il suo cuscino preferito e me lo mette sulle gambe.
Ci diamo un bacetto, lei appoggia la testa sul cuscino e io l’accarezzo.
E anche lei, dopo pochissimo, crolla rilassata in un dolce sonno.



La volta scorsa ho scritto cosa vuole dire amore chiesto ai bambini di quattro anni.
Questo invece è cosa vuole dire amore per me.

Buona notte



venerdì 17 maggio 2013

Per te, cosa vuol dire amore?



Qualche giorno fa ho visto un articolo che raccoglieva le risposte di una domanda fatte a bambini tra 4 e 10 anni.
La domanda era ‘Per te, cosa vuol dire amore?

Allora ho pensato di fare la stessa domanda a mia figlia, 4 anni.

Quindi ieri sera in macchina, tornando a casa, le ho chiesto - ‘Diana facciamo un gioco, ti faccio una domanda, ok?’.

Per te, cosa vuol dire amore?’

Lei, senza neppure pensarci mi risponde
Quando eravamo nella tua pancia. La guardo un po’ stupita e subito aggiunge –
Si, perché noi siamo due amori, no?

E ovviamente, mi sono commossa.

La stessa domanda è stata fatta dalle loro mamme (un gruppo di amiche) ai loro figli, sempre a bambini e bambine di 4 anni.
Guardate che belle risposte ne sono uscite:
·       Amore significa che una cosa e' bella
·       Amore è quando la mamma mi vuole bene, quando sono monello e ha gli occhi tristi mentre mi rimprovera. e poi mi abbraccia
·       E’ un figlio con suo papà e sua mamma!
·       Perché siamo innamorati di mamma è papà !
·       Mamma amore è amore. amore è abbracciarsi. (seguono tanti baci e abbracci).. amore è quando sono nel tuo cuore. io sono il tuo amore.
·       L’amore è quando sei triste o felice....sbatti le ali muovi le antenne dammi le tue zampine vola di qua vola di la la canzone della felicita bom bom bom...scacciare puoi la malinconia vieni con me ti insegnero a trovare l armonia bo bo bo bo.....
·       E’ quando eravamo nella tua pancia. Si, perché noi siamo due amori, no?
·       Vuol dire essere innamorati e io mamma sono innamorata di te e papà!
·       L'amore è il figlio della mamma. Io sono un amore, tutto qui
·       Che si sposa qualcuno
·       Mamma l'amore sono io questo è tutto
·       Che ti amo
·       L'amore è volersi bene.come quello che provo x te mamy,x la sorellina e x il papy
·       I bacini!!!
·       Boh! Mamma cos'è? Com'è fatto?
·       Amore vuol dire che sono innamorata di te perché sei bellissima!(bacio sul naso)e che voglio fare ciccia ciccia col succo!!!
·       'Amore e' quando ci si innamora...
·       Non ti ricordi il libro degli innamorati?
·       Amore é quando due si spogliano come nei telefilm no?
·       Amore vuol dire che io sono il tuo cuore e tu il mio
·       Cacca…
·       Bonta', essere felici e volersi tanto bene..come quando tu mamma mi dici che mi ami! che bella questa cosa ora vado a leggere!
·       L'amore è felicità gioia abbracci fare le puzzette in faccia


martedì 14 maggio 2013

Diana e la cucina di mamma


Ok, ormai lo sanno tutti: non sono io la cuoca di casa.
Di solito non cucino io e quando il papà è in viaggio mi limito a fare, spesso e volentieri, la pasta all'olio o direttamente latte e biscotti.

Già tempo fa Diana, una sera che il papà era via per lavoro, alla mia frase ‘questa sera vi faccio la carne!’ se ne era uscita con una faccia molto sorpresa chiedendomi ‘Mamma, ma tu la sai fare la carne???’

E va beh..

Ma questa sera mi ha proprio distrutto.
Come il solito il papà non c’è.
Soluzione? Pasta riscaldata avanzata la sera prima. Semplice, veloce e soprattutto, cucinata dal nostro super papà!

Eva la divora ma Diana non ne vuole sapere.
Allora le chiedo:
‘Diana cosa vuoi mangiare? Se vuoi ti faccio la carne, un uovo o i wurstel’
Mi guarda con aria sospettosa e mi dice ‘…l’uovo?’
‘ Si amore, ma non te lo faccio come papà, te lo faccio strapazzato?’ – aggiungo.  ‘Non verrà come quello che fa papà, però è buono!’

Ci pensa un po’, mi guarda e dice:
‘No mamma. Niente uovo, non lo sai fare bene.
Neppure la carne, papà la fa bene, tu non la sai fare. L’altra volta me l’hai fatta tutta a pezzi. Papà la fa bene’
Poi, aggiunge guardandomi ancora – ‘ e i wurstel, sei proprio sicura di saperli fare bene???’

Ok, che dire, io non sarò una gran cuoca, ma lei mi ha distrutto!!

A Milano, in metrò


Questa mattina, come tante altre, ho preso la metro per venire in centro a Milano.

La metro è un ambiente strano.

La struttura un po’ buia e sporca, l’aria marcia, le scritte sui muri e sui treni e odori vari che si mescolano continuamente.
Dal puzzo di sudore, all'odore del bar che vende le brioche, al forte profumo di qualche donna, ad altri a bordo muro che non elenco.

Ma la cosa belle sono le persone che ci puoi trovare: sono le più disparate!

Dalla ragazza bellissima tutta curata e profumata, probabilmente una modella nella città della moda, alla turista con sandali e zaino in spalla e cartina della città in mano.
Dal classico colletto bianco, con giacca e cravatta e al telefono tutto il tempo al ragazzino con scarpe da ginnastica più grandi di lui, jeans a mezza chiappa, occhialoni scuri e cuffie nell'orecchio.
Dalla signora di mezza età con la sua borsa carrello della spesa, alla signora seduta che si legge il suo libro.
C’è poi  il tipo con la faccia strana, che magari ti intimorisce un po’ (poi alla luce dei fatti di quello che è successo in questi giorni a Milano, il tipo con il piccone…un po’ di fobia ti prende!)
C’è invece la persona rassicurante che ti fa un sorriso (e allora pensi, ‘sicuro, non è di Milano!’).
C’è il signore sull’ottantina che esce dal metrò tutto vestito con giacca, pantalone, e cappello, la faccia segnata dall’età ma serena con in braccio il suo cane, un barbone di taglia media che sembra volerlo abbracciare.
Ci si può trovare la scolaresca in gita, il bambino nel passeggino (e qui povere mamme…lasciamo stare questo argomento con metro e passeggini!), l’adolescente, l’adulto e l’anziano.

La metro è un ambiente multi etnico. Dall’italiano al cinese, dall’africano al tedesco, dall’arabo al romeno, l’indiano, il giapponese, e così via.

La metro non ha età.
La metro non è razza.

Ah, dimenticavo!  Per concludere, ho anche visto le pubblicità affisse all’interno dei vagoni,e tra le tante,  se vi interessa adesso c’è anche l’outlet per i funerali!!! O_O


giovedì 2 maggio 2013

Un po' come Heidi


Saranno banalità, ma se penso che io in questi posti ci sono cresciuta.

Se penso che la mia infanzia è stata qui,  dove il mare e il clima mite sono una costante.
Dove i cugini e gli zii e i nonni sono sempre presenti.
Dove la distanza più lunga saranno al massimo un paio di chilometri.

Se penso che tutto questo le bimbe non ce l’hanno.

Vedo in questi giorni che siamo qui che si divertono, che stanno spesso all'aria aperta, che stanno con me e con noi.

Se piove la mattina, mezz'ora al massimo e si può uscire di nuovo.
Non c’è nebbia, non c’è afa, non ci sono le zanzare (almeno non le stesse ! ).

Da noi, d’inverno nebbia e neve o pioggia e vento.
Il sole non si vede mai. Sempre velato dietro ad un cielo grigio.
Basti pensare che le mie bimbe in questi giorni mi dicono che la luce le infastidisce e spesso si coprono gli occhi….
E se per caso, finalmente arriva la bella stagione, si passa dai cappotti alla cappa calda e umida,alle zanzare tigre che ci mangiano vive e non si può stare neppure a cenare in giardino altrimenti rischi l’attacco massiccio.

Saranno banalità, ma a me questi posti mancano.
Non mi interessa la movida Milanese o lo shopping o la città alla moda.

Voglio una città a misura di persona, che ti permetta di vivere.
Vedo le mie bimbe in questi giorni giocare in giardino, seminare i fiorellini, fare i biscotti con i nonni, andare a trovare i cuginetti e gli zii.
Vedo le bimbe giocare in spiaggia e ridere. Le vedo felici.

L’aria non puzza di smog.


Ci sono i profumi del mare, dei glicini in fiore, dell’erba tagliata.

Affacciarsi dalla finestra della camera, girarsi a destra e vedere il mare, girarsi a sinistra e vedere i monti.

Mi sento come Heidi quando l’avevano portata via dalle sue montagne.



Ma purtroppo io qui non ci vivo più. Vivo a Milano.
Il lavoro è là, e la mia vita anche.

Ma la speranza un giorno di poter tornare con la mia famiglia al completo, quella, c’è ancora..
In fondo, anche Heidi ce l’ha fatta !