sabato 21 dicembre 2013

Il senso del Natale

Il senso del Natale

Ormai mancano pochi giorni al Natale, festa ormai caratterizzata da regali, spese e luci brillanti.

Ma questa festa è sempre è comunque una festa carica di magia ed emozioni.
 
I bambini impazziscono di gioia, si guardano intorno meravigliati e scrivono le loro letterine per Babbo Natale.

Questa festa riesce ad ammorbidire i cuori più aridi, riesce a portare un sorriso in ogni casa.
Non si sa il motivo, ma quando il Natale si avvicina, si respira un certa magia nell'aria.

Non importa se si è credenti, se si atei, se si è cristiani, se si è mussulmani o altro..
Ovvio, per ognuno di noi ha il suo significato più profondo, ma per tutti è una festa di pace, di gioia e di riavvicinamenti.

E proprio in questi giorni ho ricevuto una mail di auguri, una delle tante che si ricevono in questo periodo, ma leggendola, conteneva un messaggio davvero diverso che mi piacerebbe condividere con voi.

Buon Natale a tutti!

Ciao,

questo è il momento dell'anno in cui molti auguri vengono spediti.
Ache da parte mia vi auguro uno splendito Natale ed un brillante nuovo anno.

Vorrei inoltre rendervi partecipi di una personale iniziativa che vi invito a replicare.
 
UN REGALO DI NATALE AD UNO SCONOCIUTO
Non serve molto. Basta un piccolo pensiero. Dopo un primo effetto di incrdulità, forse si raccogliererà un sorriso, un grazie ed un augurio di Buon Natale.

UNA BUONA AZIONE AD UNA PERSONA BISOGNOSA
Sicuramente intorno a noi ci sono persone che conosciamo e che hanno bisogno di aiuto. Anche piccolo e apparentemente insignificante. Perché non offrire il nostro aiuto? Personalmente lo farò.

Se tutti lo facessero e se è vero che le buone azioni ispirano altre buone azioni, il livello di "felicità" collettivo si alzerebbe.

Se vi piace l'iniziativa, spargete la voce.

Buona Natale





lunedì 25 novembre 2013

Un giorno da Babbo Natale, sarà quello giusto?

 Un giorno da Babbo Natale, sarà quello giusto?

Se volete passare una giornata diversa e avete dei bambini, perché non andare a trovare Babbo Natale?
Io l’ho fatto.
Le bimbe volevano vederlo, soprattutto Diana.
Abbiamo scritto insieme la letterina a casa, cerco su Internet e troviamo la Casa di Babbo Natale a Montecatini.
Perché no, è solo ad un’ora di macchina dalla casa dei nonni!
Ma si, facciamolo!
Guardo le foto, sembrano belle! E bello anche il programma, c’è anche il mago, Diana ci va matta, si andiamo!

Subito dopo pranzo ci prepariamo, arriva il papà, impostiamo il navigatore, prendiamo la letterina e siamo pronte: le bimbe sono eccitatissime!
Dopo un po’, usciamo dall’autostrada e subito troviamo le indicazioni per la casa di Babbo Natale.
‘Massy, gira, è di la!’
‘Ma sei sicura? Il navigatore dice di andare dritto..’
‘Ma no papà, sbagli tu! Non vedi le indicazioni???’
‘Strano… il navigatore dice di la…sicura?’
‘Ma su papà, tu sbagli sempre strada! Sei come Papà Pig! Seguiamo le indicazioni! Quante Case di Babbo Natale vuoi che ci siano !?!?!’

Il papà perplesso…mi da retta.

Ed ecco intravediamo un capannone, con un grosso parcheggio fuori.
Prima sorpresa. Il parcheggio non è a pagamento e non è vicino alla stazione, come indicava il sito.
Va beh, meglio!
Scendiamo e andiamo subito a fare i biglietti!
E qui la seconda sorpresa, 35 euro. Ma siamo in 5 (c’era anche la nonna). Strano, sul sito era più caro!
‘Scusi, ma è compreso tutto?’
‘Si Si’ – risponde l’elfa commessa. ‘Solo il musical è escluso’.
‘….il musical…strano’ – penso, ‘sul sito non si parlava di musical’.

Entriamo e vediamo subito un percorso: dapprima  gli Elfi ci fanno il passaporto dei bambini, poi ci mostrano la fabbrica del giocattolo e ci regalano le nutelline, poi ci truccano.
Più avanti vediamo un tavolone enorme con i lego e un altro con la pasta di mais. Ancora più avanti c’è un’area piena di giochi gonfiabili e non, un grande teatro, e finalmente una grotta con tanto di neve finta che cade che ci porta al borgo e poi, finalmente da Babbo Natale.
 
Mi fermo un attimo al teatro a chiedere a che ora c’è il mago (sul sito c’era!), ma qui…gli Elfi mi dicono che non c’è. Boh, che strano!!!

Diana nel frattempo scalpita, non vuole neppure fermarsi a giocare, prima vuole vedere Babbo Natale!

Entriamo in una stanza bellissima e le bimbe corrono da lui, l’unico e il vero Babbo Natale!
Le bimbe gli danno la letterina, lo abbracciano e si fanno la foto.
Un bacino e poi passiamo all’ufficio spedizioni di Babbo Natale per scrivere la letterina ufficiale con la carta di Babbo Natale e le imbuchiamo nella magica cassette delle lettere del Villaggio magico.

La giornata passa veloce, ma non è ancora finita!
Le bimbe vedono la pista del ghiaccio e vogliono provare, quindi io mi armo di pattini, foca da pattinaggio e due bambine che in vita loro non avevano mai messo i pattini e ci buttiamo in pista! A parte un po’ d’impiccio iniziale, ci divertiamo alla grande!

E per finire?
Usciamo all’aperto e facciamo la Baby Dance con gli Elfi!!!

Che dire, una giornata magica, perfetta e felice.
Unica cosa buffa?
A fine giornata, un’amica vede le foto e mi dice..… che non sono andata alla Casa di Babbo Natale, ma al Villaggio di Babbo Natale!!!!


E va beh!!!

venerdì 15 novembre 2013

Stanca per cosa?

Stanca per cosa?

Beh, la domanda è lecita. In fondo sono in pausa dal lavoro, quindi perché dovrei essere stanca.
Cosa faccio da stancarmi?

Beh, nulla di speciale.
Nulla che non faccia il 90% delle donne.
Gestisco due bambine, una casa e un marito.
In fondo perché dovrei essere stanca?
Solo perché la notte non si dorme perché magari una bimba ha sete o ha la tosse?
Stanca solo perché la mattina per farle vestire e uscire di casa è un’impresa epica?
Stanca solo perché devo e voglio tenere la casa in uno stato di pulizia e decoro minimo’?

Oppure stanca perché mi alzo tutte le mattine non più tardi delle 7, inclusi i fine settimana?
Stanca perché le bimbe ti saltano in braccio o sulla schiena e pensano che tu sei un cavallino?

Stanca di fare la cucina, lavatrici, pulire camice e altro?
Stanca di fare la spesa, andare alle poste, a fare le commissione, a ricordarsi tutte le scadenze?

Stanca perché mi sono fatta un hobby e anche quello mi porta via del tempo?
Stanca di non staccare mai la mente?

Beh, in fondo non faccio nulla di speciale. Nulla che una donna normale non faccia.
Però potrò essere un pochino stanca?

Stanca, ma felice.


Ci tengo a precisarlo, sono stanca, ma sono felice!

Felice come non sono mai stata!

domenica 3 novembre 2013

Poi capita che…

A volte si desidera una cosa, ma si hanno dei dubbi.
Non capisci se la vuoi davvero oppure no. Se questa cosa ti rende felice o ti spaventa.

E’ normale.
Si hanno dei dubbi.

A volte si pensa che è la cosa migliora che ti possa accadere, 
a volte pensi che forse è meglio che non accada perché così è più semplice.

E quindi ogni giorno si è in bilico sul si o sul no.
Sui vantaggi o gli svantaggi.
Sul cuore o sulla ragione.

Poi capita che…

..ti svegli un giorno e scopri che quella cosa è accaduta, c’è.

 E tutti i dubbi passano, è felicità pura, è la cosa giusta.

Ma neppure il tempo di rendertene conto e non c’è già più…


Allora capisci che quella cosa la vuoi davvero e da oggi in poi farai di tutto per raggiungerla!

martedì 8 ottobre 2013

La prima fuga di Eva...dal suo letto

‘Forza bimbe, sono già le dieci, andiamo a dormire!’

Convincerle non è mai facile, una che scappa, l’altra che si nasconde, una che corre, l’altra che ride.

‘Ancora qualche minuto mamma!!’
‘No, basta, date il bacino a papà e andiamo a nanna’

Dopo un po’ di insistenza, finalmente scelgono il loro pupazzo o bambolotto per la notte e finalmente saliamo in camera.

Diana sale le scalette del suo letto, Eva sul suo letto basso.

‘Ho sete, mamma!’
‘Mamma ci racconti la storia?’
‘Mamma ti posso dire una cosa’
‘Mamma…’

‘Basta, ora si dorme!’

Mi metto lì, in mezzo a loro, Diana si avvinghia alla mia mano e dopo poco crolla in un sonno sereno.
Il terremotino invece non dà segni di cedimento e dopo mezz'ora, appartenente un po’ calmata, decido di scendere comunque.

Finalmente le bimbe dormono, adesso ho un po’ di tempo per me.

Verso la mezzanotte, vado anch'io a dormire, ma come sempre, prima passo a controllare le bimbe.

E qui la scoperta:
…Eva non è nel suo letto!

'Massy!!! Eva non c'è!'
Anche il papà sale a cercarla.

La cerco prima di tutto nel letto in camera mia, nulla.
La cerco in terra (non sarebbe la prima volta), nulla.
E infine la troviamo...dove non avremmo mai creduto.

E’ nel letto con la sorella, ha salito le scale e si è abbracciata alla sua sorellina! 
Non voleva stare sola!




Che belle vederle abbracciata l’una all'altra!!!

martedì 24 settembre 2013

A volte vorrei fermare il tempo.

A volte vorrei fermare il tempo.

Le vedo crescere così in fretta.

Quasi non mi ricordo più di quando erano delle bombolotte rugose e con gli occhietti semichiusi che con la loro manina stringevano a mala pena il mio mignolo.
Mezze pelatine, poco meno di 3kg, e quel profumo tipico dei neonati.

Il tempo passa più velocemente di quanto non si creda.

Sembra ieri che siete nate e ormai giocate da sole a ‘Mamma e figlia’.
Sembra ieri che dormivate nella culletta e adesso ve ne andate all’asilo con il sorriso in volto e non vedete l’ora di scappare.
Dormite nella vostra cameretta, mangiate da sole … insomma siete cresciute, tanto!

A volte vorrei fermare il tempo per godermi tutti i vostri attimi.

Dal vostro sorriso al vostro capriccio.
Ogni vostro momento è unico e speciale.

A volte vorrei poter tornare a quando ero bambina, ricordare gli abbracci di mia madre, le settimane bianche con i miei genitori, mio fratello e i miei cugini.
A quando non avevamo nessun pensiero, eravamo solo bambini  e il nostro compito era divertirsi.

E ora non sono più bambina.

Sono io, siamo noi i genitori ed è loro il tempo di divertirsi.

Però è giusto che il tempo non si possa fermare.

E giusto così.

Altrimenti i nostri figli non potrebbero provare le stesse gioie che sto provando ogni volta che le vedo  correre ad abbracciare il loro papà.


O semplicemente ogni volta che le vedo.

mercoledì 18 settembre 2013

E a volte accade che…


 E a volte accade che crescono.
Che ti stupiscono, quando meno te lo aspetti.

Far dormire Diana è sempre stata un’impresa: con la mamma rigorosamente nel lettone e poi la trasportavo nel suo letto quando ormai era crollata.
Il suo letto, la sua cameretta, non ci voleva andare.

Ho provato e riprovato, alla fine ho rinunciato. 
Continuavo tutte le sere addormentando prima la piccola nel suo lettino, nella loro cameretta e poi Diana con me.

Fino a qualche sera fa…

Qualche sera fa, incredibilmente, senza nessun motivo, stesso rito, stesse azioni.
Prendo Eva, diamo la buona notte al papà a e Diana e saliamo in camera.

Diana seduta sul divano, con i capelli davanti aglio occhi a vedere la tv.
‘Mamma’ – sento una vocina che sussurra. ‘Posso venire a dormire su con voi, in cameretta?’
‘Certo amore’ – rispondo. ‘Ma dormi nel tuo lettino, ok?’
‘Si’.

Saliamo tutte su in camera, Eva nel suo letto, Diana nel suo, io in mezzo e do una mano a Diana ed una ad Eva.
Parliamo qualche minuto e aspetto che si addormentano.


E all'improvviso ti accorgi che sono cresciute ancora…

lunedì 9 settembre 2013

Il sogno nel cassetto



Tutte da noi da bambini immaginavo cosa fossimo diventati da grandi.
Chi voleva la cuoca, chi il dottore, chi l’astronauta.

Io volevo fare la maestra, la parrucchiera, la donna in carriera con la valigetta rosa, la pittrice, etc.
E anche la sarta.
Mi piaceva tanto disegnare. E disegnare vestiti.  E cucire.
(E pensare che oggi ho difficoltà anche a mettere un bottone).

Poi si cresce, i sogni cambiano, si dimenticano, si evolvono.
La vita ti travolge, ti stravolge, e diventi ..qualcosa.


Con qualche sogno nel cassetto mai realizzato.

E oggi questo sogno è riaffiorato alla mia mente.
Oggi infatti stavo pulendo la mansarda e ho ritrovato quei disegni.
I disegni che facevo da ragazzina.


Le mie collezioni che avevo disegnato.

Belle, bellissime ai miei occhi.
E quel sogno è riaffiorato alla mia mente con un senso di malinconia e felicità.
Volevo diventare una stilista di moda …

Ho deciso così di mettere qua per voi i miei disegni. Voglio condividerli con voi.
Chissà che qualcuno li veda e decide di realizzare il mio piccolo sogno!

Sarebbe fantastico.

https://www.facebook.com/attilia.pezzica/media_set?set=a.10201147438542822.1073741836.1075482915&type=3 

Se volete vederli tutti andate al link qui sopra!  















La pausa

Ebbene si, l’ho fatto.
Il mio fisico me lo chiedeva da tempo, la mia mente anche.
Ho preso una pausa da tutto, una pausa dal lavoro.
Un po’ le condizioni di salute, un po’ altre condizioni a contorno mi hanno fatto decidere.
Mi prendo una pausa fino a Gennaio.
Fino a Gennaio mi riprendo la mia vita, faccio la mamma, faccio la moglie, faccio la casalinga.
‘Ti annoierai!’ Mi dicevano - ‘Non puoi stare senza lavoro’.
‘Che cosa farai tutto il giorno?’

Mah, forse a lungo andare avranno ragione, chissà.

Per ora però sto bene.
Non ho più gastriti, non ho più fretta, non ho più ansia.

Dopo 5 anni mi sono iscritta in palestra.
Dopo 5 anni ho cucinato qualcosa.
Dopo 5 anni ho avuto tempo per mettere a posto casa come voglio io.
Dopo 5 anni ho tempo di attaccare una foto al muro.
Dopo 5 anni HO TEMPO.

E soprattutto, ho tempo per stare con le mie bimbe.
La  mattina vesto le bimbe e le porto all’asilo. Senza fretta, senza correre.
Il pomeriggio le vado a prendere io, non prendono più il pulmino (almeno per ora).
E vedere i loro sorrisi, sentire i loro abbracci, giocare con loro.
E la sera quando torna mio marito vedere la casa un pochino in ordine, magari preparare qualcosa anche a lui…
Per ora mi sembra di vivere un sogno.

Se fosse così non svegliatemi! E tutto perfetto!

giovedì 5 settembre 2013

La scuola materna


E già, anche la mia piccolina ha iniziato la scuola materna.
Pensavo di non emozionarmi più, invece vederla con il suo grembiulino rosa a giocare con gli altri bambini mi ha fatto effetto.
Il primo giorno sono rimasta con lei. Il giorno dopo da sola, tranquilla.
Devo dire che è stata bravissima, non una lacrima,  non un capriccio.
Solo oggi tentennava un po’, oggi non voleva andare.
 Ma oggi c’era anche la sua sorella che l’ha presa per mano. Le ha detto ‘ci sono anch’io’.
‘Tu vai con la tua maestra e io con la mia, ma ci sono anch’io.’


Beh, se non mi emoziono per questo…

lunedì 26 agosto 2013

Oggi ho fatto la spesa!


Ferie finite, almeno per gli altri.
Io questa volta rientro a fine settembre, tra pochi giorni infatti inizia l’asilo la piccola e mi sono presa il mese intero per farle l’inserimento.
Però per il papà oggi ricomincia il lavoro.
Io e le bimbe invece ce ne stiamo a casetta, facciamo colazione e la mattina passa tranquilla.

Dopo pranzo ho la brillante idea di fare la spesa.
Preparo una lista accurata delle cose che dobbiamo prendere, vesto le bimbe e siamo in macchina.


A ritmo di ‘Ciu Ciu Ua’ e ‘Il giro della trottola, il salto del canguro’ a tutto volume arriviamo in pochi minuti al supermercato.

Parcheggiamo, prendiamo il carrello e entriamo.

E qui inizia il delirio…

Eva non correre,
Diana vieni qui,
Eva non toccare,
Diana dove sei?,
Eva alzati,
Diana aspettami,
Eva non mangiare quella cosa lì,
Diana attenta!
e via così…

All’improvviso Eva urla: ‘Pipiiiiii’
‘No, no amore, ce la fai? Resiti, ti prego!’

Arriviamo alla cassa senza mai aver consultato la lista e avendo preso un po’ di cose a caso.
Per fare prima vado alle casse veloci, ma la carta di credito non funziona, Eva che continua a urlare ‘Pipiiiii’! …e Diana aggiunge: ‘Mamma anche a me scappa la pipì!
Provo ancora la carta ma nulla.
Basta. Lascio la spesa non pagata e porto le bimbe in bagno di corsa.
 
I bagni sono posizionati ‘tatticamente’ di fronte ai giochini per bambini, sapete quelli a gettoni, vero?
‘Mamma, possiamo andare sui giochini?’
‘No, vi scappa la pipi, non è vero???’
‘Si..ma, ci fermiamo un po’ sui giochini??’
‘No adesso andiamo in bagno!’

Ovviamente andiamo in bagno e niente pipì per nessuna delle due!!!
Infuriata con le bimbe, torno alla cassa a riprendere la spesa che la commessa mi ha gentilmente tenuto, ma la carta continua a non andare.
Alla fine è la cassa che è rotta, e mentre Eva si aggrappa al carrello come una scimmietta e Diana cerca di farla cadere, mi dirigo verso un’altra cassa per pagare.

Ormai il grosso è fatto, devo solo tornare alla macchina.
 
Venendo via vedo un vestitino carino in saldo per Diana e decido di prenderlo. Ha delle deliziose perline bianche come decorazione.

‘Ok, siamo pronte’, possiamo andare alla macchina e tornarcene comodamente a casa.
Mentre ci avviamo al parcheggio, Eva urla nuovamente ‘Pipiiiiiii’!!!
Non faccio in tempo a girarmi che s’è l’è fatta adosso!!!
Nooo!!!!!….
La spoglio nuda nel parcheggio e le metto il vestitino appena preso per la sorella, almeno non è nuda!

Va beh, un po’ stanca arriviamo a casa e ultima sorpresa della piccola teppista….

Mentre faccio scendere Diana dalla macchina, vedo tutte delle perline bianche sparse sul seggiolino dietro.
‘Diana cosa sono quelle?’
‘Mamma, sono le perline del vestitino nuovo che mi hai comprato, Eva le ha tutte staccate!!!’

E va beh…


PS: Ovviamente arrivata a casa ho controllato la lista e ho preso metà delle cose che  mi servivano!

venerdì 12 luglio 2013

Da fuori non capiscono

Da fuori non capiscono
‘Sei solo un po’ stanca, coraggio.’
Non si può capire cos’è uno stato d’ansia o la depressione.
Per fortuna loro.
Ma chi c’è passato invece lo sa.
Che è un qualcosa che sta li nascosto dentro di te, e quando sei più debole salta fuori e ti attacca.
E da fuori la gente  non capisce.
Non può capire.
Anche se apparentemente sei la stessa, dentro ti senti logorare.
Ed è giusto ammetterlo con noi stessi, a volte abbiamo bisogno di aiuto.
Anche se la gente continuerà a non capire.
Per fortuna loro.

sabato 6 luglio 2013

I saldi e la piscina

I saldi, già!
Quasi mi ero dimenticata che iniziavano oggi!

La giornata era cominciata abbastanza tranquilla.
Colazione senza le piccole che miracolosamente dormivano ancora, da sola con il papà.
Dopo qualche minuto una vocina ‘Eva, svegliati! Mamma e papà sono giù’!
Era Diana.
Scendono velocemente la scala e ci ricordano subito che oggi si monta la piscina!
Per la gioia del papà!

Beh, si inizia! Prendi il telo, stendilo, apri la piscina, una pulitina e via con l’acqua. Le piccole iniziano a sguazzarci dentro ancor prima che si riempia!
Ma per riempirla ci vuole tempo, quindi, visto che il papà deve comprarsi degli abiti, andiamo al centro commerciale mentre l’acqua della pompa continua a riempire lentamente la nostra piscinetta.
Purtroppo, l’avvento dei saldi ha trasformato il centro commerciale in un luogo super affollato, commesse nervose e poco spazio per camminare.
Le piccole impossibile da fermare, Eva entra ed esce dai camerini, Diana la rincorre. Se provo a tenere Eva in braccio si divincola come un serpentello!
Il papà prova qualche abito, ma uno è troppo stretto, uno troppo lungo, le taglie non ci sono, la commessa non sopporta più le bimbe.
Ok, basta, non ce la faccio.  Rinunciamo a fare acquisti.
Mangiamo qualcosa, facciamo la spesa (a fatica, come sempre) e torniamo a casa.
La piscina è pronta!

L’acqua è ghiacciata! Ma alle bimbe importa poco, un attimo e sono già dentro a sguazzarci.
E così, anche senza saldi, è trascorsa una bella giornata d’estate (senza mare purtroppo) ma con le piccole felici!


E ora che le pesti dormono, mi godo il mio bicchierino di whisky!


giovedì 4 luglio 2013

Le ballerine...

Oggi in metro notavo  quelle scarpe che proprio non mi piacciano.
Vi prego, non ve la prendete, spero di non ferire la sensibilità di nessuno, so che sono di moda e che vanno alla grande, ma a me proprio non piacciono.
Sto parlando delle ballerine, quelle scarpe non basse, di più!

Non ci posso fare nulla. Sarà che la natura mi ha dotato di solo un metro e mezzo di altezza e senza tacchi non riesco  neppure ad uscire di casa, ma non ci posso fare nulla, a me le ballerine proprio non vanno giù!
Sono dei colori più disparati, rosse, blu, verdi ma le ho viste anche argentate, a pois e ultimamente pure gialle fosforescenti!
E non è che se le mettono solo le ragazzine con gli shorts o con i jeans.
Le vedo pure a donne ben vestite, tutte abbinate e poi con le ballerine con un colore che nulla c’azzecca con il vestito!

Per carità, io di moda ne capisco ben poco.
Se hanno avuto tutto questo successo un motivo ci sarà…è che a  me resta oscuro!
 
E pensare che da ragazzetta le ho portate anch’io! (Ovvio, fino a quando non ho scoperto il tacco ;))
E a peggiorare la situazione sono i fantasmini bianchi (o calzini bassi o chiamateli come volete) che si intravedono sotto la ballerina!

Ok, quante nemiche mi sono fatta?


Ah, e per la parità dei sessi aggiungo anche che vedere un uomo in giacca e cravatta, tutto elegante …e poi la scarpa con il piede nudo!!! Noooo….

giovedì 27 giugno 2013

Un piccolo sfogo

Sentirsi sole anche quando si è in mezzo agli altri.
Posso passare una giornata in ufficio con i colleghi, posso non avere due minuti da dedicare solo a me, eppure a volte mi sento sola.

Vorrei chiedere a voi, come fate?
A quelle come me.
Quelle che lavorano full-time, che non escono alle 4 o alle 5.
Quelle che non hanno nessuno.
Quelle che quando escono dall’ufficio iniziano la vera giornata.
Quelle che di notte non dormono per accudire le bimbe.
Quelle che quando arrivano a casa, sono sole con le bimbe.
Quelle che quando stanno male, non possono stare male.
Quelle che hanno il marito che è sempre via per lavoro. Oppure c’è, ma non si sa quando arriva.
Quelle che le bimbe non le ascoltano.
Quelle che devono combattere ogni momento per farle mangiare, per farsi lavare i denti o semplicemente per vestirle.
Quelle che non possono dire mi riposto mezz’ora. Perché sono sole.
Non esiste un momento di recupero, non esiste ‘ferie’!

Come fate voi?
So benissimo che non sono l’unica, ho colleghe nella mia stessa situazione, eppure la mattina le vedo fresche come delle rose.
Qual è il vostro segreto? Vi prego ditelo anche a me!

Non fraintendetemi, non sto accusando le bimbe, loro sono la mia gioia. Non potrei fare a meno di loro e se ripenso alla mia vita prima di loro la troverei quasi noiosa.

Ma a volte sono stanca.
In casa mi occupo di tutto: delle bollette, delle scadenze, del 730, dell’IMU, del dentista, dei vaccini, delle sue scadenze, di tutto!
Mi occupo delle bimbe al 100%. 
Mi sveglio io la notte.
Mi alzo io il mattino e sono io che le vesto, le lavo e che faccio tardi al mattino.
Lui esce prima, lui deve essere presto in ufficio oppure è si è alzato all’alba per prendere un aereo.
Difficilmente la sera ceniamo tutti insieme.
O arriva troppo tardi, o qualche collega lo chiama e lo tiene al telefono più di un’ora. (Ma te non hai una tua famiglia??!)
Oppure è fuori per una cena di lavoro.
Oppure è via qualche giorno per lavoro.
Oppure è casa ma è al PC che deve lavorare!

Va bene il lavoro. E’ importante. E lui lo fa con passione.
Non voglio dire che non è presente. E’ un bravo papà e un marito fantastico.
Però il lavoro lo travolge. Lo assorbe come una spugna.

Giusto qualche minuto mi ha detto che il 3 ha una cena di lavoro…il 3 è il mio compleanno, e neppure se lo ricordava.

 Non mi interessa che si ricordi il mio compleanno, ma lo vorrei un po’ più libero per noi.

martedì 25 giugno 2013

Una casa vissuta

La casa vissuta

Ieri sera, rientrando a casa, ero un po’ giù di morale.
Capita spesso, ma se a questo ci si aggiunge il fatto che a causa dei risvegli notturni delle bimbe dormo poco e che la mattina devi comunque alzarti per andare al lavoro, la cosa si complica. 

La mancanza di sufficienti ore di sonno si fa sentire. Il pomeriggio fai fatica a tenere gli occhi aperti davanti alla tastiera, ma non hai scelta. 
Poi finalmente la sera torni a casa. E la vedi. 

La casa.

Sempre in disordine.
I panni che si accumulano e la lavatrici da fare,le tazze della colazione ancora nel lavandino della cucina, i documenti da mettere in ordine, le scarpe sparse all'ingresso. E molto altro.

Purtroppo, tolto il tempo per il lavoro, non ne resta molto e quello che posso cerco di dedicarlo alle bimbe piuttosto che alla casa.

E devo dire che proprio loro, nonostante contribuiscono notevolmente alla confusione di casa, sono riuscite a mettermi di buon umore e a farmi vedere la casa sotto un aspetto diverso: non in disordine, ma vissuta!

Proprio così! Una casa vissuta. 
Un arredamento ancora piuttosto improvvisato (grazie Ikea!),  i giochi seminati sul pavimento della sala formano un campo di battaglia, i peluches sparsi tra divano e cucina, i pezzi dei puzzles che spuntano ovunque, i pezzetti delle costruzioni che non appena provi a camminare scalzo per casa ti fanno malissimo sotto i piedi!

Però tutto quest crea, in un certo senso, un ambiente caldo e accogliente, che ti fa sentire a casa. 

A casa tua, la tua tana, il tuo rifugio.

Ieri in particolare osservavo il forno della cucina. 
La cucina, posto per eccellenza dove il papà ha vietato alle bimbe di portare qualsiasi giocattolo. 
I giochi si tengono fuori dalla cucina!
Ma da qualche giorno abbiamo deciso di appendere al forno un disegno di Diana. E ieri sera lei ed Eva si sono divertite ad attaccarci tutto intorno tantissime calamite di Winnie the Pooh, proprio sul quel forno.


Ecco, vedendolo ieri sera, stanca e un po’ giù, ho iniziato a sorridere. 
Ho iniziato a pensare che non è solo confusione. 
E’ una casa vissuta! ...molto!

mercoledì 19 giugno 2013

Piccoli angeli… ma a volte rompono!


Piccoli angeli… ma a volte rompono!

Beh, ammettiamolo, io adoro le mie bambine, ma ci sono dei momenti in cui…rompono!
Ebbene sì, i nostri piccoli sanno  sempre come essere inopportuni al momento giusto!

Sembra che abbiano un orologio biologico interno settato nei momenti meno adatti.

Ad esempio, non so se a voi capita, ma quando è che gli scappa la cacca?
Ovvio, appena ti siedi a cena.

Tutto a tavola, tutto pronto, tutti seduti, prendi la forchetta e finalmente credi di poter cenare tranquillo e….
’Mamma, cacca!!!’.
‘Ma sei sicura? Proprio ora….amore?’
‘eh..si!’

Oppure, altro momento buono per la cacca è la mattina prima di uscire.
Magari d’inverno, con tutti i giubbotti, sciarpe, borse. Stiamo per salire in macchina e sente la vocina con la solita frase…’Mamma, cacca!!!’.

Ma è possibile sempre in quei momenti? Sempre! Giuro! E di solito si alternano, la piccola a cena, la grande al mattino.

E che dire della possibilità di dormire un’oretta in più (non chiederei troppo) il sabato o la domenica.
Ah, quanto vorrei!

Durante la settimana per svegliarle facciamo una faticaccia, apri la tapparella così entra la luce, apri la finestra, così entra aria fresca (di solito..dovrebbe), accendi la TV, inizia a chiamarle la prima, la seconda, la terza volta! Nulla. Non aprono neppure gli occhi!

Il sabato o la domenica?
Alle 7.00 del mattino ‘Mammaaaaaaaa….. andiamo giù? C’è luce! Io non ho più sonno!’
‘No, dai ancora cinque minuti, ti prego
E a quel punto, vengono direttamente nel lettone, alzano loro la tapparella e iniziamo a spingerti giù dal letto!

Un’altra cosa che non sopporto- ma qui non hanno colpe - è la loro tosse.
La tosse dei bambini (almeno delle mie) viene solo di notte! Da quando si sdraiano fino al mattino dopo, poi …Puff! Sparita!
E quando c’è è un continuo tossire, non si può dormire. Tant’è che il papà abbandona il letto coniugale e il suo posto viene preso dalla bambina ‘interessata’..
Però ammetto che in questo caso non hanno colpe. Anzi, dormono male pure loro piccole!

Per poi non parlare dei capricci per vestirsi, di quanto di sei appena sistemata il trucco e ti mettono le loro manine in faccia o nei capelli appena fatti, o peggio, con le loro manine magari sporche di gelato corrono verso di te per abbracciarti!!!
E tu non hai il coraggio di spostarti! Perché quell'abbraccio lo vuoi, nonostante la cioccolata!

E tante altre cosette…

Ma che ci possiamo fare, rompono, ma non possiamo fare a meno di loro!

martedì 18 giugno 2013

Una giornata speciale

Per molte mamme quello che sto per scrivere sarà solo la descrizione della loro quotidianità.
Per molte altre, purtroppo non lo è.
E’ invece la descrizione di una giornata del tutto eccezionale, che non capita spesso. Anzi, non capita quasi mai.

Infatti, a causa del lavoro, non sono molti i pomeriggio che riesco a dedicare alle mie figlie.

Ieri invece…

Esco dall'ufficio alle 15.00  dopo aver chiesto mezza giornata di ferie.
Metropolitana, poi macchina, spesa veloce e finalmente vado a prendere le bimbe.

Prima cosa il controllo annuale dalla pediatra: tutto bene, Diana 104 cm per 17 Kg, Eva 89 cm per 12,5Kg. Stanno bene.
Poi andiamo a casa a prendere le bici e andiamo al parco!
 
Al parco! Alle 5 di pomeriggio di un giorno feriale!!! Un’utopia!

Anche le bimbe sembravano incredule di passare il pomeriggio con me.

La giornata era particolarmente torrida, ma al parco il custode ha aperto l’irrigazione permettendo a tutti i bambini di giocare con l’acqua.
Quando siamo usciti che erano da strizzare, come due pulcini appena uscita da uno stagno!
Ma felici e sorridenti!

Arriviamo a casa, ci asciughiamo e accettiamo l’invito inaspettato della vicina a cena.

Diana ed Eva erano al settimo cielo all’idea di passare la serata con Davide, il loro amichetto (il figlio della vicina).

Quando siamo tornate a casa era ormai buio, una lavata veloce e tutte nel lettone – non c’era papà –  e poi finalmente nanna.

Insomma, come anticipavo, nulla di che, una giornata normale.
Una giornata senza colpi di scena o cose eclatanti, ma per me, una giornata speciale.


Questa mattina, al solo ricordo, mi sono svegliata felice!



mercoledì 12 giugno 2013

Il vento del cambiamento


Ogni tanto, quanto cammino per strada, mi capita di sentire un vento caldo e forte, che ti scompiglia un po' i capelli all'improvviso, del tutto inaspettato.
Non so per quale strano motivo, ma quando lo sento, penso che sia un vento portatore di cambiamenti.

Ma i cambiamenti, si sa, avvengono solo se se vogliamo che avvengano davvero.

Nella vita bisogna aver coraggio per affrontarli.

Chi di noi non si è lamentato almeno una volta perla nostra situazione, per il lavoro, per la nostra vita.

Ci lamentiamo sempre, ma poi facciamo poco o nulle per cambiare le cose.

Mi ci metto anch'io. Quante volte mi sono lamentata e quante mi lamento pure adesso!

Eppure  ci capita ogni tanto di sentire una vocina dentro di noi  che ti grida ‘Carpe Diem’! - ‘Fallo!’ -  ‘Prova, buttati! Prendi un po’ di coraggio e lasciati andare!’

Abbiamo quell'idea in testa che ogni tanto torna viva e si insidia nei tuoi progetti, nella tua quotidianità.

Quell'idea che, se fatta bene, potrebbe cambiarti la vita. Magari con un po’ di fortuna.
Perché potrebbe  anche non andare bene, già, anche questo va tenuto in considerazione.

Si sa, ogni cambiamento porta con se la sua dose di rischio, ma chi ci dice che dopo non sarà meglio?
Se restiamo sempre in balia degli eventi senza far nulla.

Quell'idea...
ultimamente inizia  a frullarmi in testa, in modo sempre più insistente.


E oggi mi chiedo: ‘Chissà se anche le mie resteranno solo parole o troverò il coraggio’

In fondo, come diceva anche Walt Disney, "Tutti i nostri sogni possono diventare realtà se abbiamo il coraggio di perseguirli"

Si vedrà!


"Non puoi scoprire nuovi oceani fino a quando non hai il coraggio di perdere di vista la spiaggia" (cit.)

venerdì 7 giugno 2013

Una lezione da Diana


Dialogo tra me e Diana:

 ‘Diana, vai dalla nonna e dalle un bacino.’
 ‘Perché?
 ‘E’ sul terrazzo che piange.’
Perché?
Ha litigato con la mamma.’
Quale mamma?
Con me amore, ha litigato con me perché l’ho sgridata.’

..silenzio di qualche minuto, mi guarda e dice

allora glielo devi dare tu!’
Che cosa?’
il Bacino!
Perché?
'Per quello che le hai fatto!

..bisogna sempre imparare dai bambini.


PS: Sono andata e le ho dato il bacino…

martedì 28 maggio 2013

Una mamma pasticciona! La cambiamo?



Proprio in questi giorni spopola in rete una mini fiction sulle mamma imperfette e, ammetto, che anche se non l’ho vista tutta, è proprio divertente e veritiera.

Parla di mamme,ovviamente.
E non perfette.
Quelle che non riescono a fare tutto in modo impeccabile, ma che sono felici dello loro vita.

E dopo aver visto un paio di episodi e dopo quello che mi è successo questa mattina, mi sono chiesta anch’io:
Ma io che mamma sono?
La risposta?
Una mamma pasticciona!

Beh, iniziamo con il raccontarvi cosa mi è successo questa mattina, almeno capirete meglio, tanto per cambiare.

Come al solito, sempre di fretta.
Il papà veste Eva, mentre io ci provo con Diana.
Dopo le solite maratone mattutine riusciamo a mettergli qualcosa di decente addosso.
Il papà deve andare, ci saluta e resto io con le monelline.
Inizio a preparami io e mentre mi trucco sento le bimbe ridere divertite per poi scoprire che Diana mi ha preso il pennello e si è colorata ben bene le sue guanciotte inizialmente bianco latte.
Va beh poco male, succede.
Di corsa, scegliamo i loro pupazzi ‘da compagnia’ e scappiamo in macchina.

Mentre loro salgono, io metto l’allarme e ritiro i secchi della spazzatura.
E sento Diana che continua a chiamarmi ‘Mammaaaaa………….Mamma! Mamma!’
‘Diana, basta! Cosa c’è! Arrivo!’ dico un po’ scocciata!
Entro con la testa in macchina e vedo lei con le ciabatte in mano che mi guarda un po’ perplessa e mi dice
 ‘mamma…non ci siamo messe le scapre!’

Oddio! Povera piccola, aveva ragiona a chiamarmi!!!
E io ero pure scocciata!

Che dire, sono decisamente pasticciona!

Quando vai all’asilo vedi le bambine perfette, tutte pettinate con i capelli raccolti, la scarpine sempre adatte al vestito, con il grembiulino che sembra appena uscito dalla lavanderia. Ma come fanno?

La mia Diana arriva a scuola spesso con tutti i capelli arruffati e gonfi che sempre un leoncino (ok, a volte mi dimentico anche di pettinarla, lo ammetto)  e mi ritrovo a  lasciare l’elastico alla maestra chiedendole se può farlo lei.
Le scarpe sono sempre le stesse, per andare all’asilo, sempre le scarpe da ginnastica, comode, pratiche e soprattutto la mattina non mi sbaglio!

Ma queste sono alcuni episodi.

Ammetto che qualche volta mi è anche capitato che si addormentassero vestite e la mattina, sempre complice la fretta, le ho rimandate fuori così…. Se lo sapesse la mia mamma!!!
Oppure quante volte ho dimenticato di lavargli il visino al mattino.
O ancora, è capitato che per cena era tardi, non avevo nulla di pronto e ho concesso loro di mangiare ‘schifezze’ sul divano (vedi patatine, maionese, wurstel e magari ovetto kinder o Coca cola!).

Ovvio che non è sempre così, ma capita!

Però sapete cos’è la cosa bella?

Ogni tanto, soprattutto quando sono giù, che vedo tutto il mondo intorno a me perfetto e io così distratta, esaurita, improvvisata, ecco in quei momenti quando ti vedi proprio sbagliata, il papà chiede alle bimbe:
Ma voi volete cambiare mamma? La volete una mamma diversa?

E la loro risposta che arriva immediata e con il sorriso sulle labbra è sempre
No, questa è la mia mamma! La mamma non si cambia! Vogliamo lei!

E allora, chi se ne frega se non sono perfetta!
Finché quella sarà la risposta, per loro, sarò perfetta così!